CAMERA DEI
DEPUTATI
Esame in Commissione Esteri
Narducci (Pd): “Bene spacchettare il decreto sulla proroga
della partecipazione italiana alle missioni militari dal testo omnicomprensivo
del decreto anticrisi”
ROMA – Il vice presidente della Commissione esteri della
Camera Franco Narducci (Pd), è intervenuto, oggi, in Commissione in sede di
esame del disegno di legge di “Conversione in legge del decreto-legge 1° luglio
2009, n. 78, recante provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della
partecipazione italiana a missioni internazionali”.
“Siamo soddisfatti dell’iniziativa della maggioranza
che accogliendo i rilievi mossi dal Partito Democratico ha deciso di spacchettare
il decreto sulla proroga della partecipazione italiana alle missioni militari
dal testo omnicomprensivo del decreto anticrisi” ha esordito Narducci.
“Si sarebbe, altrimenti, provocata - ha continuato il
deputato del Pd - una grave violazione dello spirito bipartisan che ha sempre
caratterizzato l’esame e il voto dei provvedimenti di autorizzazioni delle missioni
internazionali italiane che, inserite in un testo assolutamente improprio quale
è quello in esame, di natura economico finanziaria, non avrebbero
potuto trovare il nostro consenso”.
“La presentazione annunciata di un autonomo disegno di
legge di iniziativa parlamentare che prevede il rifinanziamento delle missioni
- ha precisato l’on. Franco Narducci - è una soluzione che evita una ulteriore
ferita alle prerogative del Parlamento e, in ultima analisi, un indebolimento
dell’architettura democratica del nostro Paese” e pur dando “atto della disponibilità
mostrata da gran parte della maggioranza e dalla Presidenza della Camera” ha
sottolineato che “ non possiamo non mostrare la preoccupazione per un continuo
scivolamento nella pratica quotidiana dell’esercizio della legislazione verso
forme poco rispettose del ruolo del Parlamento”.
E nel dare parere favorevole al provvedimento anticrisi,
Narducci ha chiesto, a nome del Partito Democratico, “di inserire una osservazione
critica …. sia per quanto riguarda la minore copertura temporale delle missioni
(quattro mesi in luogo degli ordinari sei mesi), sia per quanto riguarda l’incertezza
dei fondi con cui dovremo assolvere alle spese, per il personale, per la logistica
e per la sicurezza dei nostri uomini”.
“Difatti, il ricorso a un provvedimento straordinario
e contingente come l’anticrisi, coperto sulla base di introiti auspicati ma
non certi non è la copertura adeguata per assicurare la stabilità e la credibilità
del nostro impegno internazionale in teatri di grande delicatezza che richiedono
grande responsabilità” ha concluso il vice presidente della Commissione esteri.
(Inform)