INFORM - N. 152 - 7 agosto 2009


RETE CONSOLARE

Lettera aperta del presidente del Comites di Norimberga al ministro degli Esteri Franco Frattini

Stefano Palombo si dice contrario alla proposta, suggerita da Antonio Razzi (Idv), di trasformare il Consolato d’Italia in un consolato onorario

 

NORIMBERGA – Il presidente del Comites di Norimberga, Stefano Palombo, scrive una lettera aperta al ministro degli Esteri Frattini a proposito dell’interrogazione parlamentare presentata recentemente da Antonio Razzi (Idv) in merito all’annunciata chiusura del Consolato d’Italia in città (vedi Inform: http://www.mclink.it/com/inform/art/09n14214.htm ).

Pur ringraziando Razzi per l’attenzione dimostrata verso la situazione locale e condividendo le considerazione generali espresse nell’interrogazione, Palombo si dice contrario alla proposta di trasformazione del Consolato di Norimberga in consolato onorario avanzata dal deputato.

Una posizione condivisa, segnala il presidente del Comites, dalle associazioni italiane della Franconia “che vedono con scetticismo, la proposta dell’istituzione di consolati onorari in Germania al momento attuale.. Le ragioni di questo scetticismo – spiega nella missiva Palombo - non sono dovute alle funzioni attribuibili alla carica di console onorario,  ma piuttosto alla necessità di salvaguardare risorse attualmente presenti nella struttura diplomatico-consolare in loco”.

“La realtà di Norimberga – si precisa nella lettera - vede  la presenza in Franconia di un consolato che soddisfa egregiamente le esigenze di 28.000 connazionali; una struttura organizzativa (locali, apparecchiature, rete di contatti con le autorità in loco) consolidata nel tempo; personale a contratto con decenni di anzianità di servizio e una conoscenza perfetta della realtà locale; un piccolo nucleo di personale di ruolo; una notevole importanza del Consolato nei rapporti di carattere commerciale con la Franconia, ma anche nell’ambito culturale e assistenziale”.

Per Palombo si potrebbe giungere ad un risparmio notevole mantenendo la struttura esistente “o nell’ipotesi più drastica – egli suggerisce - trasformandola in altro tipo di unità amministrativa (un’agenzia) alle dirette dipendenze del Ministero e quindi non di carattere onorario”. In aggiunta, secondo Palombo, la creazione di un consolato onorario metterebbe a rischio la costituzione del Comites di zona, togliendo una rappresentanza politica dei connazionali qui residenti che si faccia portavoce delle loro esigenze e  problematiche.

Secondo il presidente del Comites non bisogna poi dimenticare che “la struttura dei consolati onorari è suscettibile all’influenza della congiuntura economica e sarebbe oggi, per una collettività di 28.000 italiani,  il cammino errato da seguire”. Dalla lettera, che invita Frattini a farsi portavoce delle argomentazioni avanzate al fine di trovare una soluzione soddisfacente per la presenza consolare italiana a Norimberga, viene infine chiesto” il mantenimento del Consolato d’Italia nella sua forma attuale o un suo ridimensionamento ad agenzia”. (Inform)


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