RASSEGNA STAMPA
Intervista de “Il Gazzettino” al
ministro degli Esteri
Frattini: Il Governo finanzierà l’Alta
velocità fino a Trieste
TRIESTE
Lo annuncia il ministro degli Esteri Franco Frattini, a Trieste per la presentazione di uno studio sullo sviluppo condiviso di Nordest, Slovenia e Croazia attraverso l’integrazione della rete portuale e del Corridoio 5 ferroviario.
Ministro
Frattini, allora sarà finanziata anche la tratta da Venezia a Trieste?
«Certamente, sarà
inserita fra le opere strategiche e quindi prioritarie. E l’asse paneuropeo
che attraversa
Finora
nel Dpef del Governo c’è soltanto il tratto fino a Padova.
«Ma quando la progettazione sarà completata, renderemo disponibili le risorse».
Anche
per il tratto di frontiera da Trieste allo snodo di Divaccia?
«Per forza. Ma non basta l’economia, serve anche la spinta politica per valorizzare un’opera del genere».
In che
senso?
«Bisogna spingere
per aggregare all’Unione
Ma
«Per la precisione blocca 13 protocolli negoziali con Zagabria. E l’Albania aspetta da mesi un primo esame della sua candidatura, mentre l’Islanda lo ha ottenuto subito. Ben venga l’Islanda, ma non possiamo fare due pesi e due misure. Beninteso vale anche perla Serbia e gli altri Paesi».
Il Corridoio
5, per la verità, non passa attraverso i Balcani se eccettuiamo un pezzo di
Slovenia verso Budapest.
«Ma le sue diramazioni meridionali sì. E se uno deve investire, pensa ai costi doganali, ai visti che ancora permangono con Belgrado e non solo. Per questo non basta costruire una grande infrastruttura: serve anche il contesto».
Lo direte
alla Slovenia e all’Olanda, che invece blocca
«Faremo di più. Il Governo italiano proporrà una nuova Conferenza europea a 10 anni da quella che a Zagabria sancì il dopoguerra dell’ex Jugoslavia. Lì nessuno potrà più nascondere i propri veti dietro gli alibi delle procedure europee».
Parliamo
di energia. Con
«Già in questi giorni il presidente del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo è stato molto chiaro con il premier sloveno Borut Pahor: il nostro rapporto con gli amici sloveni è fatto di correttezza e puntualità d’informazioni sul progetto del rigassificatore».
Ma loro
proprio non sentono ragioni. E minacciano veti, ricorsi alla Corte europea.
«Bisogna trovare una soluzione condivisa, come si fa fra amici e partner. Niente veti. I ministri Prestigiacomo e Bondi hanno definito le procedure con esito positivo. Per noi l’impianto deve essere fatto. In ogni caso ne parleremo a settembre a Lubiana e terremo conto delle osservazioni slovene».
Basteranno
relazioni rassicuranti sui rischi potenziali?
«Il rigassificatore, è stato certificato, sarà sicuro. Daremo informazioni e ne chiederemo altrettante sullo sviluppo di Krsko».
Dove
anche il Friuli Venezia Giulia si candida a collaborare.
«Come il Governo italiano e le nostre imprese».
Ma reattore
di Krsko e rigassificatore di Trieste si escluderebbero a vicenda?
«Questo no. Sono due partite importanti ma distinte, indipendenti».
Almeno
sulle autostrade siamo abbastanza a buon punto, però.
«Tondo e il Friuli stanno spendendo bene la loro autonomia speciale e la gestione commissariale, lavorando in tandem con il Governo».
La realtà
è che i porti alto-adriatici stentano ad allearsi.
«È una via obbligata, specie sulle retro aree logistiche che dovranno essere condivise, a cominciare da Trieste e Capodistria e allargando la rete sia in Italia che sulla costa balcanica. Non vogliamo che le navi da Suez imbocchino il Mar Nero e che le merci risalgano il Danubio. Meglio sbarcare in Alto Adriatico, si risparmiano chilometri, tempo e denaro».
Già,
ma
«E’ chiaro: se la ferrovia e i porti non si integrano, non si va da nessuna parte».( Maurizio Bait- Il Gazzettino, 23 luglio 2009)