RETE CONSOLARE
Il Consiglio comunale di Norimberga approva una mozione
per il mantenimento del consolato italiano
Accolta all’unanimità l’iniziativa del gruppo CSU. La
soddisfazione del Gruppo di coordinamento per il mantenimento della sede
NORIMBERGA – E’ stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Norimberga, durante l’ultima seduta di mercoledì 22 luglio, la mozione presentata dal gruppo consiliare della CSU (Unione cristiano sociale) a favore del mantenimento del consolato d’Italia in città.
In sala, durante l’illustrazione della mozione dal presidente del gruppo cristiano sociale Michael Frieser, era presente il Gruppo di coordinamento per il mantenimento della struttura costituitosi alcune settimane fa, a seguito dell’annunciato piano di ristrutturazione del Mae.
“La mozione accettata e fatta propria da tutti i consiglieri comunali è un’ulteriore testimonianza dell’apertura ed oculatezza della politica comunale norimberghese, - scrive in una nota in proposito il Gruppo di coordinamento - volta all’integrazione degli stranieri, ma anche al mantenimento della cultura, delle tradizioni e della lingua delle minoranze etniche. La politica tedesca non ha deluso gli italiani di Norimberga, ne ha fatto proprie le loro preoccupazioni e timori, ne ha compreso le necessità ed i problemi”. Il coordinamento ricorda inoltre come a determinare la decisione della necessità di un consolato italiano in città siano state esigenze di carattere amministrativo per i concittadini italiani, opportunità economiche per l’area metropolitana di Norimberga, legami culturali e storici tra la città e l’Italia.
“Come si può decidere di chiudere nel giro di pochi mesi una struttura esistente da più di 40 anni – continua a chiedersi il Gruppo - senza nemmeno discutere la ristrutturazione con i rappresentanti del locale Comites?”
Mentre in programma
vi è un corteo di protesta per metà settembre, al governo italiano viene rinnovata
la richiesta del mantenimento del consolato di Norimberga e la “possibilità
per i connazionali in loco di far sentire la propria voce nel piano di ristrutturazione
e di fare, al riguardo, proposte ragionate e studiate”. (