ESULI
Il ricordo de "
Scomparso negli Stati Uniti Rodolfo Giraldi,
l'ultimo “morettista” fiumano
FIUME – L’ultimo degli orafi del moretto fiumano, Rodolfo Giraldi, non è più tra noi. Figura titanica, nato a Fiume nel 1913 (in Piazza delle Erbe, angolo calle Pipistrelli), dal 1948 esule prima in Italia e successivamente negli Stati Uniti d’America, continuò sempre a svolgere con amore la sua professione e passione, l’arte dell’oreficeria.
Rodolfo Giraldi non mancava di ritornare nella sua città natia con la sua famiglia, puntualmente ogni anno. Lo fece anche lo scorso anno, quando alla Settimana della Cultura Fiumana ebbe luogo la presentazione della fotomonografia “Il moretto fiumano” (Edit), scritta e curata della professoressa e storico d’arte Erna Toncinich, con le immagini di Romano Grozić, graficamente progettata da Daria Vlahov Horvat.
In quell’occasione
Rodolfo Giraldi poté riabbracciare Mario Sirola uno dei suoi amici dei tempi
della gioventù, incontro di cui anche il nostro giornale fu testimone. Entrambi
ultranovantenni, a scapito della loro età, si dimostrarono talmente in gamba
da far invidia. Rodolfo e Mario ci raccontarono di essere nati a Fiume, il primo
nel 1913, mentre il secondo un anno prima, di come usavano giocare in Piazza
della Erbe, dove sorgeva l’oreficeria della famiglia di Rodolfo, sotto
Rodolfo ci raccontò
del negozio d’oreficeria, aperto dai suoi genitori nel 1911, anno in cui sua
madre andò sposa. “Mio padre già lavorava nella ditta orafa che poi decisero
di condurre insieme. La ditta era
Tutta la famiglia partecipava regolarmente ai diversi raduni di fiumani esuli che si tengono in diverse parti del mondo, anche perché "è un’occasione di parlare il dialetto fiumano, parlata che a casa mia, in America, è sempre presente”. La tradizione dell’oreficeria fiumana dopo Rodolfo Giraldi non ha più eredi né discepoli. Ad un’intervista rilasciata diversi anni fa, parlando dei suoi figli che avevano intrapreso altre professioni, aveva confidato: “L’America è diventata il nostro Paese e io ho dovuto lasciarli andare. Mio figlio Walter ha fatto addirittura la carriera militare in marina. Per fare l’orafo bisogna vivere ogni momento della creazione, partecipare attivamente, dedicarsi esclusivamente a questo lavoro. Ho preferito così… Sfogliamo insieme mio il catalogo, passiamo in rassegna il campionario, con la solenne e triste sensazione di trovarci di fronte a qualcosa di prezioso destinato all’estinzione. Sarebbe stato bello pensare ad una scuola, dare un seguito alla tradizione, sarebbe stato bello…”. Un sogno rimasto nel cassetto. Un cassetto rimasto ormai chiuso per sempre. (gian-La Voce del Popolo)
Con gli amici fiumani s'incontrava ogni anno.Un
maestro d'eccezione che metteva il cuore nella creazione dei gioielli con le
testine nere
Lontano dalla sua Fiume è venuto a mancare il 19 ultimo scorso, in seguito ad una rovinosa caduta dinanzi alla casa in cui da poco più di un anno viveva con la famiglia del figlio Valter a Washington, l’ultimo morettista fiumano Rodolfo Giraldi.
Ritornava puntualmente ogni anno, accompagnato dalla consorte e poi dal figlio Valter, risiedeva in qualche albergo di Abbazia, ma le passeggiate per le vie di Fiume, specie per quelle strette della sua Cittavecchia, come gli incontri con i pochi amici rimasti, erano d’obbligo. Con molti amici fiumani s’incontrava puntualmente agli annuali Raduni degli esuli, organizzati in varie città d’Italia, vi aveva preso parte anche all’ultimo, quello di Montegrotto, sebbene già ultranovantenne.
Rodolfo Gioraldi era figlio di orafi di vecchia data. Suo padre lavorava dal più noto morettista fiumano, Agostino Gigante, e da questi sua madre, anch’essa di famiglia di noti orafi fiumani, aveva acquistato quasi per intero l’inventario della prestigiosa oreficeria Gigante. Compreso il famoso catalogo, contenente centinaia di disegni tracciati a mano, un pezzo che Rodolfo Giraldi si portava sempre appresso, che custodiva gelosamente e faceva vedere con orgoglio. Per il libro dell’EDIT, “Il moretto fiumano”, aveva permesso, in via del tutto eccezionale, di fotografare tutte le sue pagine.
Con Rodolfo Giraldi si conclude la storia dei morettisti fiumani di una volta, di quelli che apprendevano il mestiere dopo un lungo tirocinio e da maestri eccezionali, di quelli che nel creare i gioielli con le testine nere ci mettevano cura, passione, amore. Così faceva Rodolfo Giraldi sino a pochi giorni prima di morire. (Erna Toncinich-La Voce del Popolo/Inform)