CAMERA DEI DEPUTATI
Un’interrogazione di Di Biagio
(Pdl) sull’organizzazione del porto di Ancona
Il deputato chiede al Ministro delle infrastrutture un
intervento per il miglioramento organizzativo e la riqualificazione di uno dei
riferimenti più importanti dell’Adriatico
ROMA – Aldo Di Biagio, deputato eletto per il Pdl in Europa, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro dei trasporti e delle infrastrutture Altero Matteoli in riferimento alla scarsa organizzazione del Porto di Ancona, in un momento particolarmente delicato come quello estivo.
Per Di Biagio, infatti, se non verranno presi provvedimenti di riqualificazione e riorganizzazione dell’area portuale, sarà messa a rischio l’immagine del Paese, intaccando così lo sviluppo del settore turistico e nuocendo ad “uno dei riferimenti logistico-navali più importanti dell’Adriatico”.
Riportiamo di seguito il testo integrale dell’interrogazione:
Al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
Per sapere, premesso che: il porto di Ancona rappresenta uno dei riferimenti logistico-navali più importanti dell’Adriatico;
ogni anno nel porto di Ancona transita un importante numero di passeggeri tale da porlo al centro dello scacchiere Nord-Sud d’Europa e del Mediterraneo Orientale anche sul versante turistico;
il ministero interrogato ha provveduto a finanziare il programma innovativo in ambito urbano denominato (PIAU) “Porti & Stazioni”, concedendo al Comune di Ancona risorse importanti al fine di avviare un’opera di riqualificazione urbana e di riorganizzazione dell’area portuale soprattutto in termini di implementazione dell'efficienza dei collegamenti porto-territorio e di valorizzazione del rapporto tra il porto e la città;
malgrado i programmi
di riorganizzazione ed il ruolo di riferimento riconosciuto al porto della città
marchigiana, continuano a sussistere gravi problemi di carattere organizzativo,
la situazione sembra addirittura peggiorata rispetto a qualche anno fa, tale
da rendere un vero e proprio calvario il transito nell’area portuale finalizzato
all’imbarco, sebbene giustificata da esigenze di sicurezza le cui dinamiche
sembrano essere incomprensibili ai più. Tali criticità si aggiungono alle forti
difficoltà logistiche e organizzative che caratterizzano
l’area portuale è caratterizzata da una cattiva segnalazione, che per alcuni tratti risulta assente, e scarso personale è di riferimento in grado di fornire informazioni o dare indicazioni;
per procedere all’imbarco si è costretti ad imboccare un vero e proprio girone infernale, con l’obbligo di dirigersi con l’autovettura al di fuori della struttura di transito, per ottenere il rilascio dei biglietti presso biglietterie distanti chilometri dal luogo dell’imbarco e collocate praticamente al di fuori dell’area portuale. Tale articolata e problematica struttura costringerebbe gli utenti ignari a recarsi presso le strutture portuali molte ore prima del previsto imbarco;
i cittadini ed
i turisti italiani e stranieri sconvolti hanno manifestato
ci si chiede se la città di Ancona, dati i presupposti, desidera ancora essere un riferimento marittimo per il Paese sull’Adriatico:
se è a conoscenza della cattiva organizzazione della struttura portuale di Ancona,
se ritenga opportuno procedere con una ispezione che consenta di verificare lo stato attuale della struttura e della sua organizzazione;
quali provvedimenti intende predisporre al fine di porre rimedio ad una situazione, che rischia realmente di ledere l’immagine del nostro Paese, intaccando uno dei suoi settori più rilevanti in termini di impatto economico, quali il turismo.