IMMIGRAZIONE
Dura presa di posizione dell’ex ministro
per gli Italiani nel mondo
Mirko Tremaglia: Dobbiamo cancellare
il reato di immigrazione clandestina. Il Governo riferisca in Parlamento
ROMA – Dopo la tragedia in Mediterraneo,
nella quale sono morti una settantina di eritrei, dura presa di posizione dell'on.
Mirko Tremaglia (Pdl), già ministro degli italiani
nel mondo “in difesa dell’immigrazione in Italia” e “dei diritti
fondamentali dell'uomo”, che “vanno certamente salvaguardati”. Tremaglia parla
anche a nome del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, del quale è
segretario generale.
Non è una verità politica, ma è il
rispetto della vita, come anche hanno affermato giustamente i vescovi italiani,
sopra ogni questione di parte.
È un atto di civiltà, che noi difendiamo
sempre, rispettando i diritti sacrosanti dell'immigrazione nel mondo. È capitato
anche a noi italiani, ovunque noi siamo stati un secolo fa, in condizioni di
più grande misura.
Dobbiamo cancellare la recente legge
della criminalizzazione della immigrazione 'clandestina', che va - come detto
- anche contro la nostra Storia. Le vicende degli emigrati nel mediterraneo,
di migliaia di morti in mare in questi anni non si possono autorizzare; dobbiamo
togliere qualsiasi dubbio circa responsabilità contro l'Italia. Il Governo venga
subito in Parlamento a riferire. Un passo avanti è stato fatto dal Ministro
degli Esteri Frattini. Occorre andare oltre per giungere alla verità e per garantire
l'immigrazione, che compie il proprio dovere e senza pregiudiziali faziose e
antidemocratiche.
Queste ultime posizioni costituiscono
grave offesa all'umanità e al senso della stessa vita. Di fronte alle notizie
giunte dal Mediterraneo di circa 70 immigrati provenienti dall'Eritrea, che
sono morti perché abbandonati, è agghiacciante. Ricordare purtroppo che sono
ormai migliaia i Caduti perduti in queste stesse condizioni in questi ultimi
anni.
Se gli accertamenti in corso
giungessero a conclusione di responsabilità anche italiane, diverrebbe indispensabile
chiamare il nostro Parlamento a rivedere l'ultimo atto legislativo che ha inventato
il reato di immigrazione clandestina, che in termini legali non esiste. Condanna,
infatti, l'imputato prima che lo stesso abbia commesso qualsiasi violazione
di legge, ed è fuori da ogni copertura costituzionale.
Pensate quanti italiani si sono
trovati nelle stesse condizioni: milioni in ogni parte del mondo che hanno subito
angherie e sofferenze ovunque. Ma alla fine hanno vinto, dopo avere subito persecuzioni
(persino condanne a morte) eseguite e poi annullate, ma sono riusciti, in varie
generazioni, a conquistare posizioni, anche di primissimo piano, nella vita
pubblica di quei Paesi, con ben 395 parlamentari italiani all'estero che siedono
e operano in molti Paesi del mondo. Occorre, con umanità e civiltà, 'regolarizzare'
le posizioni, e non condannare anticipatamente.
L'uomo, la donna, il bambino,
cercano di sopravvivere alla disoccupazione e alla fame, terribile nei lori
Paesi. Si tratta di accogliere una morale universale, che è Cristiana e dei
Paesi civili del mondo: il diritto al lavoro e la nostra stessa storia. Il nuovo
sistema 'del non vedere' chi si trova in pericolo in mare è terribilmente criminale.
Nessun politico che controlla e vive l'immigrazione, può consentire a una comunità
internazionale di lasciare al suo destino, cioè alla morte, una barca carica
di naufraghi in mare.
Di fronte a queste spaventose
notizie che hanno colpito profondamente il popolo italiano, chiediamo doverosamente
e sentitamente al nostro Governo di venire a riferire in Parlamento al più presto,
affinché ci dica quanto intende fare alla luce anche degli accertamenti giudiziari
in corso, e per rivedere, annullandola, la recente legge approvata, per valutare
la possibilità di cancellare il reato di immigrazione clandestina. Ripetiamo:
questo per un atto di umanità, di civiltà e di giustizia! (Mirko Tremaglia-
www.oltreconfine.de /Inform)