STAMPA ITALIANA ALL'ESTERO
Da
"
Consegnata l'onorificenza di Cavaliere
della Repubblica Italiana a Rinaldo De Barba
Un riconoscimento a tutta la collettività
italiana di Bariloche
BUENOS AIRES - Ho scritto altre volte su Bariloche ed il Parco Nazionale Nahuel Huapi, sullo splendido paesaggio di quella lontana e bellissima regione dell'Argentina. Una natura che affascina per la sua bellezza, ma che d'inverno rende estremamente difficile la vita ai suoi abitanti.
Bariloche, che per il grande flusso turistico dei brasiliani, viene chiamata, anche un po' per scherzo, Brasiloche, è da circa una cinquantina d'anni un importante centro sciistico, una bella città, con un'intensa vita diurna e notturna. Elettrizzante, con le sue cioccolaterie, i bar in cui si vende la grappa, moltissimi giovani, provenienti da tutto il mondo, che circolano per le sue strade. Ora, è veramente difficile domandarsi come era la vita dei suoi abitanti prima: cento, ottanta, sessanta anni fa. Per rispondere a questa domanda basti sapere che il gas è arrivato nelle case della città una quindicina di anni fa.
La vita era estremamente difficile, gli inverni rigidissimi, nevicava abbondantemente ed a Bariloche la gente, ancora oggi, dice: "La neve uccide". Uccide il freddo intenso e ci si può perdere in una tormenta di neve. Il primo ad essere arrivato in quel paradiso è stato un cileno, figlio di immigranti tedeschi, Carlo Wiederhold, che aveva attraversato la catena delle Ande. Il centro è cresciuto però grazie all'italiano, al veneto Primo Capraro, nato a Castion, in provincia di Belluno, nel 1878.
Alla ricerca di
un tesoro è arrivato nella regione del Nahuel Huapi
nel 1913. Si è reso conto allora che non cercava un forziere pieno di monete
ed oggetti d'oro, ma un altro tesoro,
uno più sconvolgente e spirituale: la bellezza e la forza di una natura ancora
vergine. Vi si è fermato deciso a trasformare un villaggio in una città, a coronare
un sogno. Ha costruito scuole, il vecchio centro, la sede del Banco de
Per realizzare questi suoi progetti faceva venire dalla sua Provincia i suoi parenti, i suoi amici. È così che tra i pionieri di Bariloche ci sono i bellunesi, poi i veneti. Noè De Barba aveva sposato Italia Candeago, figlia di Matilde Capraro, sorella di Primo.
Noé De Barba è partito per l'Argentina nel 1927, Italia Candeago con i figli Rinaldo ed Enzo nel 1931. La famiglia si occupava di gestire una trattoria con pensione e Noè era anche proprietario di un forno per la costruzione dei mattoni. La loro vita era estremamente dura. Italia doveva occuparsi dei clienti, cucinare, pulire, lavare la roba degli ospiti della pensione. Una vita veramente difficile.
I terreni su cui
c'erano la trattoria con la pensione ed il forno dei mattoni erano di loro proprietà.
Con il tempo Rinaldo De Barba che aveva frequentato
Sono nati quindi l'Hotel Nevada e l'Hotel Cristal, sui lotti in cui prima c'erano la pensione ed il forno di mattoni. Nel frattempo erano arrivati italiani da tutte le Regioni d'Italia e nel dopo guerra molti sassoni, tedeschi, svizzeri tedeschi, austriaci.
A Rinaldo De Barba, un autentico pioniere, che ha lavorato immensamente per lo sviluppo turistico della Regione, promuovendola turisticamente in quasi tutto il mondo, il 28 luglio nella residenza dell' Ambasciata, l'ambasciatore Stefano Ronca ha consegnato l'onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana.
Finalmente si è fatta giustizia! Anche se la giustizia, in questo caso si è fatta aspettare un po' troppo. Consegnandogli questo titolo onorifico si è riconosciuto non solo il suo lavoro, ma anche quello di tutti gli italiani, che a partire da Primo Capraro, si sono stabiliti nella zona, si sono sforzati, hanno lottato affrontando una vita difficile, una natura bella, ma a volte ostile, facendo moltissimi sacrifici per lo sviluppo della zona.
Bariloche deve il suo progresso agli emigranti. Loro l'hanno fatta progredire, crescere. E’ per questo, perché Bariloche è una città cresciuta grazie agli immigranti, che nella piazza principale al posto del monumento del General Roca, dovrebbe esserci il busto di Primo Capraro, ed al posto di quest' ultimo il monumento del famoso generale argentino.
Con il tempo si
farà anche questa giustizia. (Edda Cinarelli-La Voce
d'Italia Buenos Aires/