RETE CONSOLARE
Lucio Albanese (Ctim Franconia) sul piano di ristrutturazione
degli uffici all’estero
Chiesta la revisione del progetto a partire dalla valutazioni
delle sue conseguenze sulla comunità anziana, sul made in Italy e sull’immagine
pubblica dell’Italia
COBURGO – Lucio
Albanese, coordinatore del Comitato tricolore per gli
Secondo Albanese il proposito di chiusura di 4 consolati o agenzie consolati in Germania e della loro sostruzione con i consolati digitali sembrerebbe, a prima vista un progetto moderno, addirittura di avanguardia, “che dovrebbe consentire la gestione di ogni tipo di dati tramite una piattaforma informatica”. Tuttavia il coordinatore del CTIM riscontra in questo progetto tre evidenti problemi : “Non ci risulta, fino ad oggi, - spiega Albanese - alcun tipo di sperimentazione valida e prolungata di questo Consolato digitale. Inoltre lo scambio informatico dei dati tra il Mae e il ministero degli Interni è in effetti tuttora limitato ai periodi pre-elettorali ed è altrimenti affidato ai buoni e vecchi supporti cartacei”.
“Il più grande problema – ha proseguito Albanese - mi sembra essere infine quello dell’italiano anziano, poco o per niente abituato all’uso dei mezzi elettronici moderni, che dovrebbe fare richiesta di passaporto tramite il computer o richiedere notizie sullo stato della propria pratica di pensione tramite un terminal. Auguro a tutti questi cittadini italiani buona fortuna, ma dubito che questa possa essere una via agibile per la nostra comunità all’estero nell’immediato futuro ed anzi nel prossimo decennio”.
Il coordinatore sottolinea anche la scarsa consapevolezza dei dati economici che legano l’Italia alla Germania, specie quelli relativi al settore turistico. “Dalla Baviera e dalla Franconia proviene, per motivi geografici, il maggior numero di turisti tedeschi che vistano il nostro paese. Proprio in Franconia l’Italia vuole tuttavia rinunciare del tutto alla sua presenza istituzionale, chiudendo un consolato che tradizionalmente rappresenta un’antenna della tanto decantata civiltà italica. Dove rimangono il made in Italy, - si chiede Albanese - la visibilità pubblica di uno degli Stati del G8, la flessibilità e capacità di far fronte ad ogni situazione che dovrebbero, a detta di alcuni politici, far parte del DNA degli italiani?”
“Mi permetto di
concludere con una frase di Camillo Benso Conte di Cavour: Non v’è principio,
per quanto giusto e ragionevole, il quale, se lo si esageri, non possa condurci
alle conseguenze più funeste. In riferimento alla situazione attuale – scrive
Albanese - la frase suonerebbe come segue: Non c’è risparmio, per quanto
giusto e ragionevole, il quale, se lo si esageri, non possa condurci all’annullamento
dell’italianità all’estero”. (