INFORM - N. 137 - 17 luglio 2009


RETE CONSOLARE

Lucio Albanese (Ctim Franconia) sul piano di ristrutturazione degli uffici all’estero

Chiesta la revisione del progetto a partire dalla valutazioni delle sue conseguenze sulla comunità anziana, sul made in Italy e sull’immagine pubblica dell’Italia

 

COBURGO – Lucio Albanese, coordinatore del Comitato tricolore per gli italiani nel mondo della Franconia, definisce “poco lungimirante e miope” l’annunciata fase del piano di ristrutturazione della rete diplomatico-consolare all’estero e lancia  un appello per la sua revisione, a partire dalla valutazione delle sue probabili conseguenze.

Secondo Albanese il proposito di chiusura di 4 consolati o agenzie consolati in Germania e della loro sostruzione con i consolati digitali sembrerebbe,  a prima vista un progetto moderno, addirittura di avanguardia, “che dovrebbe consentire la gestione di ogni tipo di dati tramite una piattaforma informatica”. Tuttavia il coordinatore del CTIM riscontra in questo progetto tre evidenti  problemi : “Non ci risulta, fino ad oggi, - spiega Albanese - alcun tipo di sperimentazione valida e prolungata di questo Consolato digitale. Inoltre lo scambio informatico dei dati tra il Mae e il ministero degli Interni è in effetti tuttora limitato ai periodi pre-elettorali ed è altrimenti affidato ai buoni e vecchi supporti cartacei”.

“Il più grande problema – ha proseguito Albanese - mi sembra essere infine quello dell’italiano anziano, poco o per niente abituato all’uso dei mezzi elettronici moderni, che dovrebbe fare richiesta di passaporto tramite il computer o richiedere notizie sullo stato della propria pratica di pensione tramite un terminal. Auguro a tutti questi cittadini italiani buona fortuna, ma dubito che questa possa essere una via agibile per la nostra comunità all’estero nell’immediato futuro ed anzi nel prossimo decennio”.

Il coordinatore sottolinea anche la scarsa consapevolezza dei dati economici che legano l’Italia alla Germania, specie quelli relativi al settore turistico. “Dalla Baviera e dalla Franconia proviene, per motivi geografici, il maggior numero di turisti tedeschi che vistano il nostro paese. Proprio in Franconia l’Italia vuole tuttavia rinunciare del tutto alla sua presenza istituzionale, chiudendo un consolato che tradizionalmente rappresenta un’antenna della tanto decantata civiltà italica. Dove rimangono il made in Italy, - si chiede Albanese - la visibilità pubblica di uno degli Stati del G8, la flessibilità e capacità di far fronte ad ogni situazione che dovrebbero, a detta di alcuni politici, far parte del DNA degli italiani?”

“Mi permetto di concludere con una frase di Camillo Benso Conte di Cavour: Non v’è principio, per quanto giusto e ragionevole, il quale, se lo si esageri, non possa condurci alle conseguenze più funeste. In riferimento alla situazione attuale – scrive Albanese - la frase suonerebbe come segue: Non c’è risparmio, per quanto giusto e ragionevole, il quale, se lo si esageri, non possa condurci all’annullamento dell’italianità all’estero”. (Inform)


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