INFORM - N. 145 - 29 luglio 2009


MEMORIA

26 anni fa la strage mafiosa di via Pipitone Federico, a Palermo

Napolitano: Il ricordo e l’esempio di Rocco Chinnici restano dolorosamente presenti. A lui va il riconoscente pensiero di tutto il Paese

 

ROMA – Il 29 luglio 1983 l’attentato mafioso in via Pipitone Federico, a Palermo, nel quale rimasero uccisi il giudice Rocco Chinnici, gli addetti alla sua sicurezza – il maresciallo Mario Trapassi e l’appuntato Salvatore Bartolotta - e il portiere dello stabile i cui Chinnici abitava, Stefano Li Sacchi.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rende “commosso omaggio” alle vittime con un messagio alla Caterina Chinnici , figlia del giudice ucciso e vice presidente della Fondazione dedicata al padre.

Il Capo dello Stato ricorda la figura di Rocco Chinnici che “con il suo lavoro paziente e intelligente, la sua tensione morale e il suo coraggio, seppe rappresentare lo Stato di diritto con intransigente senso di responsabilità e rigore intellettuale”. “Il suo sacrificio produsse – sottolinea Napolitano - un effetto opposto a quello che la criminalità organizzata si proponeva di conseguire con le spietate e sanguinarie modalità di esecuzione dell'attentato: contribuì infatti a rafforzare nella società civile e nelle istituzioni la volontà di contrastare la mafia con sempre maggiore fermezza, ricorrendo in modo sistematico a quei penetranti sistemi di investigazione che egli aveva iniziato a sperimentare nell'ufficio istruzione di Palermo”.

“Il ricordo e l'esempio di Rocco Chinnici restano dolorosamente presenti in ognuno di noi e a lui va il riconoscente pensiero di tutto il Paese” conclude il Presidente Napolitano. (Inform)


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