INFORM - N. 151 - 6 agosto 2009


FARNESINA

Messaggio del Ministro Frattini nell’Anniversario di Hiroshima

 

ROMA - “In occasione del 64° anniversario di quel terribile 6 agosto 1945, desidero innanzitutto rivolgere il mio pensiero alle vittime della spaventosa tragedia di Hiroshima. Rappresentano il tragico simbolo delle estreme conseguenze alle quali si può giungere quando il dialogo e la politica falliscono e si imbocca la via delle armi”

Lo afferma il ministro degli Esteri Franco Frattini nel messaggio inviato in occasione della manifestazione che si è svolta questa mattina a Roma per il tredicesimo anno consecutivo, nella Piazza del Pantheon, per iniziativa del comitato Terra e Pace e con il patrocinio del Comune, della Provincia di Roma e della Regione Lazio.

Nel corso della manifestazione è stato consegnato il premio Terra e Pace - un fossile di un milione di anni simbolo del rispetto della vita sul pianeta - all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr). La manifestazione si è conclusa con l' esecuzione degli inni nazionali italiano e giapponese, un minuto di silenzio per tutte le vittime della guerra nucleare e del razzismo, e i rintocchi della campana di Hiroshima. Ricordiamo che il presidente del comitato, Athos de Luca, ha lanciato una petizione al Presidente della Camera dei Deputati per il rispetto dei diritti umani anche in Libia, invitando quel paese a firmare la Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati.

“Il mio auspicio - così prosegue il messaggio di Frattini - è che il ricordo di quel doloroso periodo storico serva a richiamare gli Stati al dovere di realizzare, attraverso la ricerca costante del confronto e della comprensione reciproca, un sistema di convivenza tra i popoli fondato sul pieno rispetto delle diversità e sulla cultura del dialogo e della solidarietà. E che la memoria di Hiroshima contribuisca a indirizzare le relazioni internazionali verso un cammino di pace che non conosca armi di distruzione di massa. In questo spirito, desidero esprimere il mio più vivo apprezzamento per il costante lavoro di sensibilizzazione, civile e culturale, svolto dal comitato Terra e Pace, e per l’impegno dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, cui viene dato oggi pieno riconoscimento con la consegna del premio di questa edizione”.

“La figura dell’Alto Commissario - ricorda infine Frattini - venne istituita proprio a tutela dei rifugiati della Seconda Guerra Mondiale, e proprio per questo pensata inizialmente con un mandato limitato nel tempo. Purtroppo la logica della guerra ha reso tale mandato permanente. Ed oggi l’azione dell’Alto Commissario è diventata sempre più rilevante, al punto da risultare centrale nel sistema di protezione e promozione dei diritti umani.” (Inform)

 


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