SINDACATI
Sunia: “In Italia 4 milioni di immigrati si rivolgono
al mercato dell’affitto, subendo discriminazioni”
“Il reato di clandestinità contribuirà al moltiplicarsi
dei contratti irregolari e in nero”
ROMA – “In
Italia – informa il Sunia (sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari)
- sono risultati più di 4 milioni gli immigrati, corrispondenti a circa
1.300.000 nuclei familiari, che per la quasi totalità si rivolgono al mercato
dell’affitto subendo discriminazioni che vanno dai pregiudizi, per cui i proprietari
rifiutano di affittare a stranieri, alla speculazione, per cui si affitta a
immigrati ma a condizioni per loro sfavorevoli, ossia con prezzi maggiorati
rispetto agli italiani o a parità di canone affittando abitazioni sotto qualsiasi
livello standard di qualità. La maggior parte vivono in coabitazione, spesso
in condizione di sovraffollamento, in abitazioni carenti di servizi, in stabili
fatiscenti, pagando canoni maggiorati dal 30 al 50% che incidono pesantemente
sui redditi, a volte del tutto incompatibilmente con essi”. “Considerando i
nuclei che vivono in coabitazione il fenomeno della casa per gli stranieri coinvolge
circa 600.000 abitazioni, spesso facenti parte di un mercato sommerso che sfugge
ad ogni controllo. Tra affitti in nero o contratti registrati per cifre inferiori
a quelle realmente pagate, in questo settore – denuncia il Sunia - circa
3,5 miliardi di euro imponibili ogni anno sfuggono al fisco; l’imposta corrispondente
evasa, supera 1 miliardo di euro.
La cifra annualmente
evasa in questo settore rappresenta – fa osservare il sindacato - a più
di quanto stanziato una tantum per il piano casa dalla legge 133/2008, fondi
che peraltro sono stati bloccati e giacciono inutilizzati”.
Per il Sunia
“la normativa sul reato di clandestinità contenuta nel cosiddetto pacchetto
sicurezza, che colpisce con la reclusione sino a tre anni chi alloggia o affitta
ad irregolari, getta nel caos il settore della locazione abitativa che contribuirà
al moltiplicarsi dei contratti irregolari e in nero. La stessa durata del permesso
di soggiorno impedirà anche ai proprietari che rispettano la legge di impegnarsi
in contratti stabili e sicuri”. “Peraltro la legge coincide con il taglio di
fondi alle forze dell’ordine, mentre – conclude il Sunia - ci sarebbe bisogno
anche nel settore della locazione abitativa di un maggiore impegno della guardia
di finanza per debellare l’evasione fiscale nella locazione che supera ormai
la soglia di un contratto su due” (