PARTITI
Verso il congresso Pd di autunno
Pd Monaco di Baviera: “Un programma che trovi soluzioni
per le fasce più deboli della società e che non lasci nel dimenticatoio
gli italiani nel mondo”
MONACO DI
BAVIERA - “Assoluta approvazione” per la scelta di tenere il congresso
del Partito Democratico in ottobre viene espressa dal Circolo Pd “Sezione
di Monaco di Baviera” riunitosi per discutere le proposte programmatiche da
sottoporre ai candidati alla direzione del partito in vista del Congresso. Dopo
la riunione il Circolo ha diffuso un comunicato con il quale fa sapere di ritenere
“importante che il partito scelga il prima possibile un segretario che abbia
pieni poteri, che sia espressione della propria base e che possa quindi guidarla
alle prossime elezioni politiche”.
Il Pd di Monaco di Baviera auspica
che “la scelta del nuovo segretario venga fatta sulla base di un confronto tra
più candidati che si confrontino sulla base dei reciproci programmi e non per
interposta persona”. Ritiene, al contrario, “non legittimo rispetto allo spirito
che ci ha portati a costruire il partito Democratico, che concorrano candidati
che siano o vengano percepiti come espressioni di consolidati gruppi di potere
presenti all'interno del partito”.
Una sollecitazione dagli iscritti Pd
di Monaco: “desidereremmo che vecchi dualismi vengano superati”. “Non crediamo
– proseguono i pidiessini - all'utilità del perpetrarsi
dello scontro tra ex-diessini contro ex-margheritini,
dalemiani contro veltroniani,
teodem contro laici: Noi non siamo più classificabili
in questo modo!Vorremmo poter giudicare i candidati non sulla base della casacca
che qualcuno vorrebbe metter loro addosso, ma sulla base dei programmi e dei
contenuti proposti. Riteniamo altresì che proprio le mozioni debbano ricercare
la giusta sintesi fra le diverse sensibilità sui temi rilevanti della politica
e del centro-sinistra italiani”.
Il Pd della città tedesca fa osservare
che “dovremmo essere il partito dei lavoratori e rischiamo di non esserlo più.
Dovremmo essere il partito dell'integrazione sociale e delle pari opportunità
ma non è sempre così che veniamo percepiti. Vorremmo difendere le prerogative
della laicità dello stato da ogni forma di prevaricazione e integralismo, senza
per questo essere anticlericali. Dovremmo essere il partito dell'accoglienza,
il partito delle scelte concrete, coerenti e moralmente ineccepibili. Vorremmo
riformare e modernizzare il Paese e cerchiamo giovani che siano in grado di
crescere ed assumersene la responsabilità della guida”.
Il Pd di Monaco si aspetta “un programma
che sappia riempire di contenuti questi desideri e dare forma al progresso dell'Italia”.
Un programma “che trovi soluzioni ammissibili per le numerose difficoltà in
cui versano oggi le fasce più deboli della società” e “che non lasci nel silenzioso
dimenticatoio nel quale siamo piombati col nuovo governo Berlusconi, gli Italiani
nel mondo: di noi oggi si parla solo quando si cercano capitoli economici da
decurtare senza mai pensare alla razionalità delle scelte operate”. “Pensiamo,
ad esempio – incalzano i pidiessini della città bavarese
- ai pesanti tagli apportati alla rete consolare e al contemporaneo depauperamento
delle sedi rimanenti, con conseguenze drammatiche sulla loro stessa capacitá
di erogare servizi”, quando “invece sarebbe stato il caso di pensare ad un piano
di minimizzazione degli sprechi e massimizzazione di efficacia ed efficienza
dei servizi di cui il cittadino ha comunque bisogno” . Pensiamo all'insegnamento
della lingua e cultura Italiana ai nostri figli, al modo in cui vengono organizzati
e gestiti i seggi elettorali all'Estero, al mondo dell'associazionismo, della
piccola impresa e del commercio, alle famiglie e ai lavoratori in difficoltà.
Pensiamo ai temi dell'informazione di ritorno e delle risorse che l'Italia potrebbe
trarre dalla propria migrazione ma delle quali il Bel Paese (o parte di esso)
ha palesememnte paura. Non si spiegherebbe altrimenti
l'incapacità della politica di sviluppare strumenti che sappiano valorizzare
i nostri ricercatori nel mondo ed il loro percorsi”.
Il Pd di Monaco di Baviera si aspetta
che “questa sintesi preveda alla fine del percorso congressuale una posizione
chiara e inequivocabile, che determini la linea della segreteria”. Auspica che
“tra i candidati si dia spazio ad un confronto aperto, se necessario aspro ma
sempre leale, nella consapevolezza che stiamo comunque giocando tutti nella
stessa squadra e che una volta effettuata la scelta tutto il partito dovrà giocare
– si sottolinea – ‘per’ e ‘con’ il segretario eletto, anche se per evidenti
motivi non sempre e non su tutto saremo d'accordo con la sua sintesi”.
Altro caldo invito: “vorremmo evitare
di veder ripetuto quanto successo con le primarie del 2007, quando Veltroni
fu di fatto e suo malgrado indicato come il candidato ufficiale del partito,
svuotando peraltro le primarie del loro stesso significato, e poi lasciato palesemente
privo del sostegno del partito, troppo impegnato a definire e controllare i
propri equilibri interni. Ci auguriamo cioè che la "lotta" per la
leadership rimanga limitata al periodo che precede il congresso prima e le primarie
poi, e che, una volta fatta la scelta, tutto il partito – si sottolinea ancora
- sostenga il segretario eletto e, nel caso dovessero esserci dei disaccordi,
che questi vengano apertamente discussi in modo da trovare una soluzione comune
e non usati per minare la leadership”. “Ne va del bene del nostro Paese. Ne
va dell'esistenza stessa del grande partito riformista nel quale noi tutti
abbiamo creduto e per il quale oggi ci impegniamo” conclude il Pd di Monaco
di Baviera. (Inform)