INFORM - N. 147 - 31 luglio 2009


TREVISANI NEL MONDO

La scomparsa di Bepi Rigato: con lui se n’è andato uno spaccato di storia

 

TREVISO - Qualche tempo fa è scomparso Tranquillo Rigato, conosciuto come Bepi,  deceduto alla soglia dei 90 anni, dopo brevissima malattia, a Roma dove svolse il particolare ruolo di “ commesso” a Montecitorio . 

Con Bepi Rigato se ne è andato uno spaccato di storia del tutto particolare, ad un certo momento diventata scrigno di importanti testimonianze su “ personaggi “ con i quali ha vissuto gomito a gomito e che sono stati la storia e i destini del paese.

Bepi Rigato era partito ancora giovane alla volta di Roma,“imbarcandosi”in una avventura interessante e  non certo usuale: quella di operare, come “ commesso”,  all’interno di Montecitorio. E lo fece per ben  30 anni ; un lavoro delicato e importante, espresso con grande professionalità e disponibilità verso tutti e riconosciuto con medaglia d’oro consegnata in Parlamento al momento del commiato: quando  poco dopo il figlio Paolo gli è succeduto nel “posto” prestigioso

 Successivamente è entrato nei gangli della Trevisani nel mondo della sezione di Roma in veste di  vice presidente. Insomma, il classico personaggio che ha vissuto un cumulo di  esperienze, trascorrendo una vita nel cuore della vita politica italiana, nei pertugi degli intrallazzi ,dei pettegolezzi, anche di intrighi e colpi di scena, piena di piccolo grandi segreti e di tensioni tremende vissute negli anni di piombo :vedi attentato Moro.  Un ambito esclusivo tra “papaveri” istituzionali, dove vigeva la regola del “Non dire mai per chi  voti e vedi ma non senti”.

Ricordi indimenticabili, affidati alla riservatezza del mestiere.  Oggi fruibili,a memoria postuma,nel limite del lecito. Ci raccontò di una volta quando nel corso di una delle ennesime risse parlamentari ne uscì con il volto graffiato da parte di  uno dei fratelli Pajetta. A scatenarsi vicendevolmente erano le destre e le sinistre. Tuttavia, i rapporti dei parlamentari trevigiani erano sempre di confidenza e cordialità, sia fra loro che con lui. Soprattutto con la Dal Canton.  In quanto a “profili”, ecco una curiosa disamina. Definisce Almirante “intelligente e di grande stima” (“una volta parlò per nove ore e non dava segni di stanchezza”) , Togliatti “ bravo e serio” che non partecipava mai alle zuffe, Berlinguer una “ brava persona” anche lui, con Gronchi “sono entrato a Montecitorio  e lui si ricordava di questo”, Saragat  era “ serio ma alla mano”, Pertini “una volta mi ha fermato per strada”, Sullo “teneva le distanze”, con Zaccagnini “si lavorava bene”, Andreotti era “il più simpatico”, Moro “ molto buono e di tipica fede democristiana”, il trevigiano Fabbri “era gentile e di grande correttezza” e di  Tremaglia tiene a dire che “si è sempre  battuto con grande passione per gli italiani all’estero”. Una battuta di sensibilità “emigratoria”  che trapelò anche attraverso un “se mi mancasse Istrana io sarei morto”. Che quasi mormorò a se stesso. Ma che fu come un…  tutto dire. (Riccardo Masini*-Inform)

* Direttore Trevisani nel mondo


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