ITALIANI ALL’ESTERO
La Consulta per l'emigrazione a Reggio Calabria
REGGIO CALABRIA - “Se ti allontani dai confini che ti
hanno visto nascere non volgere lo sguardo indietro”: il pensiero di un noto
autore non è anacronistico ma conserva intatta ancora oggi la sua attualità.
Perchè se diversa è la connotazione dell’emigrazione, uguale
è la nostalgia di chi parte quanto la volontà di non recidere i legami con la
terra d’origine.
Lo assicurano i tanti Consultori giunti in Calabria per
dare un contributo alla rivisitazione della legge regionale sull’emigrazione
approvata dal Consiglio regionale nel 2004: per chi – come loro - ha scelto
di cominciare altrove una nuova vita con una valigia carica di speranze ed attese,
il cordone ombelicale non si è mai spezzato. Anzi è cresciuta l’esigenza di
rinsaldare il legame con le proprie radici, attraverso azioni ed iniziative
a tutela e a sostegno dell’identità regionale. Un’esigenza, questa fortemente
avvertita dalle nostre comunità all’estero ed affidata alla voce della Consulta
regionale dei calabresi giunta in riva allo Stretto per una tre giorni di incontri
e dibattiti.
44 i Consultori esteri ed italiani che assieme agli esperti
hanno voluto dare il loro ufficiale imprimatur alle osservazioni al testo recepite
dal Consiglio regionale. Rappresentate tutte le ‘Calabrie’ sparse nel mondo dal Canada all’Australia; dal Brasile
all’Argentina; dal Belgio alla Francia. Diverse le pronunce e le inflessioni
che identificano la provenienza acquisita, unica la richiesta: una nuova normativa
che superi i vecchi concetti dell’emigrazione dentro cui costruire un nuovo
ruolo della Regione e delle tante associazioni di calabresi nel mondo e dei
Consultori.
Un pensiero particolare è rivolto ai giovani calabresi
di seconda e terza generazione più a rischio di smarrire e disperdere un patrimonio
legato all’identità. D’ora in poi maggiore sarà il coinvolgimento dei giovani
calabresi nella vita sociale e culturale delle Federazioni ed associazioni come
le iniziative volte all’apprendimento della lingua italiana. Tutti traguardi
che potranno più compiutamente realizzarsi grazie anche alla Fondazione dei
calabresi nel mondo istituita con un apposito emendamento. Questa è secondo
Damiano Guagliardi, assessore regionale al ramo, la
grande conquista: “Con la nuova legge – spiega l’assessore regionale al Turismo
con delega all’Emigrazione - la Calabria vara due strategie: la salvaguardia
della lingua tra gli emigrati, attraverso programmi di istruzione e di alta
formazione, e l’investimento su cultura e turismo, con una dimostrazione delle
nostre potenzialita' su questo versante”.
Nell’Aula della massima Assemblea elettiva calabrese,
si rilancia l’idea di trasformare l’emigrazione in risorsa con interventi per
lo sviluppo delle relazioni sociali, economiche e culturali e l’organizzazione
di eventi culturali, mostre, fiere di prodotti tipici e loro commercializzazione.
Il secondo step, dopo l’istituzione
della Fondazione sarà lo Statuto e la programmazione dell’attività. Così
come per il Premio “Calabresi nel Mondo” dovranno individuarsi Regolamento e
modalità.
Ancora, la promozione dell’informazione sugli aspetti
della vita regionale; la cura e la diffusione fra le comunità calabresi di pubblicazioni,
notiziari, giornali anche con l’ausilio del web. Anche questo un modo per rinverdire
legami che si era stati costretti ad allentare, chiudendo nel cassetto della
memoria, luoghi, persone, e ricordi che hanno segnato il passato più autentico
di ciascuno.
Il programma della tre giorni che ha visto la Consulta
Regionale dei calabresi all’estero impegnata a Reggio Calabria, dal 6 all’8
luglio, si è articolata in tre momenti: l’incontro con i massimi vertici della
Regione; la partecipazione alla Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari
e la seduta consiliare che ha consegnato alla Calabria una legge sull’immigrazione
rivisitata sulla base degli emendamenti dei Consultori. “Un autentico patto
che - ha detto il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova - attraverso
la legge approvata dal Consiglio regionale rilanci con l'ausilio delle nostre
comunità, qui e laddove risiedono i nostri emigranti, un rapporto proficuo e
fruttuoso. Bova ha sottolineato “la scelta della Calabria di dedicare quest'anno
in maniera specifica ai nostri fratelli emigrati. In questo quadro, il patto
tra calabresi sottoscritto a Palazzo Campanella, sede del Parlamento della Calabria,
non ha solo una particolare solennità, ma si iscrive in un percorso in cui finalmente
anche i discendenti di emigrati da molte generazioni, da un lato, conservino
e arricchiscano l'insegnamento della madre lingua, e dall'altro, attraverso
forme di reciprocità di scambi culturali, così come avviene nel rapporto Calabria-Argentina
e Calabria-West Virginia, con la partecipazione di
numerosi giovani a stage nelle università calabresi e di oltre oceano”. Sui
temi dell'accoglienza Bova, ha detto, inoltre, di ''sentirsi la coscienza a
posto. Per il paradosso delle vicende umane, altri vengono oggi qui da noi.
Verso costoro abbiamo sentito il dovere di fare una legge per accoglierli, nonostante
le nostre debolezze. Non ci siamo rinchiusi, non abbiamo sbattuto la porta in
faccia a chi e' in cerca di un briciolo di vita”.
Per il presidente della Regione, Agazio
Loiero, anch’egli intervenuto all’incontro della Consulta
regionale per l’emigrazione: “La legge che si andra'
ad approvare e' frutto di un intenso lavoro preparatorio e di proficua collaborazione
con i nostri rappresentanti all'estero. In questo momento, l'Italia ha approvato
una legge sui cosiddetti respingimenti degli immigrati. Qui in Calabria abbiamo
invece fatto una legge diametralmente opposta, riaffermando una linea culturale
in controtendenza. Si e' confusa la criminalità - ha detto ancora Loiero
- con la figura dell'immigrato. Noi, invece, con la collaborazione di vari sindaci,
di centrodestra e di centrosinistra, siamo riusciti ad offrire prospettive di
vita a chi era falcidiato da malattie e da guerre”. Per Bruno Censore,
presidente della VI Commissione consiliare, organismo
istituzionalmente preposto alla valutazione di merito del nuovo articolato,
“si chiude un percorso legislativo costruito insieme ai legittimi rappresentanti
degli emigrati. La nostra esperienza di governo - ha concluso - e' aperta sul
piano culturale e da questi lavori emerge una Calabria più solidale, più disponibile,
più aperta al futuro ed alla salvaguardia delle sue migliori tradizioni”. (Luisa
Lombardo-Calabria Informa, 10 luglio/Inform)