INFORM - N. 136 - 16 luglio 2009


CAMERA DEI DEPUTATI

La seduta del Comitato permanente sugli Italiani all’estero

Dibattuto l’atto di indirizzo condiviso che chiede il congelamento del piano di ristrutturazione della rete consolare. Gli interventi del presidente Zacchera e dei deputati Narducci, Fedi,  Merlo, Porta, Razzi, Farina e Garavini

 

ROMA – A una settima dall’ultima seduta è tornato a riunirsi  il Comitato permanente sugli Italiani all’Estero della Camera. La seduta si è aperta con l’intervento del presidente del Comitato Marco Zacchera che ha segnalato la presentazione di un atto di indirizzo condiviso, a firma di Narducci e Di Biagio e di altri deputati della maggioranza e dell’opposizione, in cui si chiede la sospensione del piano triennale del Governo di razionalizzazione della rete degli uffici all’estero. Entrando nel merito procedurale della questione Zacchera ha sottolineato la necessità di stabilire il ruolo del  Comitato rispetto all’atto di indirizzo già presentato e di prendere in considerazioni eventuali proposte di integrazione del testo che dovessero emergere nel corso della seduta. Una riformulazione necessaria, anche alla luce del fatto che la risoluzione già  presentata ha in qualche modo reso meno propositiva la sede del Comitato.

Ha poi preso la parola Franco Narducci (Pd) che ha precisato come la risoluzione, di cui è stata data tempestivamente notizia a tutti i componenti del Comitato, non intenda in alcun modo sminuirne il ruolo, ma semmai rimarcare il consenso bipartisan registrato rispetto al tema. Anche Marco Fedi (Pd)  ha sottolineato come questa risoluzione, che fa riferimento all’audizione del sottosegretario Mantica davanti alle Commissioni Esteri di Camera e Senato, non sia in contrasto  con gli interessi e con il ruolo del Comitato la cui azione deve essere integrata con quella della Commissione Esteri. Il deputato ha quindi auspicato la formazione di un consenso del Comitato sul testo della risoluzione presentata e sulle eventuali riformulazioni, fatta salva la facoltà del Governo di avanzare a sua volta proposte che spetterà alla Commissione Esteri valutare in sede di discussione. Fedi ha poi fatto notare l’assenza dalla riunione del Comitato, fatta eccezione per il presidente, dei deputati della maggioranza. Questo problema è stato rilevato anche dal vice presidente del Comitato Fabio Porta (Pd) che ha chiesto una verifica politica in tal senso. Dopo l’intervento di Antonio Razzi (IdV), che si è rammaricato per la scarsa incisività del Comitato che dovrebbe essere il luogo in cui maggioranza e opposizione lavorano insieme nell’interesse delle comunità degli italiani all’estero,  Gianni Farina (PD) ha rilevato l’importanza e la concretezza della risoluzione presentata che potrebbe comunque essere migliorata con alcuni interventi limitati. Per Farina appare comunque fondamentale il fatto che l’atto di indirizzo già presentato ottenga l’appoggio di tutto il Comitato e del suo presidente.

Zacchera, dopo aver assicurato che si occuperà della mancata presenza di alcuni parlamentari, si è detto favorevole al raggiungimento di un’intesa nell’ambito del Comitato sulle proposte di riformulazione della risoluzione  presentata e contrario all’ipotesi di elaborazione di un’ulteriore atto di indirizzo. Sul merito del testo Zacchera ha sottolineato la necessità di ricordare nella mozione il fatto che alcuni paesi, tra i quali si distingue la Spagna, stiano aumentando la loro presenza diplomatica nell’Africa subsahariana, a differenza dell’Italia che si accinge a chiudere la terza ambasciata in pochi anni. Per quanto concerne la parte dispositiva il presidente ha segnalato che l’uso dell’espressione “congelare”, in relazione alla proposta del governo di riorganizzazione della rete consolare, potrebbe incontrare, diversamente da quanto prospettato da altri deputati, l’opposizione del Governo. Peraltro, il mantenimento del verbo “congelare” deve per Zacchera essere accompagnato da una serie di indicazioni rivolte al governo come ad esempio la necessità di proseguire nel processo di riorganizzazione burocratica all’interno delle singole sedi, responsabilizzando i responsabili apicali e semplificando la gestione amministrativa, ovvero riducendo il numero dei capitoli di bilancio. Secondo Zacchera il governo dovrebbe inoltre impegnarsi per il trattenimento almeno parziale degli introiti consolari presso le singole sedi da investire nel miglioramento delle strutture locali, nonché potenziare il ruolo delle agenzie consolari per migliorare il servizio di prossimità nei confronti delle nostre comunità all’estero. Per il presidente andrebbe infine valutata l’opportunità di rilanciare il ruolo e la funzione dei consoli onorari.

