INFORM - N. 152 - 7 agosto 2009


MARCINELLE

Quando un cambio di turno ti salva la vita. Storia di Carmine Bucciarelli, minatore italiano

 

Erano gli anni 50 in Italia c’erano solo miseria e disperazione. Non si trovava nessun tipo di lavoro e cosi Carmine  nel Febbraio del 1953, all’età di 24 anni, decise di emigrare dal paese  nativo Guardiagrele ( in provincia di Chieti )  per il Belgio. Dopo  un lungo viaggio si ritrovò a Courcelles, a casa dalla sorella maggiore dove trascorse un breve periodo di tempo.  Nel frattempo  trovò un lavoro in una piccola miniera vicino casa iniziando cosi la sua vita da minatore. Dopo alcuni mesi lo raggiunse la sua consorte Laurentina, e insieme trovarono la loro prima casa iniziando una nuova vita nella nuova terra.

Avendo bisogno di incrementare il proprio reddito Carmine Bucciarelli decise di trovare un nuovo lavoro e venne assunto a “Le Bois du Cazier” una miniera molto grande a pochi chilometri di distanza da Marcinelle. Tutte le mattine alle 5 in punto l’abruzzese saliva sull’autobus che prelevava tutti i lavoratori della zona per portarli nella miniera.  Le condizioni di lavoro erano deplorevoli, il lavoro era durissimo ed era difficile perfino respirare; le maschere di gas non venivano distribuite tra i lavoratori i cui polmoni si riempivano di gas tossici:

“Eravamo  sempre sporchi - racconta oggi Carmine - avevamo la polvere di carbone anche dentro le mutande . Tutti i giorni noi lavoratori dovevamo prendere gli ascensori e andare fino a profondità abissali per scavare e ricavare il carbone fossile, e solo dopo aver lavorato per cinque anni, potevamo far la richiesta di lavorare più vicino alla superficie”.

Trascorsi alcuni anni di durissimo lavoro, una mattina Carmine venne svegliato da assordanti sirene che suonavano in continuazione e dalle grida della gente per strada. Decise di affacciarsi e intravide un’enorme colonna di fumo nero che sembrava innalzarsi dalla miniera. Il minatore abruzzese prese il motorino e si avviò in direzione del fumo e arrivò alla miniera. Quello che vide fu agghiacciante: una scena da brividi. Gente che correva, urlava, sirene della polizia e delle ambulanze che suonavano senza fermarsi, scene di panico.

Carmine chiese a uno dei suoi amici che cosa era successo e si sentì rispondere che era scoppiato uno dei pozzi di carbone. La prima cosa che Carmine pensò fu: “Che cosa sarà successo ai miei amici?” Poi in una seconda riflessione ringraziò Santa Barbara, protettrice dei minatori per non essere lì quel giorno a lavorare: alcuni giorni prima aveva chiesto di cambiare il turno di lavoro!

Le operazioni di salvataggio furono disperate e durarono circa quindici giorni. Il 23 agosto del 1956 uno dei soccorritori in lingua italiana urlò alla folla in angosciante attesa: “Tutti cadaveri”. Nel Bois du Cazier morirono 262 lavoratori provenienti da dodici diverse nazionalità . Di questi, 136 erano italiani. La causa ufficiale della tragedia: solo un banale “errore umano”. (Luciano A. Borsari-Inform)


Vai a: