CAMERA DEI DEPUTATI
Approvata all’unanimità risoluzione bipartisan
Il dibattito in Commissione Esteri sulla ristrutturazione
della rete consolare
Gli interventi dei deputati
Narducci, Di Biagio, Furio Colombo, Fedi e Porta.
Mantica: “Fino al 31 dicembre solo declassamenti, non saranno chiuse sedi consolari. In autunno la verifica sull’intero processo”
ROMA
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Narducci ha poi ricordato sia gli svantaggi per l’economia italiana e per le nostre comunità all’estero che potrebbero derivare da un’ulteriore destrutturazione della rete consolare, sia gli appelli e le numerose proteste nate spontaneamente in varie collettività del mondo che chiedono al governo di cambiare il piano di revisione degli uffici all’estero. Il deputato del Pd, dopo aver evidenziato come ormai esistano tutte le condizioni per riconsiderare la manovra progettata anche alla luce dei tempi che saranno necessari per l’informatizzazione delle sedi consolari, ha sottolineato l’insostituibile funzione svolta dai consoli anche per quanto concerne il raccordo con gli uffici ICE e le locali Camere di commercio. A tale proposito Narducci ha ricordato il caso della Svizzera, il quarto partner commerciale dell’Italia in cui l’ICE non è presente, l’insostenibilità delle scarse risorse finanziarie comunque a disposizione della rete consolare e le gravi conseguenze che deriverebbero dalle previste chiusure di sedi, in particolare di quelle in Svizzera e Germania.
Di Biagio, anche a nome dei deputati della maggioranza firmatari della risoluzione, ha poi proposto alla Commissione una riformulazione della parte finale del dispositivo nei seguenti termini: “si impegna il governo a riconsiderare le modalità di razionalizzazione degli uffici consolari all’estero, promuovendo un’accelerazione del processo di revisione e ammodernamento delle procedure amministrative, nonché l’informatizzazione destinata al funzionamento del “consolato digitale”, e a presentare il progetto complessivo al Parlamento e al Cgie entro il 2009; a verificare le modalità transnazionali di accesso alle strutture consolari da parte dei nostri cittadini per evitare loro di dover percorrere centinaia di chilometri (esempio: Mulhouse/Basilea anziché Metz), nonché ad avviare una consultazione volta al recepimento dell’indirizzo da parte delle competenti Commissioni parlamentari e un coinvolgimento degli organismi di rappresentanza delle nostre comunità all’estero sul dimensionamento futuro della rete diplomatico-consolare italiana nel mondo”. Una nuova formulazione che è stata poi accettata dal primo firmatario della risoluzione Franco Narducci.
Ha poi preso la parola il deputato del Pd Furio Colombo che , sempre per quanto riguarda la ristrutturazione della rete consolare, ha chiesto al governo di trovare un punto di equilibrio che non porti al declassamento del Paese. Facendo riferimento all’esperienza personale maturata negli Stati Uniti, in qualità di direttore dell’Istituto Italiano di cultura di New York e come presidente della Fiat Usa e del Gei, Colombo ha ricordato il grande attaccamento per il nostro Paese non solo dell’emigrazione storica, ma anche delle nuove generazioni e di tutta la società statunitense. Un interesse che non troverebbe riscontro nella prevista chiusura dei consolati di Detroit e Philadelphia. Il deputato del Pd ha infine contestato il possibile ricorso, al fine di colmare le lacune della rete all’estero, dei consoli onorari.
Dal canto suo Marco Fedi (Pd) ha osservato come il dispositivo della risoluzione in discussione parta dalla precisa richiesta di “congelare” la manovra di “razionalizzazione” proposta dal Governo e contestualmente verificare, far progredire, accelerare il processo di modernizzazione sia delle procedure amministrative, che delle dotazioni tecnologiche, dell’informatizzazione. “In questo senso, - ha spiegato Fedi - nella risoluzione si propone il coinvolgimento pieno delle Commissioni parlamentari competenti e degli organismi di rappresentanza delle comunità italiane nel mondo. In queste settimane di protesta e di iniziative sulla situazione di Durban, Adelaide, Brisbane, - ha proseguito Fedi - e di altre città toccate dalla proposta di razionalizzazione, è emersa una volontà comune: non rifugiarsi in un semplice rifiuto, ma rendersi disponibili a lavorare per assicurare l’individuazione di possibili risparmi, ove la questione si ponesse in termini di risorse, evidenziando anche dove realizzare tali decurtazioni, come ad esempio sugli affitti esorbitanti di alcune sedi, oppure in direzione di una maggiore efficienza”. Fedi , oltre a chiedere un’ulteriore approfondimento sui rimedi proposti in alternativa consolati soppressi come i consoli onorari e gli sportelli consolari, ha proposto di mantenere nella risoluzione la parola “congelamento”, un termine che non deve essere inteso come semplice periodo di mera dilazione, ma come occasione di confronto preliminare sui metodi di attuazione del piano.
Fabio Porta (Pd), dopo aver ricordato che la rete consolare
non lavora solo con le nostre comunità all’estero ma è utile anche alla
promozione nel mondo del turismo e del commercio italiano, ha di
Al
termine della discussione sul nuovo testo della risoluzione, proposto da Di
Biagio e accettato da Narducci, si è espresso favorevolmente,
accogliendo a nome del governo gli impegni contenuti nella mozione, il sottosegretario
Alfredo Mantica che ha inoltre reso noto l’intenzione dell’esecutivo di procedere,
fino al 31 dicembre, soltanto ai declassamenti e non alle chiusure di
sedi consolare. L’intero processo sarà inoltre sottoposto in autunno dal governo
alle verifiche richieste.