INFORM - N. 132 - 10 luglio 2009


MEETING DI SAN ROSSORE

Nel 2010 appuntamento di nuovo a San Rossore

Martini: “Un evento ormai autonomo e popolare”

 

SAN ROSSORE (Pisa ) - Il meeting di San Rossore, dopo otto anni e nove edizioni, compie un ciclo. “Ma non lo chiude” precisa il presidente della Toscana Claudio Martini, che annuncia che nel 2010 il meeting dunque proseguirà. “Fa ormai parte del patrimonio della nostra Regione – spiega -  Dopo otto anni è un appuntamento autonomo che vive di vita propria e domani annunceremo il tema per il 2010”. Il presidente della Toscana tira le somme della prima delle due giornate del meeting, con lo sguardo volto indietro a tutte le otto edizioni che hanno preceduto l'appuntamento di quest'anno dedicato alla scienza e alla pace.

Si parte dall'album fotografico del meeting. “Alla prima edizione c'erano molti dirigenti, amministratori e politici. Oggi seduti in platea vedi quasi esclusivamente cittadini, associazioni e gente comune attentissima ai dib attiti e pochissima nomenclatura.  E' il segno dell'autonomia di San Rossore e del suo pubblico, di un meeting che ha saputo popolarizzarsi e non è mai diventato autoreferenziale”.

Le discussioni di San Rossore hanno spesso avuto la capacità di prevedere sviluppi cruciali. Martini ricorda, tra i tanti,  l'appuntamento del 2002 dedicato all'acqua e  quello del 2004 sul clima. Sull'edizione di quest'anno il presidente della Toscana confessa che il tema, difficile e quasi obbligato per l'anniversario di Galileo, rischiava di trasformare il meeting in un evento solo commemorativo, poco legato all'attualità. Magari con pochi partecipanti. “Così – dice - non è stato. E il dibattito ha saputo anche quest'anno leggere la contemporaneità”.

Per il futuro Martini ha una ricetta: “Dobbiamo continuare ad occuparci e  fare cose concrete». «In particolare – sottolinea - da questa edizione dovremo uscire con una maggiore consapevolezza sul valore della scienza. Come Regione ribadiremo il nostro impegno sulla ricerca, cercando di rafforzarlo. E' un investimento per il futuro. La Toscana vanta tanti primati scientifici e tecnologici. Qui sono state costruite le prime ferrovie, qui sono nate le prime fonderie, il primo cinema e il primo prototipo di computer. Dobbiamo coltivare nuove eccellenze o attrarle dall'esterno. E dobbiamo salvaguardare i saperi tradizionali, che potrebbero essere utili alla scienza di oggi e di domani”. (w.f./Inform)


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