INFORM - N. 135 - 15 luglio 2009


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “La Voce del Popolo” di Fiume

Giuliano-dalmati ad Halifax: “ritorno” al porto d’approdo

Il raduno si svolgerà dal 17 al 21 luglio

 

HALIFAX – Si svolgerà ad Halifax, capitale della Nuova Scozia, dal 17 al 21 luglio il Raduno dei giuliano-dalmati in Canada. Organizzato dalla Federazione giuliano-dalmata canadese e dall'Associazione Giuliani nel Mondo di Trieste con il contributo della Regione Autonoma FVG il Raduno includerà anche una visita e cerimonia al "Pier 21" il famoso molo-museo dove negli anni 50 migliaia e migliaia di esuli ed emigranti sbarcarono in cerca di fortuna in questo immenso paese, con la speranza di una nuova vita ed un nuovo futuro. Nei prossimi giorni, oltre un centinaio di corregionali si daranno convegno a Halifax per ripercorrere quei primi momenti in terra canadese quando ad animarli c’era tanto entusiasmo e la voglia di conquistare una nuova realtà.

“Oggi questa presenza nel mondo – ha dichiarato recentemente il presidente della Regione FVG Renzo Tondo – è per tutti noi una ricchezza, un prezioso tramite sia con le realtà dei Paesi in cui vivono e operano ma anche un importante collegamento con la realtà locale alla quale apportano conoscenza e prosperità”.

Per i giuliano-dalmati che vivono nelle varie città canadesi, l’incontro di Halifax sarà anche un’occasione per rinnovare vecchie amicizie, stringerne delle nuove e ricordare quei primi passi con chi ne è stato protagonista e coni giovani presenti ai quali viene consegnato idealmente un importante testimone.

Una targa al museo

Sabato, in una delle sale del museo dell’immigrazione Pier 21 verrà posta una targa ricordo offerta dalla Presidenza del Consiglio regionale del FVG a testimonianza del “passaggio” dei giuliano-dalmati. Tra gli altri incontri in programma anche la riunione della Federazione dei circoli canadesi durante la quale avranno luogo le elezioni per il rinnovo delle cariche.

I partecipanti s’incontrano venerdì al Westin Nova Scotian Hotel “dove – scrive sull’ultimo numero de “El boletin”, il prof. Konrad Eisenbichler, Presidente della Federazione dei club giuliano-dalmati del Canada - la nostra socia e membro del direttivo del Club di Toronto, Adriana Gobbo, è riuscita ad ottenere stanze ad un prezzo così conveniente da far contento anche un lussi-gna--no”. E sempre sullo stesso giornalino si ricorda che proprio in questi giorni a Halifax si svolge il “Festival dei Velieri”, con migliaia di turisti che verranno a godersi lo spettacolo.

“Anche i nostri vecchi lupi di mare (e non solo quelli lussignani) – scrive ancora Eisenbichler - saranno lì ad ammirare lo spettacolo e di sicuro penseranno alla nostra cara vecchia marineria austro-ungarica (ma di lingua veneta, però!), che salpava con fierezza non solo il nostro Adriatico, ma tutti i mari e Oceani del mondo”.

Il Canada la sua promessa l'ha mantenuta

Nei primi anni cinquanta in quel porto approdarono genti giuliane, istriane, fiumane e dalmate rincorrendo il sogno di una realtà accettabile. E il Canada la sua promessa l’ha mantenuta offrendo lavoro a persone che lo consideravano, per cultura e formazione, un dono prezioso e che hanno saputo per tanto ripagare il Paese con un contributo fattivo, ora universalmente riconosciuto. Come non ricordare, ad esempio, che sono stati gli italiani a costruire diversi quartieri di Toronto mettendo a disposizione un sapere ben radicato nella tradizione che si portarono appresso. Oggi i giovani laureati, figli dei corregionali, guardano all’Italia e all'FVG in particolare, come alla terre delle origini, ma anche come luogo di opportunità di studio, conoscenza, “ritorno” qualora le condizioni lo permettano. Si apre una nuova pagina di rapporti che l'FVG ha riconosciuto e cura con attenzione non dimenticando la componente fondamentale del “ricordo”.

Suscita infatti commozione la lettura di articoli scritti dai corregionali in Canada come quello apparso in questi giorni sul numero di aprile de El Campanil a firma di Walter Pohlen dal titolo "ritorno al punto di arrivo-Halifax 17-21 luglio 2009".

Una toccante descrizione della marea umana che si riversava nel porto di Halifax “stordita e confusa, con le valigie legade col spago e quei bambini infagottati. Tutti scrutavano con gli occhi spenti il nuovo approdo, la nuova terra che poi sarebbe diventata la nuova patria" per cui è giusto chiamare oggi il “Molo 21”, molo della speranza realizzata.  (Rosanna Turcinovich Giuricin-La Voce del Popolo/Inform)

 

 


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