G8
Al vaglio dei Paesi in via di sviluppo e di grandi economie
mondiali le dichiarazioni su clima, sviluppo ed economia
globale
Marelli (FOCSIV) : “Trasformare le promesse in fatti
per i poveri del Sud del mondo e i terremotati in Abruzzo”
ROMA – Le di chiara zioni su
cambiamenti climatici, sviluppo e Africa ed economia globale approvate ieri
come priorità dai leaders del G8 saranno sottoposte
al vaglio dei rappresentanti dei Paesi in via di sviluppo e di alcune delle
maggiori economie mondiali che, come nel caso di India e Cina, per quanto attiene
gli aspetti ambientali, hanno già manifestato il loro dissenso.
Dalla FOCSIV – Volontari nel Mondo emergono perplessità
però anche sui contenuti della di chiara zione sullo
sviluppo e sull’Africa. “Sono gli stessi che abbiamo già visto nelle di chiara
zioni finali dei precedenti vertici – afferma a proposito
Sergio Marelli, direttore generale di FOCSIV e presidente dell’associazione
Ong italiane. - Nel frattempo, la FAO registra un
incremento degli affamati alla drammatica velocità di 100 milioni di persone
all’anno; i risultati ottenuti nel raggiungimento degli Obiettivi del Millennio
sono tutt’altro che soddisfacenti; l’Africa continua a restare un continente
alla deriva ed escluso da ogni possibilità di garantire condizioni di vita dignitosa
per i suoi abitanti. Ma soprattutto, quello che ci scandalizza, è che questo
teso approvato oggi è stato redatto come se non fossimo nel pieno di una crisi
globale senza precedenti che sta riversando i propri effetti e i suoi costi
sulle già provate economie dei paesi più poveri”.
Questa drammatica situazione – anche la Banca Mondiale
ammette oggi che 150 milioni di persone sono caduti nel vortice della miseria
e della disperazione - richiede un’impennata di responsabilità da parte dei
Governi dei G8 che rispondono principalmente di questa crisi. “Eppure, - prosegue
Marelli - essi continuano a dilazionare i tempi della messa in campo di misure
efficaci per contrastare quella che oggi è una crisi economica ma che domani
si potrebbe trasformare in una vera e propria emergenza sociale”.
“La giustificazione che la congiuntura attuale non consente
maggiori impegni non ci soddisfa – egli rileva. - L’eliminazione dei paradisi
fiscali, la lotta alla evasione fiscale, il porre termine alle pratiche di corruzione
spesso fomentate da soggetti dei Paesi ricchi, la cancellazione del debito ai
Paesi più poveri, sono misure già sufficienti per reperire quelle risorse ritenute
oggi non disponibili. Del resto, in poche ore questi stessi governi non hanno
esitato a stanziare migliaia di miliardi di dollari per salvare le banche e
le industrie dei loro Paesi, ma continuano a non volerne trovare 150 per salvare
centinaia di milioni di vite umane”.
Se Marelli giudica positivamente l’intenzione di determinare
regole stringenti per la finanza internazionale “cominci il nostro Governo a
dare il buon esempio: renda pubblica la lista delle succursali delle banche
italiane che operano nei paradisi fiscali e ne chieda la immediata chiusura”.
“Solo con segnali di questo tenore crederemo ancora nella
valenza di Vertici come questo di L’Aquila – conclude Marelli. - Solo con
la concretezza delle azioni anche i terremotati di questa regione potranno ricevere
oltre alla solidarietà a basso costo, una rassicurazione circa le promesse ad
essi rivolte dal Governo potendo comprendere il significato di un Vertice tenutosi
in una terra così provata. Per non fare la stessa fine delle popolazioni del
Sud del mondo che da anni attendono che le promesse si trasformino in fatti”.
( Inform )