MUSICA
Festival internazionale di Musica con 8 concerti nei borghi storici d’Abruzzo
colpiti dal sisma
Ritorna “Pietre che cantano”
L’AQUILA – Il miracolo di “Pietre che cantano” si ripete
anche nel 2009, nonostante tutto. All’indomani del terremoto, sui luoghi della
tragedia, torna il Festival internazionale di Musica.
Ha dunque un diverso rilievo il Festival, quest’anno.
E non solo per essere alla X edizione, di beneficiare dell’Alto Patronato del
Presidente della Repubblica, o perché offre un programma di grande respiro artistico
e culturale. Il sedimento di dieci anni di risultati, relazioni umane, amicizie
e memoria, di affezione al Festival delle comunità che lo hanno visto nascere
ed affermarsi, il legame dei musicisti provenienti da tutto il mondo che ne
hanno determinato le fortune, costituisce un grande patrimonio morale e culturale
che il brutale terremoto del 6 aprile non è riuscito a disperdere. Immediato
e spontaneo, infatti, è stato il moto di solidarietà di tutti gli artisti ad
offrirsi generosamente per questa edizione, pur se il programma ne ha potuto
accogliere solo una parte, per comprensibili ragioni. Resta il valore del gesto,
il segno d’una stima che supera ogni confine e dà la cifra stessa del notevole
prestigio conquistato dal Festival che ora si rivela al meglio proprio per il
dramma che vivono L’Aquila ed i suoi Borghi.
In questa splendida avventura lunga dieci anni, con oltre
cento concerti, “Pietre che cantano” si è affermato come un evento davvero
singolare, ha infranto ogni schema e segnato nuove prospettive. All’alto livello
delle scelte musicali ed alla qualità degli artisti il Festival coniuga la rarità
di preziosi contesti per i suoi concerti: superbe chiese nei borghi, antichi
monasteri, conventi immersi nella natura carichi di tanti secoli di storia,
il paesaggio aquilano, i silenzi di questi straordinari luoghi d’arte, ideali
per concentrarsi nell’ascolto. E poi l’immediata dimensione umana che nei piccoli
centri si ritrova, rispetto allo smarrimento della grandi città, favorisce la
naturalezza del rapporto tra il pubblico e gli artisti, come tra gli stessi
musicisti. Questa la formula vincente di “Pietre che Cantano”, nata dall’intuizione
d’una musicista straordinaria, colta raffinata e sensibile, qual è Luisa Prayer.
Del Festival lei è l’anima e l’energia, non solo il direttore artistico. “Pietre
che Cantano” è davvero un progetto culturale felice, dove musica ed arte accompagnano
un turismo culturale di qualità alla scoperta di luoghi meravigliosi e inaspettati,
talvolta perfino negletti.
Nella presentazione del programma alla stampa, ringraziando
Si inaugura il 30 luglio, nell’incanto delle architetture
del monastero di Santo Spirito d’Ocre. Il monastero è un’antica abbazia cistercense,
la terza in ordine di fondazione in Abruzzo, dopo Santa Maria di Casanova e
Santa Maria d’Arabona. Data l’anno 1226 l’inizio della costruzione, per opera
dell’eremita Placido de Vena. L’impianto conventuale presenta l’aspetto d’un
monastero-fortezza, edificato secondo i canoni dell’austera tradizione borgognona.
Santo Spirito è un complesso imponente, con un’esposizione molto rilevata sulla
piana, dal quale la vista sulla conca aquilana è davvero magnifica. Il restauro
degli anni scorsi ha restituito all’abbazia gran parte della sua bellezza originale,
salvandone parte degli affreschi e la singolare essenzialità architettonica
delle costruzioni monastiche cistercensi, dove i secoli non spengono l’antica
atmosfera. E dove la preghiera, ma anche l’arte e sopra tutto la musica, continuano
oggi a trovarvi un luogo di forte elezione. E’ appunto qui che si tiene il concerto
inaugurale. Aprono la decima stagione Rainer Honeck, konzertmeister dei
“Wiener Philarmoniker”, insieme al Quartetto di Cremona, uno degli ensemble
di maggiore spicco del panorama nazionale, Irene Tella, primo violino solista
de “I Solisti Aquilani”, Piero Bosna, violoncello solista de “I Musici”,
e la violista russa Anna Serova. Honeck verrà festeggiato per il suo sodalizio
decennale con Ocre ed il Festival, ed eseguirà
Il secondo concerto si tiene il 1 agosto nella tendopoli
del Campo 4 di Paganica. Con Honeck, Bosna,
Il 6 agosto il Festival si sposta a Bominaco per il Concerto
di commemorazione, a quattro mesi dal 6 aprile, nella chiesa di Santa Maria
Assunta, splendida testimonianza d’arte romanica che, con l’annesso oratorio
di San Pellegrino completamente affrescato, è quel che rimane dell’alto-medioevale
monastero benedettino. Il concerto è del Quartetto di Cremona, con gli allievi
della loro masterclass, in un’esecuzione corale del quartetto di Haydn Musica
sulle sette ultime parole del nostro Redentore sulla Croce. I nove movimenti
saranno eseguiti da diversi quartetti, fino al tutti finale, sotto la direzione
del Maestro Marcello Bufalini. L’attrice Sonia Bergamasco, con la sua profonda
intelligenza musicale, accompagna l’esecuzione con una propria raffinata scelta
di testi, da Jacopone da Todi a John Donne, da Thomas Eliot a Juan de
Pur nelle oggettive difficoltà, il Festival non rinuncia
quest’anno alla Masterclass per giovani musicisti, con frequenza gratuita. Come
già nel 2008, è il Quartetto di Cremona che tiene il corso di perfezionamento
per quartetto d’archi e musica d’insieme. L’organizzazione del Festival
considera davvero molto importante portare all’Aquila gruppi di giovani musicisti,
con il loro entusiasmo, per trascorrere un periodo di studio in mezzo a quanti
si trovano ad affrontare la prospettiva d’un futuro estremamente problematico
dopo il sisma, almeno nell’immediato. Una prospettiva che induce molti, soprattutto
tra i giovani, ad abbandonare il territorio. Con
Docente di musica da camera al Conservatorio "Alfredo
Casella" dell'Aquila, Luisa Prayer è nata a Roma, ma è aquilana
d’adozione. Pianista tra le più apprezzate della sua generazione, è stata allieva di Annamaria
e Sergio Cafaro. Nel 1982 si è diplomata al Conservatorio di S. Cecilia in Roma
e nel 1986 al Mozarteum di Salisburgo, sotto la guida di Gilbert Schuchter.
Ha seguito i corsi di musica da camera tenuti da Riccardo Brengola all’Accademia
Chigiana di Siena e all’Accademia Nazionale di S. Cecilia. Premiata in diversi
concorsi pianistici e di musica da camera, si è perfezionata con Bruno Canino,
Paul Badura Skoda, Rudolph Buchbinder, Valentin Berlinsky e, alla Fondazione
Kempff, con Gerhard Oppitz. Come solista e camerista ha tenuto concerti in Italia
(dove ha registrato anche per la radio e la televisione), Austria, Germania,
Francia, Lussemburgo, Bulgaria, Giappone, Cina, Taiwan, Stati Uniti. Ha partecipato,
in Giappone, al Moon Beach Okinawa Music Festival, e ai Festival di Sermoneta,
Portogruaro, Kerkrade (Olanda) e Newport (USA). Dal 1985 al 1999 è stata componente del "Trio Clara
Schumann", col quale ha effettuato molte tournée all’estero. Ha inciso
per le case discografiche RCA, Mediaphon, Musikstrasse e per Linfair ha inciso
le due Sonate per pianoforte e clarinetto di Brahms, insieme a I-Nin Lee,
premio "Tripode d'oro" del Ministero della Cultura di Taiwan. Con
il violoncellista Luigi Piovano forma, da alcuni anni, un duo stabile, vantando
un’importante attività internazionale concertistica e discografica (le due Sonate
di Brahms, Vermeer, 2001, Opere di Camille Saint-Säens, Eloquentia 2004). Luisa
Prayer, instancabile ed eccezionale promotrice culturale, è una delle personalità
più attivamente impegnata nella diffusione della cultura musicale, in Italia
e all’estero.(Goffredo Palmerini/