MIGRANTI
Save the Children al Governo italiano:
interrompere i rinvii in Libia e aprire un’inchiesta sugli episodi di violenza
denunciati dall’Unhcr
ROMA - Save the Children chiede al Governo italiano “l’immediata cessazione dei rinvii in Libia” e “l’apertura di un’inchiesta sugli episodi di violenza denunciati dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati”.
Save the Children Italia chiede al Governo italiano di: “interrompere le operazioni di rinvio in Libia di migranti rintracciati in acque internazionali; garantire l’attuazione del modello di gestione dei flussi migratori misti basato sul soccorso, la prima accoglienza e l’identificazione dei gruppi vulnerabili, quali i minori, con un’opportuna analisi dei casi individuali, in grado di tutelare i diritti dei minori, dei richiedenti asilo e delle vittime della tratta, e che si avvalga delle competenze specifiche delle varie agenzie delle Nazioni Unite e Ong. Tale modello, seppure suscettibile di miglioramenti, rappresenta - osserva Save the Children - una prassi promettente a livello italiano ed europeo”.
L’organizzazione chiede inoltre al Governo di “aprire un’inchiesta sugli episodi di violenza denunciati dall’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati avvenuti nel corso del respingimento del 1° luglio o di altri rinvii di migranti in Libia”. Chiede anche , “in considerazione della responsabilità extra-territoriale dello Stato italiano in materia di divieto di refoulment e delle numerose e autorevoli denunce da parte di Agenzie delle Nazioni Unite e Ong su ripetute e sistematiche violazioni dei diritti umani in Libia, in particolare nei confronti di migranti, inclusi minori”, di “documentare se esiste e se è effettivamente applicato in Libia un sistema di protezione dei minori migranti conforme alla normativa internazionale”, nonché di “riferire in Parlamento e in particolare alla Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza su tale accertamento e sulle modalità con cui è avvenuto”.
Infine,
si chiede di “promuovere l’istituzione in Libia di un sistema di monitoraggio
indipendente sulla conformità delle condizioni e delle procedure di accoglienza
dei migranti e, in particolare dei minori non accompagnati e dei nuclei familiari
con minori a carico, agli standard previsti dalla normativa internazionale in
materia”. (