INFORM - N. 135 - 15 luglio 2009


MIGRANTI

Save the Children al Governo italiano: interrompere i rinvii in Libia e aprire un’inchiesta sugli episodi di violenza denunciati dall’Unhcr

 

ROMA - Save the Children chiede al Governo italiano “l’immediata cessazione dei rinvii in Libia” e “l’apertura di un’inchiesta sugli episodi di violenza denunciati dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati”.

La Ong ha appreso “con grave apprensione” la denuncia fatta ieri dall’Unhcr relativa al rinvio in Libia di 81 migranti, tra cui almeno 6 bambini, avvenuto il 1° luglio ad opera della Marina Militare italiana, nonché alle modalità con cui esso sarebbe avvenuto.  L’organizzazione inoltre esprime la sua “preoccupazione nell’apprendere che, in base alle testimonianze direttamente raccolte dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, i migranti intercettati e rinviati in Libia non solo non siano stati correttamente identificati prima del trasbordo sulla motovedetta libica, come sta avvenendo in questo tipo di procedure, ma soprattutto sarebbero stati oggetto di violenza”.

Save the Children Italia chiede al Governo italiano di: “interrompere le operazioni di rinvio in Libia di migranti rintracciati in acque internazionali; garantire l’attuazione del modello di gestione dei flussi migratori misti basato sul soccorso, la prima accoglienza e l’identificazione dei gruppi vulnerabili, quali i minori, con un’opportuna analisi dei casi individuali, in grado di tutelare i diritti dei minori, dei richiedenti asilo e delle vittime della tratta, e che si avvalga delle competenze specifiche delle varie agenzie delle Nazioni Unite e Ong. Tale modello, seppure suscettibile di miglioramenti, rappresenta  - osserva  Save the Children - una prassi promettente a livello italiano ed europeo”.

L’organizzazione chiede inoltre al Governo di “aprire un’inchiesta sugli episodi di violenza denunciati dall’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati avvenuti nel corso del respingimento del 1° luglio o di altri rinvii di migranti in Libia”. Chiede anche , “in considerazione della responsabilità extra-territoriale dello Stato italiano in materia di divieto di refoulment e delle numerose e autorevoli denunce da parte di Agenzie delle Nazioni Unite e Ong su ripetute e sistematiche violazioni dei diritti umani in Libia, in particolare nei confronti di migranti, inclusi minori”, di “documentare se esiste e se è effettivamente applicato in Libia un sistema di protezione dei minori migranti conforme alla normativa internazionale”, nonché di “riferire in Parlamento e in particolare alla Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza su tale accertamento e sulle modalità con cui è avvenuto”.

Infine, si chiede di “promuovere l’istituzione in Libia di un sistema di monitoraggio indipendente sulla conformità delle condizioni e delle procedure di accoglienza dei migranti e, in particolare dei minori non accompagnati e dei nuclei familiari con minori a carico, agli standard previsti dalla normativa internazionale in materia”. (Inform)


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