SINDACATI
L’intervento di Carla Cantone
(Spi Cgil) all’assemblea di Chianciano
La leader dei pensionati parla delle divisioni sindacali
e della necessità di un nuovo sistema di welfare che non penalizzi donne e giovani
CHIANCIANO – Parla di “una fase difficilissima, una delle peggiori della storia della Cgil” Carla Cantone, segretario generale dello Spi-Cgil ricordando, nel suo intervento all’assemblea di programma dell’organizzazione sindacale a Chianciano i principali dati emergenti da un’analisi del presente.
Oltre alla crisi
e alla mancanza di una rappresentanza politica forte a sinistra ciò che preoccupa
la rappresentante dei pensionati è una “divisione sindacale profonda perché
relativa al ruolo del sindacato e alla democrazia di rappresentanza”. “Una divisione
che non si risolve con appelli unitari, - aggiunge
“Serve una proposta straordinaria per uscire dalla crisi, guardando al sistema di welfare quale fattore di sviluppo, - rileva Carla Cantone - rafforzando ed estendendo i diritti di cittadinanza per anziani e giovani allo scopo di rimettere al centro il valore dell’uguaglianza”.
Oltre allo stato sociale “che garantisca a tutti assistenza e sanità”, la leader dello Spi riafferma la necessità di un sistema pensionistico “che non penalizzi donne e giovani e tuteli il potere d’acquisto delle pensioni”, di risposte ai non autosufficienti e politiche sociali “profondamente diverse dai contenuti del libro bianco”.
“I pensionati
pretendono politiche industriali e di sviluppo perché l’occupazione è un problema
del paese, dei loro figli, dei loro nipoti. E’ necessario quindi trasformare
in proposta congressuale i contenuti della relazione di Epifani e impegnarci
tutti affinché il Congresso sia il più unitario possibile – afferma
“I nostri iscritti chiedono una Cgil unita, propositiva e forte. Una Cgil che affronti il nuovo,- aggiunge - guardando all’uguaglianza, alla coesione sociale, ai diritti di cittadinanza e che riconquisti a tutti i livelli la sua titolarità contrattuale nei posti di lavoro e nel territorio, praticando la contrattazione sociale territoriale. Una Cgil che costruisca una propria proposta di modello contrattuale senza rincorrere suggeritori esterni”.
“Abbiamo testa
e capacità per decidere noi, in piena autonomia – conclude Carla Cantone - le
strategie sindacale a difesa delle persone che rappresentiamo”. (