In merito alle proposte di Zacchera Narducci (Pd) ha fatto  presente come il termine “congelare” sia   stato introdotto con riferimento alla manovra di razionalizzazione degli uffici consolari in vista delle verifiche sull’effettiva operatività delle innovazioni tecnologiche, prospettate dal sottosegretario Mantica, e in generale sulle ripercussioni delle misure sulle comunità degli italiani all’estero. Il deputato si è inoltre detto d’accordo con le riformulazioni proposte dal presidente del Comitato, fatta salva quella relativa al rafforzamento dei consolati onorari. Narducci ha infine sottolineato come a tutt’oggi, mentre permangono nella rete consolare molte difficoltà sia a livello organizzativo che tecnico, sia necessario prestare ascolto ai bisogni reali delle collettività interessate dal piano di ristrutturazione, come ad esempio quelle di  Saarbrücken e Norimberga..

Ricardo Antonio Merlo (Misto-Ld-Maie) ha auspicato, per quanto concerne la rete consolare, l’utilizzo, al posto della parola razionalizzazione che implica un concetto di riduzione di risorse, del termine  ristrutturazione che comporta l’impiego di fondi ed eventualmente, ove necessario, l’apertura di nuovi consolati. La questione delle risorse dei consolati è stata affrontata anche da Porta (Pd) che ha segnalato come a tutt’oggi non sia consentito il percepimento degli interessi sulle somme disponibili. Il deputato ha anche auspicato l’attribuzione alle agenzie delle attribuzioni sottratte negli anni passati e l’utilizzo della rete dei patronati.

Farina (Pd)  si è detto d’accordo con la proposta del presidente di dare centralità alle agenzie consolari, ritenendo che il problema principale non sia, tranne casi specifici, quello dei consolati generali, ma il servizio di prossimità per le nostre comunità. Egli ha inoltre chiesto più poteri per i consoli onorari che, al fine di svolgere il loro ruolo in maniera efficace, dovrebbero percepire una qualche forma di indennizzo. Da Fedi (Pd) è stata auspicata la presentazione da parte del Governo di una nuova proposta di manovra su cui aprire un confronto aperto e franco. In merito alle agenzie consolari il deputato ha sottolineato l’esigenza di un coordinamento effettuato dal corpo diplomatico.

Razzi (Idv) si è detto d’accordo con le osservazioni del presidente ed ha precisato come l’obiettivo della sua proposta di legge, volta all’abrogazione del Cgie. miri proprio al reperimento di risorse per la rete consolare.

Dal canto suo Laura Garavini (Pd) ha espresso perplessità sia sul rafforzamento del ruolo dei consoli onorari, spesso essi si trovano non in sintonia con i bisogni delle nostre comunità nel mondo, sia su altri aspetti delle proposte avanzate dal presidente. La Garavini anche associata alle osservazioni di altri deputati sulla scarsa presenza degli esponenti della maggioranza ai lavori del Comitato.

Zacchera ha concluso la seduta auspicando che la discussione dell’atto d’indirizzo sulla rete consolare possa essere discusso dalla Commissione Esteri prima della pausa estiva dei lavori parlamentari.(G.M.- Inform)


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