INFORM - N. 139 - 21 luglio 2009


SINDACATI

L’intervento di Carla Cantone (Spi Cgil) all’assemblea di Chianciano

La leader dei pensionati parla delle divisioni sindacali e della necessità di un nuovo sistema di welfare che non penalizzi donne e giovani

 

CHIANCIANO – Parla di “una fase difficilissima, una delle peggiori della storia della Cgil” Carla Cantone, segretario generale dello Spi-Cgil ricordando, nel suo intervento all’assemblea di programma dell’organizzazione sindacale a Chianciano i principali dati emergenti da un’analisi del presente.

Oltre alla crisi e alla mancanza di una rappresentanza politica forte a sinistra ciò che preoccupa la rappresentante dei pensionati è una “divisione sindacale profonda perché relativa al ruolo del sindacato e alla democrazia di rappresentanza”. “Una divisione che non si risolve con appelli unitari, - aggiunge la Cantone - ma con un nuovo modo di stare insieme”.

“Serve una proposta straordinaria per uscire dalla crisi, guardando al sistema di welfare quale fattore di sviluppo, - rileva Carla Cantone - rafforzando ed estendendo i diritti di cittadinanza per anziani e giovani allo scopo di rimettere al centro il valore dell’uguaglianza”.

Oltre allo stato  sociale  “che garantisca a tutti assistenza e sanità”, la leader dello Spi riafferma la necessità di un sistema pensionistico “che non penalizzi donne e giovani e tuteli il potere d’acquisto delle pensioni”, di risposte ai non autosufficienti e politiche sociali “profondamente diverse dai contenuti del libro bianco”.

“I pensionati pretendono politiche industriali e di sviluppo perché l’occupazione è un problema del paese, dei loro figli, dei loro nipoti. E’ necessario quindi trasformare in proposta congressuale i contenuti della relazione di Epifani e impegnarci tutti affinché il Congresso sia il più unitario possibile – afferma la Cantone - senza  per questo rinunciare a confrontarci con chiarezza sul merito”.

“I nostri iscritti chiedono una Cgil unita, propositiva e forte. Una Cgil che affronti il nuovo,- aggiunge - guardando all’uguaglianza, alla coesione sociale, ai diritti di cittadinanza e che riconquisti a tutti i livelli la sua titolarità contrattuale nei posti di lavoro e nel  territorio, praticando la contrattazione sociale territoriale. Una Cgil che costruisca una propria proposta di modello contrattuale senza rincorrere suggeritori esterni”.

“Abbiamo testa e capacità per decidere noi, in piena autonomia – conclude Carla Cantone - le strategie sindacale a difesa delle persone che rappresentiamo”. (Inform)


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