ITALIANI ALL’ESTERO
Il presidente del Comites di Moron alle
riunioni di associazioni italiane
Fra gli obiettivi degli incontri il rilevamento
delle problematiche e l’informazione sulle iniziative del Comites e sulle novità
della rete consolare
BUENOS AIRES – Il presidente del Comites di Moron, Francesco Rotundo, accompagnato dalla segretaria Silvana Stramucci, ha partecipato sabato scorso alle riunioni associative di “Buonalberghese”, presieduta da Eduardo Pacifico, e di “Emilia Romagna di Castelar”, rappresentata da Mario Starella, a seguito dell’invito formulato dai sodalizi stessi.
Egli ha dato così l’avvio ad una serie di visite presso le associazioni italiane attive nella circoscrizione consolare di Moron, nella provincia di Buenos Aires, al fine di conoscere le loro iniziative e le problematiche della collettività italiana in loco. Nel corso degli incontri Rotundo si propone anche di diffondere le novità che riguardano il Comites e la rete consolare, gli obiettivi raggiunti e i progetti in corso.
I membri direttivi delle prime due associazioni, interrogate sul funzionamento dell’agenzia consolare di Moron, hanno rilevato l’efficienza dell’organizzazione della struttura raggiunta grazie al coordinamento di Giuseppe Bolognini, che istruendo un calendario di appuntamenti ha eliminato le lunghe file dinnanzi alla sede.
L’impegno di Bolognini è anche dimostrato dal previsto disbrigo delle pratiche relative alla cittadinanza, anticipato rispetto all’iniziale programmazione sino al 2012. Rotundo ha poi segnalato l’impegno profuso dall’agenzia nel trovare soluzioni ai problemi dei molti connazionali che risultano residenti nella circoscrizione (oltre 47.000).
Tra le iniziative del Comites in corso, il presidente ha menzionato, sin dall’anno scorso, la richiesta dell’eliminazione di alcuni requisiti per le pratiche di cittadinanza che vengono sollecitati unicamente dal Consolato generale di Buenos Aires e dalle agenzie consolari di Lomas di Zamora e di Moron a seguito di cause istruite per acquisizioni di cittadinanza e passaporti falsi: la legalizzazione degli atti argentini dall’Ente che riunisce i traduttori pubblici e l’apostille – una certificazione che convalida per l’uso internazionale l’autenticità di un documento pubblico.
Rotundo ha richiamato il costo di questi adempimenti che non vengono richiesti nelle altre sedi consolari argentine e che, nonostante i solleciti del Comites e la presa di posizione ad essi contraria espressa nell’ultima riunione dell’Intercomites svoltasi a Lomas di Zamora il 5 giugno scorso, non sono ancora stati rimossi.
“La nostra circoscrizione non attraversa certamente una tappa economica felice – ha affermato Rotundo – e perciò abbiamo proposto che i traduttori pubblici registrino le loro firme nei rispettivi consolati, facendo in modo che i nostri connazionali vengano trattati tutti allo stesso modo, guadagnando tempo ed evitando di spendere soldi per pratiche non necessarie”.
Il presidente
del Comites ha infine ricordato che sono i connazionali all’estero più bisognosi
a soffrire più pesantemente gli effetti della crisi economica mondiale. “Per
questo, ora più che mai, dobbiamo essere uniti, per poter difendere gli interessi
della nostra collettività – ha detto Rotundo – cercando di trovare insieme soluzioni
affinché si rafforzino i segnali di fratellanza tra noi italiani”. (