INFORM - N. 134 - 14 luglio 2009


CAMERA DEI DEPUTATI

Fini: Oggi la società è multiculturale

“Convergenze mediterranee-artisti arabi tra Italia e Mediterraneo”: oggi inaugurazione della mostra promossa dalla Farnesina alla presenza di Fini e Frattini

 

ROMA – “Il razzismo costituisce non solo un attentato ai diritti individuali della persona  ma anche un impedimento per le società e i popoli a raggiungere ed esplicare pienamente quelle risorse di pensiero insite nello sviluppo della propria identità”. Così il presidente della Camera Gianfranco Fini, nell'introduzione al catalogo della mostra “Convergenze mediterranee-artisti arabi tra Italia e Mediterraneo”, promossa dal Ministero degli Esteri e che sarà inaugurata oggi pomeriggio a Montecitorio, nella Sala della Regina. 

“In questi primi anni del nuovo secolo – scrive Fini - due termini ricorrono per definire le dinamiche e interazioni tra i popoli: multietnicità e multiculturalità. Ritengo quest'ultimo termine fondamentale perché presuppone la piena libertà di scegliere prescindendo dal proprio ambiente o cultura di riferimento. Oggi la società stessa è multiculturale. Vediamo convivere all'interno di una stessa comunità nazionale culture diverse”. Uno scenario che, aggiunge Fini, è “di per sé ricco di opportunità di crescita reciproca” ma  è anche “esposto a pericolosi fenomeni di xenofobia e odio razziale che, purtroppo, in questi ultimi mesi si sono manifestati sempre più frequentemente”.

All’inaugurazione della mostra  “Convergenze mediterranee. Artisti arabi tra Italia e Mediterraneo”, che avverrà alle 17 nella Sala della Lupa,  presenzieranno il presidente della Camera Fini e il ministro degli Esteri Franco Frattini. Interverranno inoltre gli onorevoli Benedetto Fabio Granata e Giovanna Melandri e il soprintendente per i Beni Artistici e Storici di Roma, Claudio Strinati.

La mostra costituisce una sintesi delle due esposizioni realizzate dal Ministero degli Esteri nel 2008 in diversi paesi dell’area arabo-mediterranea: nel Mashreq - a Damasco, Beirut, Il Cairo - e nel Maghreb - a Tunisi, Algeri, Rabat - per studiare il significato dell’arte, degli artisti e delle istituzioni accademiche italiane per la formazione e lo sviluppo della cultura visiva e pittorica araba nel corso del Novecento.

“La mostra – si legge nella brochure - espone una serie di opere, frutto del lavoro di artisti sia arabi sia italiani che hanno vissuto ed operato nei paesi del Maghreb (Occidente in arabo) e del Mashreq (Oriente in arabo); sono inoltre esposte le opere di alcuni artisti italiani che, dalle loro aule d’accademia, hanno costituito punti di riferimento e modelli particolarmente importanti e significativi per i giovani allievi di origine araba, in cerca di suggestioni, esperienza e stimoli.

Gli artisti arabi presentati nella mostra appartengono a diverse generazioni: alcuni sono pionieri della ricerca pittorica modernista nei loro paesi, come Aref Rayess o Hussein Madi in Libano, o Mohammed Melehi in Marocco; altri sono maestri contemporanei, tuttora pienamente attivi. Naturalmente si tratta solo di una selezione, niente affatto esaustiva del gran numero di pittori arabi che hanno avuto rapporti diretti con l’Italia o che ancora oggi vi vivono e operano. Insomma, esempi eccellenti dell’intensità e della continuità di questa relazione culturale e creativa.

Sin dagli ultimi anni del XIX secolo, ben prima che il mondo arabo-mediterraneo assumesse la conformazione geo-politica che lo contraddistingue attualmente, pittori, scultori, aspiranti artisti o semplici appassionati alla ricerca di formazione tecnica ed estetica, sceglievano l’Italia come il luogo non solo da visitare, ma in cui trasferirsi per capire e apprendere le discipline artistiche o anche per trascorrervi in tutto o in parte l’esistenza. Si è venuta così a creare una fitta rete di relazioni e di contatti, che testimoniano l’esistenza di una dimensione aperta e cosmopolita che per molti decenni ha caratterizzato la cultura “mediterranea” nel suo insieme: non soltanto sono numerosissimi gli artisti egiziani, libanesi, siriani o iracheni, giordani o maghrebini che si sono formati e hanno operato in Italia, ma sono diversi anche gli italiani che hanno vissuto e insegnato pittura e scultura per esempio ad Alessandria d’Egitto o a Tunisi, fondandovi scuole e atelier”.

L’inaugurazione della mostra potrà essere seguita in diretta sul sito della Camera www.camera.it L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 15 al 24 luglio, con ingresso libero da Palazzo Montecitorio. (Inform)


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