CHIESA ITALIANA
Mons. Micheloni, missionario
per gli emigrati, celebra i suoi 100 anni di vita
UDINE - A Dio
piacendo, l’8 agosto p.v. Mons. Ascanio Micheloni, il decano dei missionari
italiani di emigrazione, coronerà un secolo di vita. Un traguardo non sempre
né da tutti ambito, ma certamente significativo
Originario di Buttrio (UD), ove nasce l’8 agosto 1909 da una famiglia povera, ad otto anni è già profugo a Livorno e a nove orfano di guerra, per cui viene messo in un collegio a Firenze da dove ritornerà in Friuli nel 1919. Entra in Seminario e viene ordinato sacerdote a Udine il 23 luglio 1933. La sua prima attività sacerdotale lo vede già confrontato con i problemi della integrazione e intolleranza nelle valli del Natisone (1933-38) e a Cividale del Friuli per la italianizzazione forzata di quella popolazione in prevalenza slovena. Nel 1938 inizia, senza più uscirne se non da pensionato, la sua assistenza diretta agli emigrati italiani: nel 1938 infatti è a Francoforte sul Meno (Germania) come cappellano degli operai italiani nei Laender di Assia e Renania Palatinato e nel 1941 al nord della Germania, in Sassonia, ove fa stretta amicizia con un altro veterano di emigrazione, Mons. Alfredo Prioni, deceduto nel 1988.
Con il peggioramento
della situazione bellica ritorna in Italia e viene assegnato al Comando della
Marina in Sebenico (Dalmazia) per assistere i marinai italiani ammalati. Dopo
due anni, vissuti rischiosamente nel Dodecaneso (Grecia) vive lo sbarco degli
inglesi e poi la momentanea rivincita dei tedeschi con tutte le vicende che
questo ha comportato: esecuzioni sommarie, internamento nel campo di concentramento
di Gudì (Atene). Per questo gli verrà
riconosciuta la “Croce al merito di guerra” e l’Encomio solenne” negli Annali
della Marina Italiana del dopoguerra in Egeo. Nel 1964, gli verrà
anche conferita la “Croce di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana”
e nel 1970 verrà nominato “Cappellano di S. Santità”. Liberato nel 1944, l’anno
seguente viene nominato Cappellano presso l’Accademia Navale Italiana di Brindisi
fino al rientro in Diocesi nel 1946. Egli però nel 1954 riparte per
Felicitazioni
e riconoscimenti stanno arrivando dalla Germania e dall’Italia, ad iniziare
dalla Migrantes con in testa il suo Direttore Generale Mons. Piergiorgio Saviola;
e attorno a don Ascanio il prossimo 8 agosto si riuniranno in amicizia e con
riconoscenza, oltre al suo Vescovo mons. Pietro Brollo e il delegato diocesano
mons. Fuccaro, i Vescovi emeriti Gaetano Bonicelli e Lino Belotti già suoi superiori,
il delegato nazionale della Germania don Pio Visentin sdb,
Il Signore lo ricompensi come solo Lui sa fare per tanta fedeltà e per un tale zelo pastorale! (s.r.- Migranti-press/Inform)