PRECARI DELLE POSTE
Di Biagio (Pdl), “discriminatoria la norma
anti-precari, dalla Consulta un segnale importante a sostegno lavoratori”
ROMA – “La cosiddetta
norma antiprecari, introdotta all’art.21 della decreto 112 della scorsa estate,
che rappresentava una sorta di escamotage per esorcizzare l’ipotesi di assorbimento
obbligatorio dei precari delle Poste, che risultavano vincitori di causa contro il datore
di lavoro, ha rappresentato uno scacco grave verso il mondo del precariato all’interno
delle società partecipate e l’approdo a questa sentenza rappresenta un segnale
di attenzione e di sobrietà verso il mondo dei lavoratori precari e soprattutto
verso coloro che nelle opportune sedi hanno sollecitato un repentino cambiamento
di rotta nella normativa a riguardo”. Lo di
“l'articolo 21 modificava la disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato, -continua - introducendo un'evidente disparità tra lavoratori, visto che casi simili venivano trattati in maniera difforme semplicemente in base alla data di presentazione del ricorso o alla velocità con la quale il giudice competente definiva la causa. Ho provveduto ad evidenziare nelle opportune sedi questa criticità, con un emendamento allo stesso decreto e con un ordine del giorno che è stato approvato dal Governo e che lo impegnava a tenere in dovuta considerazione l'ipotesi di introdurre in successivi provvedimenti la facoltà delle parti, rappresentanti dei lavoratori e datori di lavoro, di sottoscrivere accordi migliorativi che rendessero possibile la stabilizzazione del personale dipendente assunto con contratto a tempo determinato”.
“Con la sentenza
della Consulta che ha di
“La stabilizzazione
del personale flessibile deve essere una priorità per le società partecipate
e per la stessa pubblica amministrazione – conclude Di Biagio – ragion per cui
ho inteso intervenire sul decreto anticrisi affinché le amministrazioni pubbliche
predispongano, in accordo con le organizzazioni sindacali, nell’ambito della
programmazione triennale dei fabbisogni, provvedimenti che consentano la progressiva
stabilizzazione dei personale in servizio con contratto a tempo determinato.
E’tempo di dare un segnale chiaro e di superare quelle barriere discriminatorie
che di tanto in tanto si elevano nel nostro ordinamento e che sviliscono la
possibilità di una corretta e completa integrazione dei dipendenti dello Stato”. (