ONU
Il sottosegretario agli Esteri è intervenuto all’Associazione Italiana Fulbright
Scotti: allargare il Consiglio di Sicurezza per le nuove
sfide globali
ROMA - In un mondo sempre più interdipendente è necessario
adeguare le istituzioni multilaterali alle nuove sfide – terrorismo, proliferazione
nucleare, cambiamenti climatici, sottosviluppo – del XXI secolo. L’Italia è
tra i Paesi promotori di una riforma del Consiglio di Sicurezza dell’ONU nella
direzione di una maggiore rappresentatività. Come ha ricordato il sottosegretario
agli Esteri Vincenzo Scotti in un intervento all’Associazione Italiana Fulbright.
Nell’attuale sistema di governance
mondiale il ruolo del Consiglio di Sicurezza è sempre più cruciale in quanto
organo che, secondo la Carta delle Nazioni Unite, ha la responsabilità primaria
per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Ci si chiede
oggi _- ha affermato il sottosegretario - se il Consiglio di Sicurezza “sia
in grado di far fronte efficacemente alle sfide ed alle minacce alla pace che
provengono da più parti”. La possibilità di utilizzo del veto da parte dei membri
permanenti “continua a costituire una forte ipoteca sulla capacità decisionale
dell’organismo e quindi sull’efficacia della sua stessa azione”. Il “principio
di democraticità e partecipazione deve pertanto essere l’asse portante” di una
riforma complessiva del Consiglio, in grado di rilanciare il funzionamento e
la credibilità dell’intero sistema delle Nazioni Unite.
Il Consiglio dovrà risultare maggiormente “rappresentativo”
dell’attuale realtà internazionale, con il coinvolgimento di tutti quei soggetti
che, a vario titolo, possono portare un contributo alla soluzione dei problemi
globali. A tal fine è necessario ispirarsi a “formule flessibili”: “basti pensare,
in campo economico-finanziario, al G8, destinato ad articolarsi in un G8 + G5
+ 1, ovvero al ruolo crescente del G20 nell’affrontare l’attuale emergenza economica
e finanziaria”.
L’Associazione Fulbright nacque
nel 1946 su iniziativa del senatore USA William Fulbright
con l’obiettivo di partecipare al processo di pacificazione in Europa. Il Programma
Fullbright fece per la ricostruzione culturale dell’Europa
ciò che il Piano Marshall fece per la ricostruzione economica. Attraverso l’elargizione
di borse di studio, garantì ai giovani di allora un’istruzione accademica di
eccellenza nei diversi campi, e tuttora continua a garantirla alle nuove generazioni.
(intervento del sottosegretario Scotti alla pagina http://www.esteri.it/MAE/IT/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Interventi/2009/07/20090716_InterventoScottiFullbright.htm
) (Inform)