RASSEGNA STAMPA
Dal “Corriere della Sera.it”
Il G14 approva le regole anticrisi. Accordo sul clima,
la Cina non ci sta
Intesa su economia, Doha e aiuti ai paesi poveri. Anche
le economie emergenti dicono sì alla ricetta del G8. Pechino dice no al taglio
dei gas serra entro il 2050. L 'Onu: “al G8 progressi insufficienti”
L'AQUILA - Anche il G14 fa sua l'intesa
sulle regole anticrisi economica già approvata in seno al G8, ma non c'è l'intesa
con la Cina per quanto riguarda il clima.
CLIMA - L'accordo raggiunto dal G8
sui cambiamenti climatici non vincola infatti la Cina , che ritiene fondamentale
la necessità per i Paesi sviluppati di prendere in considerazione «le diverse
condizioni» dei Paesi emergenti e di quelli in via di sviluppo. Lo ha detto
a L'Aquila il direttore del servizio stampa e informazione del ministero degli
esteri cinese Ma Daoxu. Come largamente preannunciato
dunque, il governo di Pechino, pur riconoscendo e lodando il ruolo svolto dal
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per gestire «con equità e rispetto
di tutti i paesi partecipanti» agli incontri allargati del G14, G8+G5 (Brasile,
Cina, India, Messico Sud Africa) più Egitto, ha reso più esplicito il suo «no»
all'intesa trovata dagli Otto Grandi sul clima. Pechino trova l'appoggio del
Cairo. Anche l'Egitto infatti chiede che nessun vincolo sulla riduzione di gas
serra venga imposto ai Paesi emergenti. In vista della conferenza di Copenaghen
di fine anno che dovrà ridisegnare le strategie globali per il post-Kyoto,
Mubarak ha invocato un compromesso «equo ed equilibrato», che prenda cioè in
considerazione «le aspirazioni dei Paesi in via di sviluppo, e che non imponga
loro vincoli che abbiano effetti su tali aspirazioni».
«SÌ ALLA SOGLIA DEI DUE GRADI» - L'accordo
raggiunto (contenere a due gradi centigradi rispetto all'era pre-industriale
il riscaldamento massimo del pianeta e ridurre tra il 50 e l'80 per cento le
emissioni di gas inquinanti entro il 2050) non ha vinto dunque le resistenze
della Cina, raccogliendo d'altra parte anche le critiche dell'Onu. Secondo il
numero uno delle Nazioni Unite Ban Ki-moon infatti i progressi raggiunti dagli Otto Grandi «non
sono sufficienti». I Paesi del Mef (formato allargato
del G8 più G5 più Australia, Indonesia e Corea del sud; più la Danimarca nel
ruolo di presidente della conferenza mondiale sul clima del prossimo dicembre)
hanno in realtà detto «sì» alla soglia dei due gradi centigradi di riscaldamento
globale rispetto all’era preindustriale, rifiutando però l'accordo sul taglio
del 50 per cento delle emissioni, secondo quanto si apprende da una bozza della
Di chiara zione finale del Forum dei leader delle
maggiori economie che sarà approvata giovedì pomeriggio a L'Aquila.
«PER SUPERARE LE DIFFERENZE C'È TEMPO»
- Sui contrasti tra i Paesi del G8 e quelli emergenti, Barack Obama è ottimista. Il presidente
americano, prima ancora che Cina e Egitto esprimessero le loro perplessità,
ha spiegato che «c'è ancora tempo per superare le differenze con i paesi emergenti
sulle riduzioni di gas nocivi» prima della conferenza di Copenhagen a dicembre.
Più preciso l'appello del premier britannico Gordon Brown e di quello italiano Silvio Berlusconi: i due, ancora
prima dell'accordo raggiunto dal Mef, hanno insistito
a più riprese sulla «necessità di trovare un'intesa sul clima e sull'ambiente»
per introdurre i sei paesi emergenti al tavolo degli Otto Grandi.
PARTNERSHIP GLOBALE SU TECNOLOGIE PULITE
- La novità più importante che emerge dalla bozza di Di
chiara zione finale sul clima è invece la creazione
di una partnership globale per spingere verso tecnologie «amiche del clima»
a basso contenuto di carbone. I leader degli Otto più Australia, Brasile, Cina,
India, Indonesia, Messico e Sudafrica si impegnano ad «aumentare considerevolmente»
e a «coordinare investimenti pubblici nella ricerca e nello sviluppo» delle
tecnologie pulite, «con l'idea di raddoppiare questo tipo di investimento entro
il 2015, riconoscendo l'importanza degli investimenti privati, della partnership
pubblico-privata e della cooperazione internazionale, compresi i centri di ricerca
regionali». I principali settori di questa nuova azione sono l'efficienza energetica,
l'energia solare, le reti elettriche interattive, la cattura l'uso e lo stoccaggio
del carbone, i veicoli di ultima generazione, le tecnologie ad alta efficienza
e bassa emissione, la bioenergia e le altre tecnologie «pulite». Il documento
annuncia l'impegno a fare il punto della situazione il 15 novembre sui «piani
d'azione e le roadmap, e per redigere raccomandazioni comuni che spingano
verso i passi successivi».
INTESA SULL'ECONOMIA - Successivamente
il G14 è passato a trattare materie più strettamente economiche. Il G14 ha infatti
approvato la di chiara zione sull'«Agenda globale»
fatta propria già dal G8, che contiene i paragrafi economici, sul rilancio dei
negoziati di Doha e sull'impegno comune verso i paesi più poveri. Tra i punti
principali su cui è giunto l'ok anche dei paesi emergenti: la volontà di uscire
con politiche condivise dalla crisi con lo stimolo all'economia dei diversi
Paesi, il legal standard e il sostegno alle politiche
di inclusione sociale. Gli 8 grandi, con i paesi del G5 (Cina, India, Messico,
Sud Africa, Brasile) più l'Egitto, si impegnano inoltre insieme ai leader dei
paesi del Mef (Major Economies
Forum) - Australia, Corea del Sud e Indonesia - ad una conclusione dei negoziati
di Doha, sul libero commercio mondiale, entro il 2010 si legge nella di chiara
zione ufficiale.
È necessario sostenere una ripresa
«forte» dell'economia e «un tale contesto richiederà la riabilitazione dei settori
bancari in alcuni Paesi e la ripresa del credito su una base sana». È quanto
si sottolinea nella di chiara zione congiunta dei
paesi del G14 a cui va aggiunta la Svezia , presidente di turno Ue. «Mentre
continueremo a sostenere le nostre economie con ogni misura necessaria per superare
la crisi, cominceremo anche a preparare le strategie di uscita dalle misure
di Governo straordinarie adottate per rispondere alla crisi» è scritto nel documento.
Il testo sottolinea che queste strategie di uscita «saranno adottate quando
la ripresa sarà assicurata».
A PIEDI AL VERTICE - La seconda giornata
di lavori era cominciata all'insegna di uno splendido sole di cui il presidente
americano Barack Obama ha
voluto subito approfittare, recandosi a piedi dal suo blindatissimo alloggio,
all'interno della caserma di Coppito, fino alla palazzina
che ospita i lavori.
BERLUSCONI, LA CRISI E L'OTTIMISMO
- E il look casual dell'inquilino della Casa Bianca ha fatto scuola al vertice.
Silvio Berlusconi è arrivato in mattinata alla cittadella di Coppito, sede del summit, a bordo di una vettura elettrica.
Come già Obama il giorno prima, il presidente del
Consiglio si è presentato in camicia e cravatta. Appena sceso dall'auto per
accogliere i leader del G5 e i colleghi del G8, il presidente del Consiglio
si è infilato subito la giacca del suo abito blu. Aprendo i lavori del summit,
il Cavaliere ha voluto sottolineare che dal vertice dell'Aquila «esce un messaggio
di speranza e fiducia» per uscire dalla crisi economica internazionale.
L'AGENDA - Fitta l'agenda di giornata
a L'Aquila, che prevede stasera la cena offerta dal Presidente della Repubblica
Italiana, Giorgio Napolitano, a tutti i partecipanti (29 leader, più i rappresentanti
delle organizzazioni internazionali, in tutto 43 persone). Alla cena sarà presente
anche il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi.
LE FIRST LADY TRA LE MACERIE - Intenso
il programma di giovedì anche per le first lady. Le mogli dei capi di Stato
e di governo riuniti a L'Aquila sono arrivate giovedì mattina a Coppito, il quartier generale del G8, per la loro giornata
abruzzese sulle zone colpite dal sisma del 6 aprile scorso.
CONTINUANO LE SCOSSE - Nel capoluogo
abruzzese la terra intanto continua a tremare: quattro lievi scosse sismiche
hanno interessato l'Aquilano la scorsa notte e nella prima mattina. La più forte,
di magnitudo 2.5 è stata registrata alle 7.56 e i Comuni prossimi all'epicentro
sono stati quelli della Valle dell'Aterno e più precisamente
Fagnano Alto, Fontecchio,
Fossa, Ocre, Poggio Picenze, Prata
d'Ansidonia, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, San
Demetrio ne' Vestini, Sant'Eusanio
Forconese e Villa Sant'Angelo. (Corriere della Sera.it, 9 luglio 2009)
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