INFORM - N. 140 - 22 luglio 2009


RETE CONSOLARE

Narducci (Pd) sulla risoluzione approvata dalla Commissione Esteri

“Un’ulteriore destrutturazione della rete consolare svantaggerebbe l’Italia nello scenario geoeconomico internazionale e penalizzerebbe i connazionali all’estero che sono risorsa strategica del nostro Paese”

 

ROMA - E’ stata discussa in Commissione Esteri la risoluzione n. 700193, primi firmatari i deputati Franco Narducci (Pd) e Aldo Di Biagio (Pdl), concernente la manovra del governo sulla ristrutturazione della rete consolare. Con questa risoluzione i deputati firmatari avevano chiesto una pausa di riflessione per rivedere la manovra e avviare, contestualmente, una razionalizzazione delle procedure amministrative e un’accelerazione della informatizzazione della rete.

Narducci nell’illustrare il testo ha evidenziato come la chiusura, prospettata dal governo, di 18 uffici consolari e di 1 ambasciata, nonché il declassamento di 4 consolati generali, abbia suscitato grande allarme tra i nostri concittadini emigrati e tra i Paesi interessati dal provvedimento. La risoluzione, ha precisato Narducci, deve essere letta in chiave costruttiva e punta unicamente a salvaguardare gli interessi economici, culturali e sociali dell’Italia.

“Una ulteriore destrutturazione della rete consolare - ha sostenuto il deputato - rappresenterebbe uno svantaggio per il ruolo dell’Italia nello scenario geoeconomico internazionale ed una ulteriore penalizzazione per i connazionali emigrati che costituiscono una importantissima risorsa strategica per il nostro Paese. Le decisioni assunte dal Governo con la manovra di razionalizzazione – ha ricordato Narducci - hanno fatto discutere molto e hanno suscitato proteste vibrate nelle città interessate dalla chiusura degli uffici, tanto che in molte città sono nati comitati ad hoc di difesa delle sedi consolari. Le proteste di parte italiana si aggiungono agli appelli indirizzati al ministro Frattini dai rappresentanti di varie istituzioni locali, soprattutto dalla Germania, dove la nostra comunità è numerosissima”. “E’ in atto una gara di solidarietà - ha proseguito Narducci - per soccorrere le popolazioni abruzzesi colpite drammaticamente dal terremoto e in occasione della recente riunione del G8 a L’Aquila ne abbiamo avuto conferma da parte australiana, tedesca e americana, tanto che il presidente Berlusconi in persona ha assicurato al primo ministro australiano, Kevin Rudd, un impegno nella riconsiderazione delle preannunciate chiusure di Adelaide e Brisbane. Senza dimenticare il ruolo importante che riveste negli Usa la nostra rete consolare dopo l’accordo tra  la Fiat e la Chrysler, mentre in Svizzera è impensabile realizzare un accorpamento del consolato di Losanna a quello di Ginevra, se non altro per motivi logistici, poiché gli oltre 60.000 cittadini che oggi fanno capo al consolato hanno diritti che non possono essere ignorati”.

Dopo l’articolato dibattito, in cui sono state accolte anche soluzioni emendative, è stato approvata la risoluzione recante un dispositivo con cui la III Commissione impegna il governo a “riconsiderare le modalità di razionalizzazione degli uffici consolari all’estero, promuovendo un’accelerazione del processo di revisione e ammodernamento delle procedure amministrative, nonché l’informatizzazione destinata al funzionamento del “consolato digitale”. La mozione chiede altresì all’esecutivo di presentare il progetto complessivo al Parlamento ed al Cgie entro il 2009. La Commissione, inoltre, impegna “il Governo a verificare le modalità transnazionali di accesso alle strutture consolari da parte dei nostri cittadini, per evitare loro di dover percorrere centinaia di chilometri (ad esempio, Mulhouse / Basilea anziché Metz), nonché ad avviare una consultazione volta al recepimento dell’indirizzo da parte delle competenti Commissioni parlamentari e il coinvolgimento degli  organismi di rappresentanza delle nostre comunità all’estero nel dibattito sul dimensionamento futuro della rete diplomatico-consolare italiana nel mondo”.(Inform)


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