RETE CONSOLARE
Dissenso a Liegi sul piano di razionalizzazione annunciato
in Belgio
Un comitato di coordinamento evidenzia la necessità di
ridiscutere la riorganizzazione consolare in loco con tutte le parti sociali
interessate
LIEGI – Una lettera aperta il comitato di coordinamento costituitosi a Liegi e provincia ribadisce il no alla chiusura dei consolati italiani all’estero così come annunciata nelle scorse settimane dal sottosegretario al Mae, Alfredo Mantica.
Il coordinamento invita all’apertura di una trattativa “per affrontare seriamente la ristrutturazione della rete diplomatico consolare all’estero – si legge nella missiva - tenendo conto di tutte le diversità e sentendo anche consigli e pareri degli addetti ai lavori come i parlamentari eletti all’estero, i Comites, il Cgie, le rappresentanze sindacali e il Mae, perno principale per una vera ristrutturazione”.
I connazionali ribadiscono che il risparmio derivato dalla manovra e quantificato in 8.500.000 di euro “non rappresenta quel gran vantaggio economico auspicato a monte del piano, soprattutto perché non si compensano i costi che tali chiusure comporterebbero a breve e lungo periodo. Il vero risparmio - aggiunge la nota - sarebbe possibile se le sedi fossero organizzate e attrezzate in maniera più razionale e strutturale”.
In riferimento
alla situazione in Belgio, il comitato fa notare che, poiché l’aggiornamento
dell’Aire non è concluso, gli italiani qui residenti oltrepasserebbero le 300.000
unità invece delle 243.000 attualmente censite, distribuiti per 1/3 nel nord
e per i 2/3 nel sud del Paese. “L’attuazione del piano previsto porterebbe (considerando
i dati censiti e non quelli delle autorità locali) la sede dell’Ambasciata di
Bruxelles a gestire circa 80.000 connazionali, - scrive la nota - e quella di
Charleroi, che raddoppierebbe il numero di connazionali in una struttura già
insufficiente per i 70.000 connazionali ufficialmente censiti dal MAE (e non
per i dati locali), a gestire circa 160.000 connazionali”.
In favore, inoltre, del mantenimento della sede di Liegi, vi sarebbe l’avvenuto assorbimento e utilizzo delle nuove tecnologie informatiche messe in opera dal Mae, “in grado pertanto – si legge nella missiva – di adottare tecnicamente i programmi relativi al Consolato elettronico”. Inoltre, sarebbe più realistico quantificare il numero di connazionali residenti in quest’ultima circoscrizione consolare in 70.000 unità - il 36% in più rispetto a quello ufficialmente considerato in base ai dati degli iscritti effettivi.
Il comitato ricorda inoltre l’importanza di Liegi quale sede universitaria, centro culturale, polo economico e istituzionale, preannunciando, qualora la sua richiesta di un ridefinizione del piano di ristrutturazione non trovasse accoglimento, una serie di azioni di sensibilizzazione nel solco di quanto già effettuato anche in altre realtà europee “sino a giungere, se fosse necessario, all’occupazione dei consolati”.
I firmatari della
lettera, facenti parte del comitato, sono: Bontempi Domenico, Brucculeri Lorenzo,
Brunetti Gionata, Licciardi Giovanni, Maffia Aldo, Monaco Enzo, Santamaria Angelo
e Teti David. (