INFORM - N. 151 - 6 agosto 2009


CAMERA DEI DEPUTATI

Un’interrogazione di Di Biagio (Pdl) sull’organizzazione del porto di Ancona

Il deputato chiede al Ministro delle infrastrutture un intervento per il miglioramento organizzativo e la riqualificazione di uno dei riferimenti più importanti dell’Adriatico

 

ROMA – Aldo Di Biagio, deputato eletto per il Pdl in Europa, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro dei trasporti e delle infrastrutture Altero Matteoli in riferimento alla scarsa organizzazione del Porto di Ancona, in un momento particolarmente delicato come quello estivo.

Per Di Biagio, infatti, se non verranno presi provvedimenti di riqualificazione e riorganizzazione dell’area portuale, sarà messa  a rischio l’immagine del Paese, intaccando così lo sviluppo del settore turistico e nuocendo ad “uno dei riferimenti logistico-navali più importanti dell’Adriatico”.

Riportiamo di seguito il testo integrale dell’interrogazione:

Al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Per sapere, premesso che: il porto di Ancona rappresenta uno dei riferimenti logistico-navali più importanti dell’Adriatico;

ogni anno nel porto di Ancona transita un importante numero di passeggeri tale da porlo al centro dello scacchiere Nord-Sud d’Europa e del Mediterraneo Orientale anche sul versante turistico;

il ministero interrogato ha provveduto a finanziare il programma innovativo in ambito urbano denominato (PIAU) “Porti  & Stazioni”, concedendo al Comune di Ancona risorse importanti al fine di avviare un’opera di riqualificazione urbana e di riorganizzazione dell’area portuale soprattutto in termini di implementazione dell'efficienza dei collegamenti porto-territorio e di valorizzazione del rapporto tra il porto e la città;

malgrado i programmi di riorganizzazione ed il ruolo di riferimento riconosciuto al porto della città marchigiana, continuano a sussistere gravi problemi di carattere organizzativo, la situazione sembra addirittura peggiorata rispetto a qualche anno fa, tale da rendere un vero e proprio calvario il transito nell’area portuale finalizzato all’imbarco, sebbene giustificata da esigenze di sicurezza le cui dinamiche sembrano essere incomprensibili ai più. Tali criticità si aggiungono alle forti difficoltà logistiche e organizzative che caratterizzano la Città di Ancona da anni;

l’area portuale è caratterizzata da una cattiva segnalazione, che per alcuni tratti risulta assente, e scarso personale è di riferimento in grado di fornire informazioni o dare indicazioni;

per procedere all’imbarco si è costretti ad imboccare un vero e proprio girone infernale, con l’obbligo di dirigersi con l’autovettura al di fuori della struttura di transito, per ottenere il rilascio dei biglietti presso biglietterie distanti chilometri dal luogo dell’imbarco e collocate praticamente al di fuori dell’area portuale. Tale articolata e problematica struttura costringerebbe gli utenti ignari a recarsi presso le strutture portuali molte ore prima del previsto imbarco;

i cittadini ed i turisti italiani e stranieri sconvolti hanno manifestato chiaramente allo scarso personale operativo all’interno dell’area, il proprio disappunto, con inevitabile riflessi di questo generale malcontento sulla credibilità dell’intera struttura portuale e del servizio offerto all’utente;

ci si chiede se la città di Ancona, dati i presupposti, desidera ancora essere un riferimento marittimo per il Paese sull’Adriatico:

se è a conoscenza della cattiva organizzazione della struttura portuale di Ancona,

se ritenga opportuno procedere con una ispezione che consenta di verificare lo stato attuale della struttura e della sua organizzazione;

quali provvedimenti intende predisporre al fine di porre rimedio ad una situazione, che rischia realmente di ledere l’immagine del nostro Paese, intaccando uno dei suoi settori più rilevanti in termini di impatto economico, quali il turismo.

Inform

 

 


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