INFORM - N. 139 - 21 luglio 2009
CAMERA DEI DEPUTATI
Rete
consolare: mozione bipartisan chiede il congelamento del progetto di ristrutturazione
Il Governo accetta riformulazione della
risoluzione, che lo impegna a “riconsiderare le modalità di razionalizzazione
degli uffici consolari”
Approvata all’unanimità dalla III Commissione.Marco
Fedi (Pd): Congelare questa manovra e riprendere il dialogo alla ripresa dei
lavori
ROMA – In Commissione
Esteri della Camera discussa la risoluzione bipartisan, già dibattuta dal Comitato
permanente sugli Italiani all’Estero, che chiede il congelamento per tre anni
del processo di razionalizzazione della rete degli uffici all’estero proposto
dal Governo (v. Inform http://www.mclink.it/com/inform/art/09n13801.htm
)
Il dispositivo
della risoluzione partiva da una richiesta – congelare la manovra di “razionalizzazione”
che è stata proposta dal Governo e contestualmente verificare, far progredire,
accelerare il processo di modernizzazione sia delle procedure amministrative
che delle dotazioni tecnologiche, dell’informatizzazione. Il Governo – informa
il deputato Pd Marco Fedi - ha accettato una riformulazione della risoluzione,
che lo impegna a “riconsiderare le modalità di razionalizzazione degli uffici
consolari”, approvata all’unanimità dalla Commissione esteri della Camera.
Nella risoluzione
si propone il coinvolgimento pieno delle Commissioni parlamentari competenti
e la consultazione con degli organismi di rappresentanza delle comunità italiane
nel mondo.
“In queste settimane
di protesta, di iniziative che hanno riguardato Durban, Adelaide, Brisbane,
e che riguarderanno Liegi e tante altre città europee e non, toccate dalla proposta
di “razionalizzazione” – ha dichiarato
Fedi durante i lavori – è emersa una volontà comune: non rifugiarsi in un semplice
“No” ma rendersi disponibili a lavorare per assicurare la individuazione di
possibili risparmi, ove la questione si ponesse in termini di risorse, evidenziando
anche dove realizzare risparmi, come ad esempio sugli affitti esorbitanti di
alcune sedi, oppure in direzione di una maggiore efficienza, identificando soluzioni
che puntino sempre più a raggiungere il giusto equilibrio tra presenza diplomatica,
personale di ruolo e personale a contratto.
Emerge chiaramente – ha proseguito Fedi – che esiste un senso
dello Stato nella nostra comunità che non ha eguali. Esiste la consapevolezza, forte, che la presenza
dello Stato può essere davvero garantita se esistono le condizioni per un’assunzione
di responsabilità a livello diplomatico, soprattutto nei Paesi a struttura federale,
come viene ricordato nella risoluzione, un’assunzione di responsabilità a livello
amministrativo ed il giusto equilibrio con personale a contratto che, insieme,
assicurino sia l’integrità del sistema che l’efficienza e la capacità di risposta
alle richieste di servizi dei nostri concittadini nel mondo. Quando
non riusciamo ad assicurare questa “pienezza” di riferimenti, questo equilibrio,
il sistema entra in crisi. Possiamo, è vero, trovare rimedi: agenzie consolari,
sportelli consolari, consolati onorari. Ma perderemo sempre qualcosa. È possibile
– oggi – pensare invece a soluzioni che non ci facciano perdere questi elementi
di unicità, questa forte caratterizzazione della nostra rete consolare? Io credo
– ha concluso l’on. Fedi - che la risoluzione proponga, in ultima analisi, una
fase di ulteriore approfondimento, oltre la conflittualità di parte e relativa
al tradizionale confronto tra maggioranza, Governo ed opposizioni. Credo che
il Governo debba cogliere questa opportunità”. (Inform)
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