EMIGRAZIONE
E IMMIGRAZIONE
Tremaglia: “Torniamo a Marcinelle.
Per non dimenticare e trasmettere ai giovani il valore della nostra emigrazione”
“L’accoglienza deve essere assoluta. E’ un atto di umanità
e di civiltà”
ROMA - “Marcinelle significa
‘non dimenticare’ e trasmettere alle nuove generazioni il significato ed il
valore che la nostra emigrazione ha avuto in un secolo di storia”. Lo rammenta
e lo sottolinea l’on. Mirko Tremaglia, già ministro per gli Italiani nel Mondo,
all’approssimarsi dell’anniversario della tragedia dell’8 agosto 1956: nella
“miniera maledetta” persero la vita 262 minatori, 136 dei quali erano italiani.
“Torniamo a Marcinelle” invita Tremaglia ricordando
che il suo primo atto ufficiale come ministro per gli Italiani nel Mondo fu
nel 2001 proprio la visita sui luoghi di quell’immane disastro.
“La nostra gente non aveva un contratto, i nostri emigrati
avevano questo tipo di vile compromesso ‘tanto carbone, tanti uomini in cambio’;
una spaventosa tragedia che purtroppo si è ripetuta in molte parti del mondo.
Il nostro – rimarca Tremaglia - è un impegno morale assoluto: difendiamo chi
lavora e chi emigra” .Ed è “per questo – spiega – che abbiamo deciso una azione
anche parlamentare contro il reato di emigrazione clandestina. Scendiamo in
campo per difendere i diritti di chi è costretto a lasciare il proprio Paese
di origine per motivi di sopravvivenza sua e della propria famiglia. Reagiamo
ai maltrattamenti ed alla privazione dei diritti degli emigranti che rispettano
in ogni parte del mondo i diritti altrui e quelli della convivenza”.
L’on. Tremaglia ricorda anche che quando era ministro
chiese e ottenne un decreto per proclamare l’8 agosto Giornata Nazionale del
Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo. Ogni anno in tale data le Ambasciate,
i Consolati e le Amministrazioni pubbliche assumono iniziative volte a celebrare
il sacrificio dei lavoratori italiani nel mondo “per la valorizzazione del loro
contributo sociale, culturale ed economico recato con il proprio impegno”.
Con
Gli italiani all’estero “hanno subito angherie e soprusi
ovunque”, ma, sottolinea Tremaglia “alla fine hanno vinto, tanto che vi sono
ben 395 parlamentari all’estero di origine italiana e più di 3 milioni di nostri
connazionali residenti all’estero, che hanno avuto la cittadinanza italiana,
hanno ottenuto il diritto al voto per le elezioni politiche italiane”.
Una grande soddisfazione per l’ex ministro. Che però non dimentica i “disperati
di oggi che giungono sulle nostre coste”. Per questo “ripetiamo il nostro credo
che è un ammonimento per quanti vogliono ignorare il dolore altrui: l’accoglienza
deve essere assoluta. E’ un atto di umanità e di civiltà.
Tremaglia invita: “Rispettando i principi di civiltà
e umanità percorriamo una strada nuova: quella degli investimenti in Africa”.
E per “il futuro immediato”, la sua proposta: “fare una Conferenza internazionale
dei Paesi africani del Mediterraneo con l’Italia e con i Paesi della Unione
Europea per fare investimenti europei in Africa, per dare lavoro a 20 milioni
di Africani in Africa e impedire così la “invasione” dell’Europa. In Africa
– ricorda Tremaglia - è l’80% della disoccupazione e vi è una crescita demografica
tale da far superare alla data del 2015 un dato relativo alla natalità: 30 milioni
di nascite in Europa, più di 150 milioni di nascite in Africa. Questa proposta
di investimenti in Africa è all’esame del Parlamento e deve essere al di sopra
di ogni divisione di parte”.(