RETE CONSOLARE
Chiusura
del Consolato italiano a Mulhouse
Aldo Banovaz, presidente Comites: “Una
così forte presenza italiana non deve restare senza tutela consolare”
Il Comites cerca un compromesso: “Declassamento
in agenzia consolare”
MULHOUSE – “Senza
essere stato minimamente consultato nè informato, in barba al tanto declamato
ruolo di ‘legittimi rappresentanti degli Italiani all’Estero’, il Comites di
Mulhouse è messo ancora una volta davanti al fatto compiuto. Con rabbia, si
oppone fermamente al progetto di chiusura della sede consolare di questa città”.
Così Aldo Banovaz, presidente del Comites di Mulhouse (Alto Reno e Territorio
di Belfort, Francia). Parole dure quelle di Aldo Banovaz (di origini istriane
come Graziano Del Treppo, presidente del Comites di Chambery e alla guida dell’Intercomites
Francia, ndr). Banovaz e il suo Comites ricordano che nella circoscrizione ci
sono 19.000 cittadini italiani residenti. Il Comites fa inoltre presente il
“particolare posizionamento geografico della circoscrizione, confinante con
due Paesi, di cui uno extracomunitario”; la “continua regolare crescita di residenti
dovuto al trasferimento di residenza di numerosi lavoratori italiani dalla Germania
e Svizzera”, la “distanza di
Per il Comites di Mulhouse va tenuto conto di tutto ciò: “Una così forte presenza italiana in questi due dipartimenti non deve restare senza tutela consolare di prossimità”.
Il Comites chiede pertanto di “riconsiderare il provvedimento di chiusura del Consolato di questa città”. E se non fosse possibile evitare la chiusura? “In ultima analisi”, facendo “appello al senso di responsabilità” delle autorità il Comites chiede di “trovare una formula alternativa di presenza istituzionale che consenta di rispondere in maniera adeguata alle necessità della nostra collettività, eventualmente con il declassamento dell’attuale sede in agenzia consolare”. Un “compromesso” che, “preserverebbe gli interessi delle parti senza disconoscere gli interessi della nostra importante comunità, il servizio a quest’ultima, a prescindere da una presenza istituzionale nella sua forma attuale, deve essere prioritario”. (Inform)