INFORM - N. 138 - 20 luglio 2009


PARTITI

Statuto del Pd all’estero

Fedi (PD): “Una base comune, programmatica, sulla quale delineare le connotazioni delle singole mozioni”

 

BRUXELLES - “Credo si possa prendere un impegno a ritrovarsi qui, a Bruxelles, città simbolo della nuova Europa e della cittadinanza europea, ed allo stesso tempo città del sacrificio, del lavoro, del contributo di lavoratori e lavoratrici dell’emigrazione, ricordati attraverso il simbolo di Marcinelle, per far partire, dopo il congresso, la fase di attuazione politica delle decisioni congressuali e definire il percorso per l’attuazione piena dello Statuto del Pd all’estero” – ha dichiarato Marco Fedi, deputato residente in Australia,  durante i lavori del seminario di Bruxelles.

“La proposta politica del Partito democratico” – ha continuato Fedi – “deve essere forte, non può esitare e soprattutto può essere unitaria, almeno nella sua impostazione di base”. “Ai candidati alla segreteria, insieme, dovremmo far pervenire un appello: sui temi degli italiani nel mondo inserire nelle mozioni congressuali riferimenti che partano da una base unitaria per poi assumere le connotazioni autonome delle singole mozioni”.

“La prima riflessione che vorrei fare con voi riguarda la necessità che le forze progressiste, le forze del rinnovamento, le forze riformiste, il Partito democratico, siano capaci – da questa fase precongressuale, fino al congresso e poi nella costruzione di una alternativa di Governo credibile e forte – di predisporre una proposta di clever country, in Italy and abroad, una proposta di Paese intelligente, in Italia e nel mondo, che significa anche valorizzare la presenza delle comunità italiane nel mondo. E’ una valorizzazione,  ha osservato Fedi, che ha bisogno di azioni concrete, di una visione d’insieme che – come mai prima d’ora, con forza e coraggio – ci veda protagonisti di una seria ed articolata riflessione”. (Inform)


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