INFORM - N. 145 - 29 luglio 2009


EMIGRAZIONE E IMMIGRAZIONE

Tremaglia: “Torniamo a Marcinelle.  Per non dimenticare e trasmettere ai giovani il valore della nostra emigrazione”

“L’accoglienza deve essere assoluta. E’ un atto di umanità e di civiltà”

 

ROMA - “Marcinelle significa ‘non dimenticare’ e trasmettere alle nuove generazioni il significato ed il valore che la nostra emigrazione ha avuto in un secolo di storia”. Lo rammenta e lo sottolinea l’on. Mirko Tremaglia, già ministro per gli Italiani nel Mondo, all’approssimarsi dell’anniversario della tragedia dell’8 agosto 1956: nella “miniera maledetta” persero la vita 262 minatori, 136 dei quali erano italiani. “Torniamo a Marcinelle” invita Tremaglia ricordando che il suo primo atto ufficiale come ministro per gli Italiani nel Mondo fu nel 2001 proprio la visita sui luoghi di quell’immane disastro.

“La nostra gente non aveva un contratto, i nostri emigrati avevano questo tipo di vile compromesso ‘tanto carbone, tanti uomini in cambio’; una spaventosa tragedia che purtroppo si è ripetuta in molte parti del mondo. Il nostro – rimarca Tremaglia - è un impegno morale assoluto: difendiamo chi lavora e chi emigra” .Ed è “per questo – spiega – che abbiamo deciso una azione anche parlamentare contro il reato di emigrazione clandestina. Scendiamo in campo per difendere i diritti di chi è costretto a lasciare il proprio Paese di origine per motivi di sopravvivenza sua e della propria famiglia. Reagiamo ai maltrattamenti ed alla privazione dei diritti degli emigranti che rispettano in ogni parte del mondo i diritti altrui e quelli della convivenza”.

L’on. Tremaglia ricorda anche che quando era ministro chiese e ottenne un decreto per proclamare l’8 agosto Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo. Ogni anno in tale data le Ambasciate, i Consolati e le Amministrazioni pubbliche assumono iniziative volte a celebrare il sacrificio dei lavoratori italiani nel mondo “per la valorizzazione del loro contributo sociale, culturale ed economico recato con il proprio impegno”.

Con la Giornata, prosegue Tremaglia, si vuole rendere “un pensiero riconoscente a nome del nostro Paese, affinché la sofferenza, il dolore, la disperazione che hanno colpito tanti nostri emigrati e che sono stati il seme sul quale sono germogliate la stima e l’ammirazione di tutto il mondo, non vengano dimenticati”.

Gli italiani all’estero “hanno subito angherie e soprusi ovunque”, ma, sottolinea Tremaglia “alla fine hanno vinto, tanto che vi sono ben 395 parlamentari all’estero di origine italiana e più di 3 milioni di nostri connazionali residenti all’estero, che hanno avuto la cittadinanza italiana, hanno ottenuto il diritto al voto per le elezioni politiche italiane”.  Una grande soddisfazione per l’ex ministro. Che però non dimentica i “disperati di oggi che giungono sulle nostre coste”. Per questo “ripetiamo il nostro credo che è un ammonimento per quanti vogliono ignorare il dolore altrui:  l’accoglienza deve essere assoluta. E’ un atto di umanità e di civiltà. La Giornata Giornata del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo ha questa storia: quella del passato e quella di oggi”.

Tremaglia invita: “Rispettando i principi di civiltà e umanità percorriamo una strada nuova: quella degli investimenti in Africa”. E per “il futuro immediato”, la sua proposta: “fare una Conferenza internazionale dei Paesi africani del Mediterraneo con l’Italia e con i Paesi della Unione Europea per fare investimenti europei in Africa, per dare lavoro a 20 milioni di Africani in Africa e impedire così la “invasione” dell’Europa. In Africa – ricorda Tremaglia - è l’80% della disoccupazione e vi è una crescita demografica tale da far superare alla data del 2015 un dato relativo alla natalità: 30 milioni di nascite in Europa, più di 150 milioni di nascite in Africa. Questa proposta di investimenti in Africa è all’esame del Parlamento e deve essere al di sopra di ogni divisione di parte”.(Inform)

 

 


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