INFORM - N. 135 - 15 luglio 2009


G8

Razzi (Idv) risponde alla Tages Anzeiger di Zurigo

Un articolo apparso sul quotidiano svizzero ridimensiona il ruolo dell’Italia nell’ambito del vertice dell’Aquila

 

ROMA – Antonio Razzi, deputato eletto nelle liste di Idv per la ripartizione Europa, risponde ad un articolo pubblicato sabato 11 luglio, a firma di Rita Flubacher sulla Tages Anzeiger di Zurigo, relativo al vertice del G8 svoltosi a L’Aquila, la scorsa settimana, intitolato: “G8: un relitto dei vecchi tempi”.

Pu ritenendo le argomentazioni ivi contenute “sostanzialmente condivisibili” Razzi si dichiara deluso però dalla seguente espressione: “Nazioni come l’Italia oppure il Canada, economicamente insignificanti, sono ancora oggi (e nonostante ciò) membri del G8”. “Le affermazioni della giornalista – scrive Razzi a questo proposito -  sono in linea di massima (e per quanto riguarda l’Italia) irrispettose e contrastanti con i recenti rapporti/relazioni dell’OCSE”.

Razzi ricorda che il Vertice – tra le sue finalità qualificanti - ha ufficialmente incaricato l’OCSE di definire nuove regole per l’economia e il settore finanziario valide per tutto il mondo. Sul fronte della performance economica il deputato di Idv ricorda che l’OCSE ha rivisto le stime che indicavano il nostro Paese, il 24 giugno come “investito da una forte recessione”, riscontrando a livello mondiale un miglioramento della crescita.

“Utilizzando l’indice che anticipa la tendenza del ciclo economico i tecnici dell’OCSE, in questa successiva fase – afferma Razzi - avevano registrato segnali di miglioramento nella maggior parte dei 30 Paesi membri dell’organizzazione, indicandola mediamente nello 0,8% (1% quella degli USA ed anche dell’Euro-zona); per l’Italia invece l’indice OCSE registrava un +1,7 % seguita dalla Francia con +1,3 %”.

L’economia italiana, stando a questi dati, mostrerà per il futuro segni di forte ripresa, “superiore – fa notare Razzi - addirittura a quella degli altri Paesi mondiali: la tendenza alla ripresa è per l’Italia pari al +1,1 % , mentre per la Germania viene segnalato - 11,8 % e per gli USA un - 9,4 %”.

“Per l’OCSE, l’Italia e la Francia, tra le grandi Nazioni, registrano segnali positivi. Non è un caso – prosegue il deputato - se le obbligazioni dello Stato hanno un rendimento a tre mesi dello 0,04 % e c’è una grande richiesta di Bot da parte dei sottoscrittori; non è un caso se nessuna banca italiana è ricorsa, in questi periodi di grandi turbolenze finanziarie, agli interventi di Stato (diversamente da quello che, ad esempio, è avvenuto in Svizzera con i casi di UBS e di CS); non è un caso se ad esempio il gruppo Fiat, con il suo management, è riconosciuto come primario a livelli mondiali (e, non dimentichiamo, che Marchionne siede nel CDA di UBS); non dimentichiamo che il made in Italy è, senza ombra di dubbio, il numero uno assoluto a livello mondiale”. (Inform)


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