INFORM - N. 139 - 21 luglio 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

Sì all’unanimità all’iniziativa del consigliere Di Sanza (Pd)

Consiglio regionale della Basilicata invierà al Parlamento nazionale proposta di legge per estendere gratuito patrocinio ai detenuti italiani all’estero

 

POTENZA – “Dopo il passaggio consiliare odierno ci attendiamo che anche il Parlamento risponda con la stessa sensibilità ad una esigenza che riguarda ad oggi circa 3.000 italiani”. E’ l’auspicio del consigliere regionale della Basilicata Antonio Di Sanza (Pd), primo firmatario della proposta di legge per estendere il gratuito patrocinio ai cittadini italiani che a qualsiasi titolo si trovano all’estero. Quindi, anche a indagati, imputati o in stato di detenzione in Paesi europei ed extraeuropei. (v. Inform n.123 http://www.mclink.it/com/inform/art/09n12330.htm ). Una iniziativa legislativa che il Consiglio regionale che oggi ha fatto propria (votando sì all’unanimità) e che invierà direttamente al Parlamento nazionale al fine di ottenere la modifica di una legge di rango nazionale.  

L’iniziativa prende le mosse dalla vicenda di Angelo Falcone, detenuto in India insieme a Simone  Nobili.  “Nel dettaglio la proposta di legge – spiega Di Sanza - è finalizzata ad estendere una tutela economica, e quindi a garantire il gratuito patrocinio, anche ai cittadini italiani che si trovino a qualsiasi titolo all’estero. La Costituzione Italiana, all’art. 24, prevede la possibilità, per qualsiasi cittadino non abbiente, italiano o straniero arrestato sul suolo nazionale, dell’usufrutto del gratuito patrocinio, ovvero un fondo con il quale lo stesso può affrontare, a spese dello Stato, eventuali oneri legali. In poche parole, lo Stato Italiano, garantisce, a chiunque venga arrestato, il diritto alla difesa. La proposta di legge estende tale diritto anche agli italiani all’estero”.

“Questa iniziativa, però – continua Di Sanza – è preliminare ad un’altra attività già segnalata dal Consiglio regionale in un ordine del giorno e dal presidente della Giunta regionale, oltre che dai tanti Parlamentari di centro-destra e di centro-sinistra che si sono interessati del caso Falcone, ma in generale delle vicende che riguardano i cittadini italiani arrestati all’estero. Si tratta, cioè, della necessità di accordi cosiddetti bilaterali fra gli Stati, dove non sempre vi sono intese che consentono l’estradizione dell’italiano arrestato all’estero. Nel caso dell’India, infatti, pare non esista esattamente un protocollo fra i due Stati che consenta tale estradizione.

Detto, ciò, dopo il passaggio consiliare odierno – conclude Di Sanza – ci attendiamo che anche il Parlamento risponda con la stessa sensibilità ad una esigenza che riguarda ad oggi circa 3.000 italiani. Sarebbe un gesto di grande responsabilità politica e morale ed una risposta immediata dello Stato e delle istituzioni nei confronti di Angelo e delle legittime proteste di suo padre Giovanni Falcone, ma anche nei confronti di tutti quei detenuti all’estero i cui diritti umani vengono calpestati nel silenzio più assoluto”. (Inform)

 

 


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