INFORM - N. 139 - 21 luglio 2009


RETE CONSOLARE

Chiusura del Consolato italiano a Norimberga: l’appello del presidente del Comites

Stefano  Palombo: “Riesaminare la situazione e trovare soluzione che non mortifichi la nostra numerosa comunità ma ne recepisca le esigenze”

 

NORIMBERGA –  “La soppressione dell’ufficio creerebbe gravi disagi e molte difficoltà alla collettività italiana residente in Franconia  appesantendo la situazione dei rapporti con l’Italia che si ripercuoterebbero in modo molto negativo soprattutto sugli anziani e sui portatori di handicap”. E’ solo una delle conseguenze che la chiusura del Consolato italiano a Norimberga comportebbe. Il presidente del Comites Stefano Palombo in una lettera aperta alle autorità del Ministero degli Esteri.

Si chiede di “riesaminare la situazione e trovare una soluzione che non mortifichi la nostra numerosa comunità ma che ne recepisca le esigenze”. Sono 28.525 i connazionali residenti di cui 9.660 nella sola zona di Norimberga Fürth-Erlangen.

“Come presidente del Comites,come imprenditore e come italiano, sono certo che la SV , pur nella giusta esigenza di riorganizzare la struttura consolare all’estero, terrà nel debito conto la situazione prospettata” scrive Palombo. Che elenca i “principali motivi” - “supportati dalla collettività italiana ,dalle associazioni e da tutti i rappresentanti dei partiti politici nazionali che sono contrari alla chiusura  del Consolato” –  per cui sarebbe sconsigliato tagliare la sede di Norimberga: “la distanza da coprire per recarsi al Consolato Generale d’Italia a Monaco di Baviera ammonterebbe, in molti casi a 400 chilometri di sola andata; la  circoscrizione consolare si estende su una superficie che è pari a quella della Toscana e conta circa 28.000 connazionali; i risparmi ottenuti con la chiusura del Consolato non compenserebbero il danno d’immagine della nostra Patria”. “Sarebbe  perciò opportuno studiare altre alternative rispetto a quella drastica della chiusura” insiste Palombo. Altra conseguenza negativa: “la chiusura del Consolato di  Norimberga porterebbe certamente ad una crescente  richiesta la cittadinanza tedesca da parte dei nostri connazionali basata su soli” motivi logistici”. “Siffatta situazione  non sarebbe un motivo di integrazione,ma un puro e semplice voltare le spalle alla  propria Patria ed essere costretti a diventare stranieri” fa osservare il presidente del Comites. Che rileva anche: “l’ipotesi dell’introduzione di un Consolato digitale è, al momento attuale, considerato il livello modesto di integrazione ed i problemi legati ad un’età avanzata, improponibile; il passaggio da strutture vere e proprie alla digitalizzazione dei servizi non può certamente avvenire all’improvviso e senza un adeguato collaudo dei mezzi  tecnici a disposizione”.

Palombo sottolinea poi che “l’integrazione della nostra comunità in Baviera e in Franconia, integrazione spesso tanto lodata da chi non conosce bene la situazione reale, non è tale”. “In molti, anzi moltissimi casi, la quasi totalità delle famiglie italiane si trova ancora oggi di fronte a problemi di carattere linguistico, professionali, scolastici e di vera e propria integrazione dovuta principalmente al fatto che la vicinanza della Baviera all’Italia è causa di frequenti iscrizioni e reiscrizioni all’AIRE, trasferimenti delle famiglie, tentativi mal riusciti di avviare attività economiche e così via”.  

Palombo riferisce che in campo scolastico si è registrata per il 2007-2008 la seguente situazione (cifre relative alla Germania): “solo il 16,5% (contro il 44% dei tedeschi) dei ragazzi italiani frequenta i ginnasi, il 43,7% (contro la media tedesca del 15%) si ferma alla terza media tedesca e, in molti casi, non riesce nemmeno a conseguire il relativo diploma, circa il 9% frequenta scuole differenziali (media tedesca 4%)”.

E ricorda che sempre in campo scolastico “è in fase di progettazione un progetto comune tra ente gestore, Consolato di Norimberga e Comune di Norimberga, fortemente appoggiato e voluto dal Borgomastro dr. Ulrich Maly, che vedrebbe la formazione di particolari gruppi di sostegno per bambini italiani supportati dal punto di vista psicologico e didattico da un team di esperti italiani e tedeschi del settore”.

Sul piano commerciale Palombo ricorda che “l’Italia, in ambito europeo,  è il primo partner della Baviera per le esportazioni ed il secondo partner per le importazioni dopo l’Austria. Un fattore rilevante è legato all’importanza della città di Norimberga nel contesto bavarese che la vede al secondo posto dopo Monaco. Grazie alla sua posizione geografica ed alla sua forza economica Norimberga ha ottenuto ufficialmente, già dal 2005, il riconoscimento quale Regione Europea Metropolitana”.

Il presidente del Comites fa notare anche che “in Franconia sono presenti numerose filiali tedesche di ditte italiane”. “Le ditte italiane con sede principale in Franconia sono circa 800 se si considerano anche il settore gastronomico, del design e della moda. Le ditte tedesche con rapporti import-export con l’Italia sono alcune migliaia” e “le ditte tedesche con filiali in Italia sono 80”.

Palombo illustra poi iniziative di particolare interesse in campo economico: su iniziativa dell’Assessorato all’economia del Comune di Norimberga avviato da alcuni anni un “proficuo rapporto di collaborazione” tra la cittadina francone e Verona. “In tale contesto – sottolinea Palombo - il Consolato ha contribuito in maniera decisiva alla riuscita degli incontri ed al progressivo sviluppo ed ampliamento delle attività in tale ambito (incontri bilaterali a Norimberga e Verona, meeting tra Enti tedeschi ed italiani delle due città, organizzazione di iniziative commerciali tra cui, da ultimo, il mercatino di Natale di Norimberga 2008 a Verona e lo stand veronese nell’ambito del Christkindlesmarkt di Norimberga)”. Altra iniziativa: il progetto “Trieste goes Oberfranken” iniziato dalla Camera di Commercio per la Franconia Superiore e dall’Associazione Logistica Oberfranken. Il progetto prevede il rafforzamento dei contatti nel settore logistico tra il Distretto della Franconia Superiore ed il Nord Italia, in particolare il Porto di Trieste. “Anche questa iniziativa è stata e verrà seguita con attenzione dal Consolato che ha ripetutamente contributo alla riuscita di relativi incontri e meeting”.

Infine Palombo elenca “gli aspetti assistenziali ed economici che devono portare ad una riflessione seria e ponderata sui passi da seguire nella ristrutturazione della rete consolare”.

“Gli aspetti amministrativi sono ben noti al Ministero degli Affari Esteri e riguardano tutti gli aspetti del lavoro consolare”. Palombo fa presente che “nel 2007 il Consolato di Norimberga è stato oggetto di una delle ricorrenti visite ispettive e che i funzionari ministeriali, allora deputati a tale controllo, dichiararono pubblicamente, durante un apposito incontro con la collettività presso l’albergo Maritim, che la struttura consolare di Norimberga era ben funzionante, caratterizzata da servizi efficaci e rispondenti ai fabbisogni dell’utenza in ogni suo aspetto”. (In questo numero, il testo integrale della lettera aperta di Palombo). (Inform)

 


Vai a: