Da IL PUNTO DI MARCO ZACCHERA
Festa della cittadinanza
VERBANIA - Ho deciso di dare maggiore risalto all’atto di concessione delle nuove cittadinanze perché diventare italiani non deve essere né una cosa scontata né un atto di routine. Ho quindi pensato di riunire in un unico appuntamento mensile i neo-cittadini (stamattina erano quattro: due romeni, una peruviana ed un ragazzo delle Seychelles) e che per il loro giuramento vengano in Municipio con i loro parenti e gli amici così che sia quindi un atto ricordato e di festa, dopo aver dimostrato non solo di averne i titoli di legge, ma anche di conoscere un poco la città e i suoi organismi. A tutti viene donata anche una bandiera italiana e la copia della Costituzione (se si giura in nome di Essa bisogna pur conoscerla, ma purtroppo la conoscono poco anche molti italiani…).
Insomma un’iniziativa
per dare il giusto rilievo ad una cerimonia che spesso corona una lunga esperienza
di vita e deve dare senso civico e di appartenenza. Quanti invece di quelli
che acquistano per legge la cittadinanza italiana all’estero - magari in Sudamerica
e solo perché il loro bisnonno era italiano - hanno questi requisiti?
Basta avere qualche goccia di sangue italiano ed anelare
ad un passaporto solo per le facilità economiche e di viaggio per “meritare”
questa cittadinanza? Credo che sarebbe davvero opportuna una serena riflessione
per una necessaria riforma perché - pur partendo con buone intenzioni – si è
costruito un mostro giuridico. (Marco Zacchera*-Il Punto/
*
Deputato piemontese del “Popolo delle Libertà”e da giugno anche sindaco di Verbania,
presidente del Comitato permanente della Camera per gli Italiani all’estero.