INFORM - N. 133 - 13 luglio 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

Sul blog “notiziedanewyork.com”

Intervista a Renato D'Agostin, artista fotografo a New York

 

NEW YORK - Renato D’agostin è un giovane artista fotografo. Classe 1983, inizia la sua carriera a Venezia nel 2001. Studia all’Istituto di Fotografia a Milano, collabora con lo studio di produzione Maison Sabbatini. Nel 2005 frequenta il corso di Fine Print all’International Center of Photography di New York, e diventa assistente ed allievo del pluridecorato Ralph Gibson. Inserito da Renato Miracco, direttore dell’Iic (Istituto Italiano di Cultura), tra gli artisti di peso italiani presenti a New York, ha portato le sue mostre dappertutto, da Istambul alla Russia, passando per Guadalajara, Tokyo e Parigi. Ama passare il proprio tempo nella camera oscura, e cerca casa lontano dal Lower East Side, zona oramai di sfogo notturno.

Quando sei arrivato a New York?

Sono arrivato nel 2005.

Quanto tempo passi ogni anno?

Trascorro mediamente 10 mesi all'anno, per i restanti due viaggio per lavoro, mostre e progetti vari.

In che zona vivi?

Nella Lower East Side, ma spero presto di cambiare.

Perché?

E’ diventata il quartiere di sfogo notturno finesettimanale, togliendole quel fascino da vecchia città downtown che mi colpiva.

Credi che New York sia ancora la capitale dell'arte e della fotografia, o nuovi poli la stanno superando?

Credo che sia difficile toglierle il primato, anche se ci sono molte altre realtà nel mondo, soprattutto ad Est, dove l'arte sta crescendo e creando aspettative notevoli.

Tra artisti italiani residenti a New York che spirito c'è?

Di gruppo o ognuno per conto suo? Non credo di essere una persona molto socievole. Mi piace trascorrere molto tempo da solo, preferibilmente nella camera oscura. Credo però che New York, per le caratteristiche per cui è famosa, porti comunque ad una sorta di individualismo che mi è più difficile immaginare in altre città. Può essere che mi sbagli.

L'immagine della città a cui sei più legato?

 La prima volta che sono arrivato a NY: è tardi la sera, salgo in taxi, e l'autista esce dal parcheggio sfondando con il parabrezza la sbarra di blocco all'uscita.

La foto che vorresti fare, e non hai ancora fatto?

Te lo dico quando l'ho fatta.

Ristoranti che preferisci?

Bacaro, Takahashi, Lovely Day (prima di andare a fuoco), Piola ed anche altri

Il film, il libro su questa città a cui sei più legato?

Manhattan, di Woody Allen

Qual è la zona della città per eccellenza degli artisti?

Credo che ora la comunità artistica sia a Brooklyn, sia per prezzi che per qualità di vita.

Credi che la crisi finanziaria cambierà volto New York?

Suppongo che lo cambierà al mondo intero. New York però credo abbia in qualche modo una capacità di adattamento e riadattamento che la rende unica.

Prossimi tuoi appuntamenti fotografici?

Sto lavorando ad un libro su Tokyo che uscirà ad ottobre e verrà presentato a Novembre a Parigi, Tokyo e New York (in una mostra con Alessandro Zuek Simonetti), con il supporto dell'Istituto Italiano di Cultura. (Piero Armenti- www.notiziedanewyork.com/ Inform)

 

 


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