CAMERA DEI
DEPUTATI
Riunito il Comitato permanente sugli Italiani all’Estero
Sarà chiesta, con un atto di indirizzo condiviso, la
sospensione del piano di ristrutturazione della rete diplomatica – consolare.
Gli interventi del presidente Zacchera e dei deputati Porta (Pd), Razzi (Idv) Fedi (Pd), Di Biagio (Pdl)
e Farina (Pd)
ROMA – La seduta
del Comitato permanente sugli Italiani all’Estero della Camera si è aperta con
l’intervento del presidente del Comitato Marco Zacchera che, alla luce di quanto
emerso in occasione delle recenti audizioni del sottosegretario agli Esteri
Alfredo Mantica sul processo di razionalizzazione della nostra rete diplomatica
– consolare, ha sottolineato come a tutt’oggi vi siano gli estremi per la definizione
di un atto di indirizzo, che potrebbe essere sottoscritto da tutti i componenti
del Comitato e sottoposto alla discussione e deliberazione dalla III Commissione.
Un atto di indirizzo che avrebbe lo scopo di chiedere al Governo la sospensione
dell’attuazione delle misure di razionalizzazione della rete all’estero rispetto
al duplice versante dei consolati e delle ambasciate. Secondo Zacchera non appare
ad esempio opportuno e coerente, visto che fra le priorità dell’agenda del G8
vi è anche la lotta contro la povertà nel continente africano, la chiusura in
questa parte del mondo di tre ambasciate italiane. Un’iniziativa che appare
in controtendenza rispetto a quanto stanno facendo altri paesi europei come
ad esempio la Spagna. Zacchera ha inoltre evidenziato come una riforma, finalizzata
alla riduzione dei costi, possa essere condotta senza penalizzare la capacità
della rete italiana all’estero di svolgere la propria missione di garanzia rispetto
al nostro Paese nelle diverse aree del mondo.
Il vice presidente
del Comitato Fabio Porta (Pd), dopo aver ricordato che la proposta di una sorta
di moratoria del piano di ristrutturazione era stata prospettata nell’ambito
dell’audizione dal deputato Fedi ottenendo una certa disponibilità alla discussione
da parte del rappresentante del Governo, si è detto d’accordo con la definizione
di un atto d’indirizzo da parte del Comitato. Sempre in merito alla rete consolare
Porta ha evidenziato la necessità di porre la massima attenzione oltre che al
declassamento delle sedi, una soluzione che attira le preoccupazioni della categoria
dei diplomatici, al mantenimento dei consolati nei territori dove questi uffici
danno risposte essenziali alle esigenze delle nostre comunità e agli imprenditori
italiani . Da Porta è stata infine sottolineata l’esigenza di conservare,
anche in relazione alla candidatura italiana per l’Expo 2015, le sedi delle
ambasciate il via di chiusura.
Marco Fedi
(Pd) ha precisato come il Comitato nel suo complesso abbia in diverse
occasioni manifestato la propria disponibilità a svolgere una riflessione articolata
sul tema della razionalizzazione della rete estera soprattutto per evitare che
tali misure venissero adottate sulla spinta dell’emergenza e senza una considerazione
adeguata delle conseguenze per il Paese. Fedi ha altresì ricordato l’invito
rivolto dal sottosegretario Mantica ai componenti il Comitato a condurre un
sopralluogo presso il “consolato elettronico” a Bruxelles. Il deputato del Pd
si è inoltre detto d’accordo con la realizzazione sul tema della razionalizzazione
della rete all’estero di atto di indirizzo condiviso fra le posizioni presenti
nel Comitato ed ha ricordato come dal presidente del Comitato del Senato per
le Questioni degli Italiani all’Estero, Giuseppe Firrarello,
sia giunto un invito al Comitato della Camera a ricercare forme di coordinamento
tra i lavori di questi due organi collegiali che si occupano delle nostre collettività
nel mondo. Un’ipotesi di collaborazione, quest’ultima, che è stata condivisa
anche dal deputato Porta.
Gianni Farina
(Pd) si è detto d’accordo con la richiesta di sospensione delle misure
di attuazione della razionalizzazione degli uffici italiani all’estero, anche
in considerazione della grande confusione sul piano informativo che ne deriva.
Per Farina occorre scongiurare che si scatenino “lotte tra poveri” ed impegnare
il Governo affinché simili processi siano gestiti consultando le nostre collettività
all’estero attraverso i Comites e il Cgie.
Antonio Razzi
(IdV) ha dal canto suo fatto presente di essersi attivato
nei confronti del sottosegretario Mantica al fine di ottenere la sospensione
del piano di ristrutturazione per almeno cinque anni. A tal proposito Razzi
ha sottolineato di ritenere opportuno un potenziamento della rete dei consolati
onorari e di auspicare la riapertura del consolato di Lucerna, in considerazione
della rilevante comunità italiana presente nell’area e in ragione della collocazione
della città in prossimità della maggiore infrastruttura di collegamento tra
il nostro paese e il Nord Europa. Anche Aldo Di Biagio (Pdl)
a nome del suo gruppo si è detto favorevole alla presentazione di un atto di
indirizzo sottoscritto da tutti i componenti del Comitato che intervenga,
seppur tardivamente, a sospendere il processo di razionalizzazione della rete
all’estero.
Si è poi discusso
il calendario delle prossime audizioni del Comitato che dovrebbe prevedere l’incontro
con i rappresentanti dei pensionati italiani all’estero prima della sospensione
estiva dei lavori della Camera. Su questo punto Farina (Pd) ha rilevato l’opportunità
che il Comitato proceda ad audire anche i rappresentanti
dei patronati, che all’estero costituiscono il principale interlocutore per
i nostri pensionati. Un’ipotesi, quest’ultima, che è stata appoggiata
dai deputati del Partito democratico Porta e Fedi (Pd). Quest’ultimo ha anche
sottolineato l’esigenza di tenere distinte le due audizioni. Un’indicazione
che è stata condivisa dal presidente del Comitato Zacchera. ( Inform
)