INFORM - N. 138 - 20 luglio 2009


RETE CONSOLARE

Manifestazione di protesta indetta dal Comites del South Australia

Approvato dai partecipanti un Odg che chiede al governo italiano di mantenere le sedi consolari di Adelaide e Brisbane

 

ADELAIDE – Il Comites del South Australia ha registrato una numerosa presenza di connazionali alla manifestazione indetta dallo stesso Comitato con la collaborazione di parlamentari italo-australiani e di alcune associazioni locali, lo scorso 18 luglio, dinnanzi al consolato di Adelaide per protestare contro l’annunciata chiusura della sede.

“Questa è una battaglia che possiamo e dobbiamo vincere – ha affermato il presidente del Comites Vincenzo Papandrea in quell’occasione – e dobbiamo farlo perché la chiusura del consolato di Adelaide rappresenterebbe un grave errore politico e un’offesa alla comunità italiana che viceversa merita un riconoscimento per aver promosso per decenni il made in Italy senza ricevere niente in cambio”.

Mentre Daniela Tuffanelli Costa (Cgie) ha ribadito la contrarietà del Consiglio alle chiusure dei consolati e alla modalità di compilazione del piano di ristrutturazione del Mae, Vini Ciccarello, membro del parlamento statale, ha sottolineato l’impegno di parlamento e di singoli parlamentari per far riconsiderare al governo italiano il piano di chiusura. “Far capire al governo italiano il significativo ruolo che il consolato italiano svolge ad Adelaide” è la strategia annunciata dal parlamentare federale Christopher Pyne, mentre un ordine del giorno indirizzato a varie autorità e al governo italiano è stato approvato dai partecipanti alla manifestazione. In esso si ribadisce la contrarietà alla chiusura dei consolati di Adelaide e Brisbane.

Nel disegnare una nuova mappa dei consolati italiani nel mondo non si è tenuto conto dei servizi consolari indispensabili ai connazionali in Australia – ribadisce l’odg – e degli accordi bilaterali che spesso le sedi firmano con istituzioni locali e Stato centrale per numerose attività di scambio, specie a carattere culturale. Non si è tenuto contro “neanche della vastità del territorio australiano e di conseguenza di quella delle circoscrizioni consolari in rapporto al territorio, né – prosegue l’odg - dei costi di alcuni consolati, i cui affitti sono superiori alle spese complessive di altre sedi”.

“Oltre alla questione delle distanze, fattore non trascurabile, c’è da tener presente che l’Australia è una Federazione – rileva l’odg - suddivisa in 6 Stati e 2 Territori. Ciascuno di essi ha un proprio governo e una certa autonomia in diversi settori, tra cui industria e commercio, edilizia, pubblica istruzione (scuole, collegi di formazione tecnica, università), pubblica sicurezza, ospedali, trasporto, agricoltura, ecc. e quindi la presenza del consolato nei singoli Stati assume un ruolo centrale indispensabile”.

I partecipanti alla protesta chiedono pertanto al presidente Napolitano, al premier Berlusconi, al ministro Frattini e al sottosegretario Mantica di “mantenere le strutture consolari di Adelaide e Brisbane come parte di una moderna ed efficiente rete diplomatica in Australia”.(Inform)


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