INFORM - N. 131 - 9 luglio 2009


CAMERA DEI DEPUTATI

Riunito il Comitato permanente sugli Italiani all’Estero

Sarà chiesta, con un atto di indirizzo condiviso, la sospensione del piano di ristrutturazione della rete diplomatica – consolare. Gli interventi del presidente Zacchera e dei deputati Porta (Pd), Razzi (Idv) Fedi (Pd), Di Biagio (Pdl) e Farina (Pd) 

 

ROMA – La seduta del Comitato permanente sugli Italiani all’Estero della Camera si è aperta con l’intervento del presidente del Comitato Marco Zacchera che, alla luce di quanto emerso in occasione delle recenti audizioni del sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica sul processo di razionalizzazione della nostra rete diplomatica – consolare, ha sottolineato come a tutt’oggi vi siano gli estremi per la definizione di un atto di indirizzo, che potrebbe essere sottoscritto da tutti i componenti del Comitato e sottoposto alla discussione e deliberazione dalla III Commissione. Un atto di indirizzo che avrebbe lo scopo di chiedere al Governo la sospensione dell’attuazione delle misure di razionalizzazione della rete all’estero rispetto al duplice versante dei consolati e delle ambasciate. Secondo Zacchera non appare ad esempio opportuno e coerente, visto che fra le priorità dell’agenda del G8 vi è anche la lotta contro la povertà nel continente africano, la chiusura in questa parte del mondo di tre ambasciate italiane. Un’iniziativa che appare in controtendenza rispetto a quanto stanno facendo altri paesi europei come ad esempio la Spagna. Zacchera ha inoltre evidenziato come una riforma, finalizzata alla riduzione dei costi, possa essere condotta senza penalizzare la capacità della rete italiana all’estero di svolgere la propria missione di garanzia rispetto al nostro Paese nelle diverse aree del mondo.

Il vice presidente del Comitato Fabio Porta (Pd), dopo aver ricordato che la proposta di una sorta di moratoria del piano di ristrutturazione era stata prospettata nell’ambito dell’audizione dal deputato Fedi ottenendo una certa disponibilità alla discussione da parte del rappresentante del Governo, si è detto d’accordo con la definizione di un atto d’indirizzo da parte del Comitato. Sempre in merito alla rete consolare Porta ha evidenziato la necessità di porre la massima attenzione oltre che al declassamento delle sedi, una soluzione che attira le preoccupazioni della categoria dei diplomatici, al mantenimento dei consolati nei territori dove questi uffici danno risposte essenziali alle esigenze delle nostre comunità e agli imprenditori italiani .  Da Porta è stata infine sottolineata l’esigenza di conservare, anche in relazione alla candidatura italiana per l’Expo 2015, le sedi delle ambasciate il via di chiusura. 

Marco Fedi (Pd) ha precisato come il Comitato nel suo complesso abbia  in diverse occasioni manifestato la propria disponibilità a svolgere una riflessione articolata sul tema della razionalizzazione della rete estera soprattutto per evitare che tali misure venissero adottate sulla spinta dell’emergenza e senza una considerazione adeguata delle conseguenze per il Paese. Fedi ha altresì ricordato l’invito rivolto dal sottosegretario Mantica ai componenti il Comitato a condurre un sopralluogo presso il “consolato elettronico” a Bruxelles. Il deputato del Pd si è inoltre detto d’accordo con la realizzazione sul tema della razionalizzazione della rete all’estero di atto di indirizzo condiviso fra le posizioni presenti nel Comitato ed ha ricordato come dal presidente del Comitato del Senato per le Questioni degli Italiani all’Estero, Giuseppe Firrarello, sia giunto un invito al Comitato della Camera a ricercare forme di coordinamento tra i lavori di questi due organi collegiali che si occupano delle nostre collettività nel mondo. Un’ipotesi di collaborazione, quest’ultima, che è stata condivisa anche dal deputato Porta.  

Gianni Farina (Pd)  si è detto d’accordo con la richiesta di sospensione delle misure di attuazione della razionalizzazione degli uffici italiani all’estero, anche in considerazione della grande confusione sul piano informativo che ne deriva. Per Farina occorre scongiurare che si scatenino “lotte tra poveri” ed impegnare il Governo affinché simili processi siano gestiti consultando le nostre collettività all’estero attraverso i Comites e il Cgie.

Antonio Razzi (IdV) ha dal canto suo fatto presente di essersi attivato nei confronti del sottosegretario Mantica al fine di ottenere la sospensione del piano di ristrutturazione per almeno cinque anni. A tal proposito Razzi ha sottolineato di ritenere opportuno un potenziamento della rete dei consolati onorari e di auspicare la riapertura del consolato di Lucerna, in considerazione della rilevante comunità italiana presente nell’area e in ragione della collocazione della città in prossimità della maggiore infrastruttura di collegamento tra il nostro paese e il Nord Europa. Anche Aldo Di  Biagio (Pdl) a nome del suo gruppo si è detto favorevole alla presentazione di un atto di indirizzo sottoscritto da tutti i componenti del  Comitato che intervenga, seppur tardivamente, a sospendere il processo di razionalizzazione della rete all’estero.

Si è poi discusso il calendario delle prossime audizioni del Comitato che dovrebbe prevedere l’incontro con i rappresentanti dei pensionati italiani all’estero prima della sospensione estiva dei lavori della Camera. Su questo punto Farina (Pd) ha rilevato l’opportunità che il Comitato proceda ad audire anche i rappresentanti dei patronati, che all’estero costituiscono il principale interlocutore per i nostri pensionati. Un’ipotesi, quest’ultima,  che è stata appoggiata dai deputati del Partito democratico Porta e Fedi (Pd). Quest’ultimo ha anche sottolineato l’esigenza di tenere distinte le due audizioni. Un’indicazione che è stata condivisa dal presidente del Comitato Zacchera. ( Inform )


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