CAMERA DEI DEPUTATI
La seduta del Comitato permanente sugli Italiani all’estero
Dibattuto l’atto di indirizzo condiviso che chiede il
congelamento del piano di ristrutturazione della rete consolare. Gli interventi
del presidente Zacchera e dei deputati Narducci, Fedi, Merlo, Porta, Razzi,
Farina e Garavini
ROMA – A una settima dall’ultima seduta è tornato a riunirsi il Comitato permanente sugli Italiani all’Estero della Camera. La seduta si è aperta con l’intervento del presidente del Comitato Marco Zacchera che ha segnalato la presentazione di un atto di indirizzo condiviso, a firma di Narducci e Di Biagio e di altri deputati della maggioranza e dell’opposizione, in cui si chiede la sospensione del piano triennale del Governo di razionalizzazione della rete degli uffici all’estero. Entrando nel merito procedurale della questione Zacchera ha sottolineato la necessità di stabilire il ruolo del Comitato rispetto all’atto di indirizzo già presentato e di prendere in considerazioni eventuali proposte di integrazione del testo che dovessero emergere nel corso della seduta. Una riformulazione necessaria, anche alla luce del fatto che la risoluzione già presentata ha in qualche modo reso meno propositiva la sede del Comitato.
Ha poi preso la
parola Franco Narducci (Pd) che ha precisato come la risoluzione, di cui è stata
data tempestivamente notizia a tutti i componenti del Comitato, non intenda
in alcun modo sminuirne il ruolo, ma semmai rimarcare il consenso bipartisan
registrato rispetto al tema. Anche Marco Fedi (Pd) ha sottolineato come
questa risoluzione, che fa riferimento all’audizione del sottosegretario Mantica
davanti alle Commissioni Esteri di Camera e Senato, non sia in contrasto
con gli interessi e con il ruolo del Comitato la cui azione deve essere integrata
con quella della Commissione Esteri. Il deputato ha quindi auspicato la formazione
di un consenso del Comitato sul testo della risoluzione presentata e sulle eventuali
riformulazioni, fatta salva la facoltà del Governo di avanzare a sua volta proposte
che spetterà alla Commissione Esteri valutare in sede di discussione. Fedi ha
poi fatto notare l’assenza dalla riunione del Comitato, fatta eccezione per
il presidente, dei deputati della maggioranza. Questo problema è stato rilevato
anche dal vice presidente del Comitato Fabio Porta (Pd) che ha chiesto una verifica
politica in tal senso. Dopo l’intervento di Antonio Razzi (IdV), che si è rammaricato
per la scarsa incisività del Comitato che dovrebbe essere il luogo in cui maggioranza
e opposizione lavorano insieme nell’interesse delle comunità degli italiani
all’estero,
Zacchera, dopo aver assicurato che si occuperà della
mancata presenza di alcuni parlamentari, si è detto favorevole al raggiungimento
di un’intesa nell’ambito del Comitato sulle proposte di riformulazione della
risoluzione presentata e contrario all’ipotesi di elaborazione di un’ulteriore
atto di indirizzo. Sul merito del testo Zacchera ha sottolineato la necessità
di ricordare nella mozione il fatto che alcuni paesi, tra i quali si distingue
In merito alle proposte di Zacchera Narducci (Pd) ha fatto presente come il termine “congelare” sia stato introdotto con riferimento alla manovra di razionalizzazione degli uffici consolari in vista delle verifiche sull’effettiva operatività delle innovazioni tecnologiche, prospettate dal sottosegretario Mantica, e in generale sulle ripercussioni delle misure sulle comunità degli italiani all’estero. Il deputato si è inoltre detto d’accordo con le riformulazioni proposte dal presidente del Comitato, fatta salva quella relativa al rafforzamento dei consolati onorari. Narducci ha infine sottolineato come a tutt’oggi, mentre permangono nella rete consolare molte difficoltà sia a livello organizzativo che tecnico, sia necessario prestare ascolto ai bisogni reali delle collettività interessate dal piano di ristrutturazione, come ad esempio quelle di Saarbrücken e Norimberga..
Ricardo Antonio Merlo (Misto-Ld-Maie) ha auspicato, per quanto concerne la rete consolare, l’utilizzo, al posto della parola razionalizzazione che implica un concetto di riduzione di risorse, del termine ristrutturazione che comporta l’impiego di fondi ed eventualmente, ove necessario, l’apertura di nuovi consolati. La questione delle risorse dei consolati è stata affrontata anche da Porta (Pd) che ha segnalato come a tutt’oggi non sia consentito il percepimento degli interessi sulle somme disponibili. Il deputato ha anche auspicato l’attribuzione alle agenzie delle attribuzioni sottratte negli anni passati e l’utilizzo della rete dei patronati.
Farina (Pd) si è detto d’accordo con la proposta del presidente di dare centralità alle agenzie consolari, ritenendo che il problema principale non sia, tranne casi specifici, quello dei consolati generali, ma il servizio di prossimità per le nostre comunità. Egli ha inoltre chiesto più poteri per i consoli onorari che, al fine di svolgere il loro ruolo in maniera efficace, dovrebbero percepire una qualche forma di indennizzo. Da Fedi (Pd) è stata auspicata la presentazione da parte del Governo di una nuova proposta di manovra su cui aprire un confronto aperto e franco. In merito alle agenzie consolari il deputato ha sottolineato l’esigenza di un coordinamento effettuato dal corpo diplomatico.
Razzi (Idv) si è detto d’accordo con le osservazioni del presidente ed ha precisato come l’obiettivo della sua proposta di legge, volta all’abrogazione del Cgie. miri proprio al reperimento di risorse per la rete consolare.
Dal canto suo
Laura Garavini (Pd) ha espresso perplessità sia sul rafforzamento del ruolo
dei consoli onorari, spesso essi si trovano non in sintonia con i bisogni delle
nostre comunità nel mondo, sia su altri aspetti delle proposte avanzate dal
presidente.
Zacchera ha concluso
la seduta auspicando che la discussione dell’atto d’indirizzo sulla rete consolare
possa essere discusso dalla Commissione Esteri prima della pausa estiva dei
lavori parlamentari.(G.M.-