INTERVENTI
Andrea Amaro (CGIE): A Marcinelle popolo
ed istituzioni celebrano il sacrificio dell’emigrazione italiana nel mondo
Rivendichiamo per tutti i migranti in ogni
paese l’accoglienza ed il riconoscimento dei diritti fondamentali
ROMA - Anche quest’anno a Marcinelle è stato ricordato il sacrificio dei minatori uccisi in un grave “incidente” nella miniera del Bois du Cazier. In quell’immane tragedia perirono 262 lavoratori di diversi paesi, fra i quali 136 italiani di numerose regioni di ogni parte d’Italia.
La memoria di quel tragico avvenimento, ancora viva nel ricordo degli Italiani, è diventata l’occasione ufficiale per celebrare il sacrifico dell’emigrazione italiana nel mondo.
Le celebrazioni di quest’anno sono state rese più importanti e significative dal messaggio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha voluto autorevolmente legare quel tragico avvenimento dell’emigrazione italiana alla necessità di rispettare i diritti dei nuovi migranti anche in Italia e di combattere con la massima decisione il ripetersi di morti e feriti nei luoghi di lavoro. Ancora una volta il Presidente della Repubblica ha saputo interpretare i sentimenti autentici del popolo italiano
Alla manifestazione è intervenuto, invitato dal Consiglio Generale degli Italiani all’estero, il Presidente della Camera della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, con un significativo ed apprezzato intervento con il quale ha ricordato che i sacrifici e le lotte dell’emigrazione italiana devono insegnare a rispettare i diritti di tutti i lavoratori migranti, senza mai dimenticare che il migrante non è un ospite temporaneo o manodopera da sfruttare, ma un essere umano da rispettare e da accogliere secondo i principi fissati dalla Costituzione italiana.
Alla manifestazione erano presenti le istituzioni del Belgio, Governo ed Amministratori locali, parlamentari italiani eletti in Italia ed all’estero, il Cgie, l’ambasciatore italiano e rappresentanze diplomatiche di diversi paesi coinvolti nella tragedia di tanti anni fa. Unica inspiegabile assenza, che addolora ed offende, quella del Governo Italiano, forse in imbarazzo per la coincidenza fra il ricordo degli emigrati italiani morti sul lavoro e l’entrata in vigore in Italia delle norme contro emigrati e rifugiati in spregio alla carta dei diritti dell’uomo ed alla costituzione. Ci auguriamo tutti che venga data una accettabile spiegazione di questa inedita assenza e soprattutto che il ricordo delle discriminazioni sofferte da nostri emigranti possa fare riflettere sulle norme ingiuste e dolorose con cui si vuole colpire oggi l’immigrazione nel nostro paese.
* Responsabile Ufficio Italiani all’estero della Cgil