INFORM - N. 131 - 9 luglio 2009


CAMERA DEI DEPUTATI

Il 16 luglio presentazione  del libro di Paolo Gianfelici ed Elvira D'Ippoliti  

“Zurigo è”, il ritratto di una città aperta al mondo 

Interverranno il deputato Franco Narducci e il senatore Claudio Micheloni

 

ROMA-  “Zurigo è”. E’ il libro di Paolo Gianfelici ed Elvira D'Ippoliti che ritrae una città aperta al mondo. Un’opera che si propone di sfatare molti luoghi comuni che vedono la più importante città svizzera come un centro dedito solo agli affari. (v. Inform n.96 http://www.mclink.it/com/inform/art/09n09612.htm )

Uscito recententemente (TidPress IBN Editore, Roma 2009), il libro sarà presentato giovedì 16 luglio alle ore 11 presso la Camera dei deputati, Sala delle Colonne (via Poli 19).

Interverranno: l’on. Franco Narducci vicepresidente Commissione affari esteri e comunitari (Narducci è stato intervistato dagli autori del libro); il sen. Claudio Micheloni, presidente Federazione Colonie Libere Italiane in Svizzera; Angelo Luongo,responsabile Uil scuola estero; Isabella Ignacchiti, Zurigo Turismo,gli autori Paolo Gianfelici ed Elvira D'Ippoliti. Presenzierà il ministro Mauro Romano Reina, dell’Ambasciata di Svizzera.

“Zurigo è” arricchisce il panorama letterario dei libri di viaggio con un’impostazione unica nel suo genere. Zurigo è vissuta, suddivisa e raccontata dai due autori  su diversi livelli (la storia, la natura, l’arte e l’acqua) che a loro volta aprono innumerevoli accessi al carattere più profondo della città.

Un’esperienza di viaggio che si trasforma in esperienza di vita, con un invito finale al lettore: quello di provare, se lo desidera, l’emozione di questa città umanamente molto ricca. L’ultimo capitolo s’intitola “Dietro le quinte” e contiene le informazioni pratiche per seguire le  orme del viaggio fin lì compiuto attraverso il filtro delle parole. 

Gli autori hanno rivolto nel primo capitolo del libro alcune domande all’on. Franco Narducci, molisano di origine, residente nei pressi di Zurigo dal 1970, eletto in due legislature (2006 e 2008) nella ripartizione Europa della Circoscrizione Estero.  Dalle parole dell’uomo politico italiano che ha passato due terzi della sua vita in Svizzera emerge il ritratto di una città che merita di essere conosciuta e vissuta: “Non sono mancate le pagine nere di storia, come i sentimenti anti-italiani d’inizio Novecento o anche fatti negativi più recenti, ma in generale a Zurigo hanno sempre convissuto numerosi gruppi etnici, grazie alla politica delle autorità diretta all’accoglienza e all’attenzione per le diverse culture di provenienza dei cittadini immigrati”. “Il contributo che i nostri connazionali hanno dato allo sviluppo della città è stato pregevole e non limitato alla sola forza lavoro, come spesso si pensa. A Zurigo gli italiani hanno ricoperto e ricoprono ruoli importanti, ad esempio, nel campo dell’arte, della musica, della medicina e la città rappresenta oggi un palcoscenico di primo piano per la gastronomia italiana. Vi è una realtà italiana ben affermata nelle gerarchie professionali medio-alte e in professioni che rappresentano il cuore pulsante di Zurigo, come il mondo della finanza, della ricerca scientifica, dell’istruzione e dell’innovazione tecnologica. Gli italiani di prima generazione, nonostante le molte difficoltà, hanno spesso saputo cogliere le opportunità di aggiornamento professionale che il sistema industriale e formativo locale offre, ma sono soprattutto le seconde e le terze generazioni che sono confrontate con le rapide trasformazioni intervenute sul piano sociale, economico e culturale vissute dalla città”.

L’accogliente città multietnica ed interculturale – sottolineano gli autori del libro - si lascia vivere a piene mani dagli abitanti provenienti da tutto il mondo. E’ un esempio virtuoso per quelle realtà territoriali in Italia che faticano ad accettare il concetto che una città possa essere amata da chiunque (e non solo dai nativi) e  che questo sentimento si trasformi in energia vitale e benessere per tutti.

Dal punto di vista turistico Zurigo è una sorpresa continua. Non solo per il suo aspetto architettonico e naturalistico pieno di armonia e la vasta offerta di intrattenimenti culturali, sportivi e gastronomici, ma soprattutto perché è  una città dalle facili “istruzioni d’uso”. E’ Zurigo stessa (non a caso il titolo del libro contiene il verbo – che si trasforma anche in sostantivo – essere) a prendere per mano un turista. In questo modo la sua complessità diventa lineare e fruibile per tutti.(Inform)  


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