RETE CONSOLARE
Dal Patronato Inas in Germania
solidarietà alle comunità italiane per le annunciate soppressioni
Auspicato “un ripensamento
della politica in senso positivo per la comunità dei nostri emigrati”
MONACO DI BAVIERA – Il coordinamento del Patronato Inas in
Germania esprime piena solidarietà alle comunità italiane colpite dalle annunciate
soppressioni delle sedi consolari. “Le chiusure costituirebbero una perdita
grave per la nostra emigrazione – scrive in una nota in proposito il coordinatore
Natale Perugini – considerando la preziosa attività sino ad oggi svolta dalle
rappresentanze consolari, pur con i difetti da noi spesso evidenziati”.
“Principale legame con lo Stato italiano, porta d’accesso
all’Italia per lo Stato ospitante, alle aziende e alla nostra cultura”: queste
le caratteristiche della presenza diplomatica all’estero “a cui non si può rinunciare”.
In particolare in Germania, “Paese con la più grande emigrazione italiana in
Europa – rileva la nota – con un sempre più numeroso pubblico di anziani, non
certo in grado di gestire i propri bisogni e necessità via computer, con un’intesa
rete di rapporti economici tra imprese italiane e tedesche, con una popolazione
che spesso sceglie l’Italia per le sue vacanze”.
“La chiusura dei consolati – prosegue Perugini – non può essere
l’unico modo per fare economia. Quando un presidente di Land, come Peter Müller
per la regione della Saar, arriva ad offrire i locali della propria cancelleria
per sollevare lo Stato italiano dalle spese di affitto di un consolato, viene
da chiedersi se noi emigrati contiamo ancora qualcosa per il nostro governo”.
Il coordinamento del patronato Inas esprime inoltre preoccupazione
per la sorte del personale a contratto delle sedi interessate dalle chiusure.
“Bisogna ricordare – rileva la nota – che la maggior parte dei contrattisti
sono connazionali che hanno già sofferto una volta, all’atto dell’emigrazione,
lo sradicamento dai luoghi di origine”.
Il Patronato Inas in Germania, nelle circoscrizioni dove è
presente con i propri uffici, ha sempre collaborato intensamente con tutte le
sedi consolari italiane. Esso auspica, pertanto “un ripensamento della politica
in senso positivo per la comunità dei nostri emigrati”. (