RASSEGNA STAMPA
Dal “Corriere della Sera.it”
Intercettazioni: Napolitano, cercare regole condivise
“Opportuno” il rinvio a settembre al Senato del ddl.
“Chi mi critica non conosce
ROMA - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
ammette l'esistenza di «un problema di revisione delle regole», ma questa deve
essere «la premessa per cercare di arrivare a regole condivise». Il capo dello
Stato ha risposto a una domanda sulla riforma delle intercettazioni durante
la consegna del ventaglio al Quirinale (la tradizionale cerimonia della stampa
parlamentare per la chiusura estiva dei lavori del Parlamento). Secondo Napolitano,
il rinvio a settembre dell'esame del disegno di legge sulle intercettazioni
al Senato è stato «opportuno», ma ha definito anche una buona premessa per giungere
a soluzioni equilibrate il riconoscimento da parte dei giornalisti che in alcuni
casi sono stati commessi abusi.
CRITICHE - Poi il capo dello Stato di è tolto un sassolino
dalla scarpa: «Chi mi critica non conosce
TREGUA PER IL G8 - «Ho parlato di tregua una sola volta,
in occasione del G8 trattandosi di un evento internazionale», ha detto il presidente.
«Sono convinto di aver fatto il mio dovere».
BORSELLINO - Napolitano ha poi escluso che lo Stato abbia
«abbandonato» Paolo Borsellino, come della dalla sorella Rita alla cerimonia
per il 17mo anniversario della strage di via D'Amelio. «Appena un mese e mezzo
fa abbiamo fatto una grande manifestazione a Palermo. Come si fa a dire che
lo Stato ha abbandonato Borsellino?». Sulle presunte «nuove rivelazioni» sui
mandanti della strage, il presidente ha aggiunto: «Sono rivelazioni che vengono
da soggetti per lo meno discutibili. Bisogna fare attenzione alle testimonianze
rese in sede giudiziaria. È lì che vanno vagliate e, eventualmente, vanno squarciati
i veli. Tutti i collaboratori di giustizia inizialmente non godono di una grande
credibilità, e certe rivelazioni sono state accolte da un clamore un po' eccessivo.
Occorre lasciare che i magistrati facciano il loro lavoro». (Corriere della
Sera.it, 20 luglio 2009)
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