TREVISANI NEL MONDO
Nel
ricordo di un “lavoro” particolare e tanta disponibilità
L’ultimo saluto a Bepi Rigato “commesso”
a Montecitorio. Una vita nel “cuore” dello Stato
TREVISO - La notizia della scomparsa di Tranquillo Rigato, conosciuto come Bepi, avvenuta all’età di 89 anni, dopo brevissima malattia, a Roma, dove risiedeva con la famiglia, ha suscitato sentimenti di profondo cordoglio nel comune di Istrana, dove vivono molti parenti e Rigato era molto conosciuto e stimato, anche in funzione del particolare ruolo di “commesso” a Montecitorio che ha svolto per trent’anni andando in pensione con il riconoscimento di una medaglia d’oro Un ruolo delicato che ha svolto con grande professionalità, rendendosi disponibile anche con i paesani che convenivano nella capitale , agevolandoli nelle visite e spesso ospitandoli in casa. Fra questi anche il dottor Carlo Tonello, medico condotto ai tempi della sua permanenza in Istrana e rimasto amico.
In occasione della sua quiescenza avemmo con lui una intervista dalla quale raccogliemmo simpatiche e curiose confidenze nei confronti dei “ personaggi” politici con i quali aveva avuto a che fare, gomito a gomito, tutti i giorni. Con la discrezione dovuta, ci tracciò un acuto profilo di tanti di loro, tra cui il comunista Paietta ( “ esimia persona ma anche il re dei rissosi” ) che dovette dividere più volte da veri e propri…corpo a corpo) , il dc Zaccagnini figura influente ma anche molto riservata, Storace che si intratteneva con tutti spesso con battute “ pungenti “ , Almirante che godeva di carisma e che una volta parlò (per ostruzionismo) per ben 18 ore filate, Andreotti che forse era il più allo mano, tanto che per anni lo chiamò a collaborare anche nel suo ufficio privato, Fanfani e Moro entrambi molto “ intellettuali” e quasi somiglianti nella particolarità di carattere. Con i veneti andava d’amore e d’accordo in quanto con loro veicolavano anche le notizie fresche e dirette di casa. Rigato era stimato per la riservatezza e la puntualità con cui svolgeva il suo lavoro , tanto che il figlio Paolo gli è subentrato quasi subito con compiti di alta responsabilità.
Amava la sua terra come da un richiamo di radice indelebile, tanto che per tornarvi spesso si era costruita una casa dove trascorreva le vacanze e ultimamente gran parte della sua quiescenza. A Roma ha contribuito alla costituzione di quella sezione di Trevisani nel Mondo, diventandone il vicepresidente. Tutti aspetti e peculiarità che sono stati tratteggiati nel corso del rito funebre da parte del parroco don Riccardo, che si è tenuto a Roma nella chiesa di Gesù Divino Lavoratore ( nei pressi di Trastevere) con largo tributo di partecipazione da persone dell’ambito camerale di Montecitorio, di una delegazione del posto della Trevisani nel Mondo e di una quindicina di nipoti confluiti dal paese di origine. La salma è stata tumulata nel cimitero capitolino del Verano . Lascia nel dolore la moglie Santina Bianchin , i figli Paolo e Raffaella, nuora, genero, nipoti e parenti tutti.
(Riccardo Masini *-
*
Direttore dell’Associazione Trevisani nel Mondo