INFORM - N. 138 - 20 luglio 2009


PATRONATI

Daniele Rossini (Patronato Acli Belgio): L’apporto degli ex emigrati all’economia del Paese

Ieri lavoratori, oggi pensionati, consumatori e contribuenti

 

BRUXELLES - Si è soliti affermare che gli italiani all’estero sono una risorsa per l’Italia. Sono una risorsa, in termini economici e culturali, quando vivono e lavorano all’estero. Ma sono una risorsa anche quando, dopo anni di lavoro all’estero, decidono di far ritorno in Italia. Da ex emigrati diventano infatti, con il loro reddito pensionistico di fonte estera, consumatori e contribuenti in patria.

Ne sono un esempio i tanti italiani che nel passato hanno lavorato in Belgio, nelle miniere di carbone, nelle fabbriche, nei cantieri edili o in altri settori industriali, e che sono poi ritornati al loro paese, all’età della pensione o anche prima, quando hanno avuto la possibilità di proseguire la loro carriera lavorativa in patria.

Secondo le ultime statistiche dell’Ufficio Nazionale belga delle Pensioni (situazione al 1° gennaio 2008), sono 42.758 i titolari di una pensione belga (vecchiaia o superstiti) che risiedono in Italia. Di essi, 41.838 sono italiani, 706 sono belgi e 214 di altre nazionalità. L’importo complessivo delle pensioni in pagamento ammonta a 13.567.807 euro al mese. La media è di 317,31 euro a testa, cifra modesta, ma bisogna considerare che la maggior parte di queste pensioni sono dei “prorata”, ossia delle pensioni parziali corrispondenti agli anni di lavoro effettuati in Belgio (in alcuni casi, anche un solo anno o due).

Se si fa il raffronto con gli italiani titolari di una pensione belga rimasti in Belgio, si hanno queste cifre: beneficiari 34.928; importo mensile complessivo 33.953.122 euro; media mensile 972 euro a testa.

Gli italiani rappresentano quasi il 25 per cento del totale dei titolari di una pensione belga (173.708) residenti all’estero; oltre il 30 per cento se si considerano i beneficiari residenti nei Paesi dell’Unione europea (138.690).

I dati sopra riportati non comprendono le prestazioni d’invalidità né le rendite da infortunio sul lavoro o da malattia professionale.

I titolari di pensione belga residenti in Italia, siano essi italiani o belgi, sono soggetti all’imposizione fiscale in Italia e devono quindi denunciare al fisco italiano il reddito pensionistico di fonte belga. Ciò in virtù della convenzione per evitare le doppie imposizioni conclusa tra l’Italia e il Belgio il 29 aprile 1983. Il reddito pensionistico belga, anche se modesto, aggiunto al reddito italiano, comporta in molti casi il pagamento di imposte di importo rilevante.

E’ da osservare che la convenzione fiscale italo-belga del 29 aprile 1983 non viene applicata dai due Stati secondo criteri uniformi. Mentre infatti l’Istituto previdenziale belga detassa d’ufficio, senza alcuna formalità, le pensioni pagate ai beneficiari residenti in Italia, l’INPS, per le pensioni italiane pagate in Belgio, chiede, per la detassazione, l’adempimento di formalità non espressamente previste dalla convenzione. Diventa poi problematico ottenere il rimborso delle trattenute fiscali, in particolare quelle effettuate sugli arretrati, soprattutto quando il pensionato muore e subentrano gli eredi. Occorre infatti presentare un’apposita e documentata domanda di rimborso all’Agenzia delle Entrate di Pescara, che ha competenza per i contribuenti residenti all’estero.

Quanto detto sopra per i connazionali rientrati in Italia dal Belgio vale ovviamente anche per  gli italiani rimpatriati da altri Paesi. Il Lussemburgo, ad esempio, ha pagato nel 2007 n. 10.871 pensioni a titolari residenti in Italia, per un importo complessivo di euro 58.338.200. (Daniele Rossini-Inform)


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