INFORM - N. 153 - 10 agosto 2009


SCAMBI CULTURALI

Alla cerimonia di Marcinelle anche 10 giovani veneti in visita nel Benelux

I partecipati agli scambi culturali, curati dal Ctim Veneto con il sostegno dell’Assessorato regionale ai Flussi migratori, hanno concluso a Marcinelle il loro soggiorno

 

MARCINELLE – Si è conclusa con la partecipazione alla cerimonia commemorativa del disastro minerario di Marcinelle, sabato 8 agosto al Bois du Cazier, la visita di 10 giovani veneti in Benelux, curata dal Ctim regionale con il contributo dell’Assessorato ai Flussi migratori della Regione.

I ragazzi (4 di Verona, 4 di Vicenza e 2 di Padova, tutti appartenenti ad associazioni d’emigrazione veneta) hanno ricordato il sacrificio dei lavoratori italiani all’estero – 8 dei 136 minatori vittime a Marcinelle erano veneti – con una visita alla miniera organizzata da Lino Stoppele, presidente del Circolo Veronesi di Charleroy.

Il loro soggiorno si è svolto da fine luglio in Olanda, Belgio e Lussemburgo, tra Paesi particolarmente interessati dal flusso migratorio regionale, in cui i ragazzi sono stati accolti dalle associazioni locali e i loro dirigenti: Filippo Todaro del Ctim Olanda, Vito Spinosa del Circolo veronesi in Lussemburgo, Sebastiano Scandereberg dell’Enas Belgio.

A Bruxelles, ultima tappa del soggiorno, i giovani hanno visitato la sede della Regione Veneto e di Unioncamere accolti da giovani funzionari che hanno spiegato le finalità del loro operato. Insieme al neo deputato europeo Lorenzo Fontana, giovane universitario veronese, essi sono entrati anche nei palazzi delle istituzioni comunitarie.

 “L’impegno che chiediamo ai ragazzi non è economico, poiché ci rivolgiamo prevalentemente a studenti – ha ricordato Massimo Mariotti, delegato del Ctim veneto – ma volto piuttosto alla loro partecipazione a momenti di confronto culturale con la storia migratoria, pur nella proiezione verso il futuro e il mondo del lavoro”.

“Vogliamo far conoscere ai giovani l’orgoglio di chi ha lasciato la propria terra, - prosegue Mariotti - che molto spesso ha fatto la propria fortuna ma anche la fortuna del Paese che lo ha ospitato, contribuendo al suo progresso socio-economico. Questo grazie alle capacità e alla determinazione dei nostri emigrati. E le nuove generazioni non devono perdere il contatto con la madrepatria”. Attraverso l’incontro con questi giovani i corregionali incontrano un Veneto diverso da quello da cui sono partiti, mentre i ragazzi hanno la possibilità di conoscere le comunità all’estero.

Il Ctim Veneto dal 2004 promuove iniziative, con il sostegno dell’Assessorato ai Flussi Migratori della Regione, per favorire scambi culturali tra giovani veneti nel mondo. Soggiorni di giovani corregionali all’estero – come la visita in Canada, nel giungo 2009, alle collettività di Montreal, Ottawa e Toronto – oppure visite di giovani oriundi in Italia – dal 17 maggio al 7 giungo scorso 10 ragazzi (5 provenienti dall’Ucraina, 2 dalla Romania,1 dalla Moldavia, 1 dalla Croazia e 1 dal Montenegro) sono giunti a Verona per partecipare ad un progetto formativo dedicato a trasporto e logistica.

“Dobbiamo incentivare i giovani oriundi veneti a studiare in Italia. Se investiamo in quella che sarà la classe dirigente del futuro, - spiega Mariotti - anche il ritorno economico è assicurato: i nuovi veneti manterranno i contatti con i Paesi di adozione e ciò può costituire un volano per lo sviluppo di floridi rapporti commerciali con l’estero”. (Inform)


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