RETE CONSOLARE
Lettera aperta del presidente del Comites di Norimberga
al ministro degli Esteri Franco Frattini
Stefano Palombo si dice contrario alla proposta, suggerita
da Antonio Razzi (Idv), di trasformare il Consolato d’Italia in un consolato
onorario
NORIMBERGA – Il
presidente del Comites di Norimberga, Stefano Palombo, scrive una lettera aperta
al ministro degli Esteri Frattini a proposito dell’interrogazione parlamentare
presentata recentemente da Antonio Razzi (Idv) in merito all’annunciata chiusura
del Consolato d’Italia in città (vedi
Pur ringraziando Razzi per l’attenzione dimostrata verso la situazione locale e condividendo le considerazione generali espresse nell’interrogazione, Palombo si dice contrario alla proposta di trasformazione del Consolato di Norimberga in consolato onorario avanzata dal deputato.
Una posizione condivisa, segnala il presidente del Comites, dalle associazioni italiane della Franconia “che vedono con scetticismo, la proposta dell’istituzione di consolati onorari in Germania al momento attuale.. Le ragioni di questo scetticismo – spiega nella missiva Palombo - non sono dovute alle funzioni attribuibili alla carica di console onorario, ma piuttosto alla necessità di salvaguardare risorse attualmente presenti nella struttura diplomatico-consolare in loco”.
“La realtà di
Norimberga – si precisa nella lettera - vede la presenza in Franconia
di un consolato che soddisfa egregiamente le esigenze di 28.000 connazionali;
una struttura organizzativa (locali, apparecchiature, rete di contatti con le
autorità in loco) consolidata nel tempo; personale a contratto con decenni di
anzianità di servizio e una conoscenza perfetta della realtà locale; un piccolo
nucleo di personale di ruolo; una notevole importanza del Consolato nei rapporti
di carattere commerciale con
Per Palombo si potrebbe giungere ad un risparmio notevole mantenendo la struttura esistente “o nell’ipotesi più drastica – egli suggerisce - trasformandola in altro tipo di unità amministrativa (un’agenzia) alle dirette dipendenze del Ministero e quindi non di carattere onorario”. In aggiunta, secondo Palombo, la creazione di un consolato onorario metterebbe a rischio la costituzione del Comites di zona, togliendo una rappresentanza politica dei connazionali qui residenti che si faccia portavoce delle loro esigenze e problematiche.
Secondo il presidente
del Comites non bisogna poi dimenticare che “la struttura dei consolati onorari
è suscettibile all’influenza della congiuntura economica e sarebbe oggi, per
una collettività di 28.000 italiani, il cammino errato da seguire”. Dalla
lettera, che invita Frattini a farsi portavoce delle argomentazioni avanzate
al fine di trovare una soluzione soddisfacente per la presenza consolare italiana
a Norimberga, viene infine chiesto” il mantenimento del Consolato d’Italia nella
sua forma attuale o un suo ridimensionamento ad agenzia”. (